Tonno scottato al sale dove è finita la R?

Mi domando spesso se tra tutti i miei difetti, ce ne sia qualcuno, per così dire, a mio favore. Sono indubbiamente molto distratta, deve essere che il mio archivio mentale a volte, senza permesso, cancella deliberatamente qualcosa o riorganizza i gesti miscelandoli tra loro tanto che, mentre cucino, spacchetto velocemente il burro, cercando di far sciogliere la carta nella padella e buttando il panetto nella spazzatura, così senza un perché. Sono anche parecchio ripetitiva, a volte, la cornetta del telefono si allontana con gesto di stizza dal mio orecchio e mima indispettita un isterico: ma basta!!! E’ la quarta volta che lo ripeti!. Tutto rimediabile con l’età che avanza, un domani, ne sono certa, passerà tutto inosservato, in casa di cura. Ma c’è un difetto, che non capisco da dove arrivi, come sia finito proprio nelle mie viscere, e che delinea meticolosamente e inesorabilmente la mia personalità, il mio essere, la mia esistenza. Non posso sapere se sono effettivamente nata così, o se qualcosa si sia infilzato successivamente nelle mie corde vocali, nessuno della mia famiglia, tranne me, si incespica sulla R mentre parla. Sembra un sassolino fastidioso nella scarpa: ogni frase ha almeno una dozzina di R. Pare che al telefono la mia R si amplifichi quasi fosse un disturbo di linea mentre rispondo: pRRonto? Inciampo su parole assurde rimanendo impigliata nella R e sotterrando le vocali, e se canto, pur avendo l’ugola di un usignolo, ogni tre per due, vibrano i muri, che mi tocca smettere altrimenti c’è panico da terremoto. Insomma la mia R moscia è bellissima, ne sono fiera, e difficilmente mi fermo davanti alla classica frase: Orrore, orrore! Un ramarro verde su un muro marrone!! Ma oggi sapete cosa vi cucino per indispettirvi? Un’intera frase senza ruzzolare via:
“Adesso vi delizio con un tonno, appena scottato ai semi di sesamo, avanti, tutti a tavola amici miei”… e adesso ditemi, dove è finita la R ?????

SUGGERIMENTO:
Un’idea del tutto originale al posto dei soliti semi di sesamo?? Utilizzate granella di nocciole e fave di cacao spennellando prima il tonno con miele d’acacia! Una bomba!!

COME SI CONSERVA IL PESCE FRESCO:
Anche quello fresco va messo in sacche gelo o borse termiche con il ghiaccio, in auto l’ideale sarebbero i contenitori a temperatura regolabile attraverso la presa a 12 volt. Se il tragitto è breve o è inverno si può essere meno pignoli, ricordando però che i prodotti ittici sono molto deperibili: a casa è bene consumarli subito o tenerli in frigo fra zero e quattro gradi in recipienti chiusi per un massimo di 48 ore.

CURIOSITA:
Nella fase di acquisto in pescheria, l’aspetto e il colore sono due fattori che aiutano i consumatori a stabilire quale sia il pesce più sicuro da comprare. Nel caso del tonno, però, ha preso piede la falsa credenza che freschezza e sicurezza abbiano a che vedere con il caratteristico colore rosso ciliegia dei tranci. Si è diffuso così l’utilizzo di additivi in grado di stabilizzare il colore rosso, che tende a diventare marrone a causa del processo naturale di ossidazione della carne. Ultimamente il miglior metodo in commercio è quello di vendere, da parte anche dei supermercati, tranci abbattuti appena pescati

Il tonno viene eviscerato sul peschereccio e abbattuto subito. Questo tipo di lavorazione blocca qualsiasi processo degenerativo a cui è sottoposto naturalmente il tonno, rendendolo assolutamente sicuro per il consumo. Non solo, il tonno abbattuto a -60 gradi conserva tutte le proprie qualità nutrizionali e organolettiche. Per rendere il pesce sicuro al 100%, la catena del freddo non deve mai interrompersi. Trasporto e conservazione sono quanto mai importanti.

SUGGERIMENTO:
questo piatto è a prova di: non posso farcela…. E’ praticamente già pronto, l’unica cosa da fare bene è scegliere quale pezzo di tonno utilizzare. Ricordate che il tonno a tranci surgelato ha l’unica differenza di poter essere conservato a lungo, per il resto il gusto sarà assolutamente diverso dal trancio fresco, ma in certi casi è più adatto, perché il prodotto surgelato è raccomandato se lo si userà per preparazioni crude come sushi, sashimi o tartar. Le basse temperature sono l’unico modo, oltre alla cottura, per eliminare parassiti come l’anisakis. Per le preparazioni a crudo se si vuole utilizzare pesce fresco, bisogna tenerlo almeno quattro giorni a meno 18 gradi in un congelatore domestico.

Ingredienti:
un trancio di tonno a testa
un lime
semi di sesamo o papavero o nigella
pepe
un filo d’olio extravergine

(Alternativa davvero interessante: niente lime, ma granella di nocciole, fave di cacao e spennellare il tonno con del miele d’acacia)

Mezz’ora prima di cuocere il tonno, riporlo in una terrina con una pizzico di sale, pepe, un cucchiaio d’olio e il succo di un lime. Coprire con pellicola per alimenti. In un piatto versate i semi di sesamo, di nigella e quelli di papavero. Passate il tonno nei semi e fateli aderire bene su tutti i lati Scaldare molto bene un pentolino antiaderente unto con un goccio di olio extravergine, sarebbe perfetto avere la pietra ollare. Appoggiare la fetta di tonno e lasciarla per un massimo di 3 minuti per lato, Adagiate il filetto di tonno su un tagliare e con un coltello tagliatelo a fette di circa 1 cm di spessore. Servitelo con insalata fresca, oppure su un letto di verdura cotta. Se vi piace irrorare con aceto balsamico di ottima qualità o salsa di soia

7 risposte a "Tonno scottato al sale dove è finita la R?"

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