Un Natale diverso, un Natale con l’ombra rimasta qui a ricordare un posto vuoto. Un Natale che mai sarà più lo stesso, cercando di ricucire ogni punto della ferita con doppio filo d’oro, perché non si sciolga, perché rimanga saldo. Una sottile linfa che riavvicina il pensiero al dolore e viceversa. Un Natale a chiedersi perché, ma i perché non finiranno mai. Vorrei poter alzare la cornetta e parlare con te. Dirti quante stra maledette cose mi sono dimenticata, quante volte ho fatto altro anziché dedicarti tempo. Quanto non abbia mai fatto abbastanza, quanto mi sia sfuggito, quanto non abbia voluto dire… E vicino alla tua foto c’è chi ha poggiato un torroncino, un bocciolo di rosa, un cioccolatino, un bicchiere di vino, perché anche tu possa festeggiare con noi. Lo spazio, il tempo, la libertà dei segreti, mentre spunta un pacchetto che porta la tua firma, a ricordarmi che sei qui…eppure questo è un Natale che, senza te papà, non sarà più lo stesso.


Questo luogo con una cabina del telefono scollegato esiste davvero in Giappone ed esiste un libro……… “Quel che affidiamo al vento”….. profondissimo e bellissimo da leggere e rileggere..


Libro di Laura Imai Messina
… leggo malinconica ma speranzosa questo libro dove la scrittrice Laura Imai Messina racconta che Sasaki-san, il guardiano del Telefono del Vento, spiega come l’immaginazione é il fulcro di quel luogo della memoria in cui si alza la cornetta di quell’apparecchio scollegato per parlare a chi ora non c’è più.












Beautiful post 💖💓💚
🙏 I wish you a happy Christmas Eve and Christmas 🎄.
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Meravigliosa poesia❤️
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❤️🩹
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Grazie! Buone Feste col ❤️
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