Giovedì gnocchi….anzi, sabato e alla sorrentina!

Ma oggi è sabato? No è lunedì....o martedì... o giovedì? Non importa, ho voglia di preparare gli gnocchi. Con il naso all'insù, sdraiata comodamente sulla sdraio, osservo la maestosa e imponente quercia che domina il mio giardino. È un pomeriggio di primavera oggi, il sole penetra nella mia pelle, mi nutre e mi rinvigorisce. Faccio... Continue Reading →

La pastiera napoletana, come tradizione vuole!

A pochi giorni dalla Pasqua vorrei riproporre questo tipico dolce. Ve lo riscrivo uguale uguale perché sono certa che vi piacerà molto, visto che la ricetta è assolutamente tradizionale, senza ombra di dubbio! Ho seguito passo passo i consigli della mia amica Rosaria, napoletana DOC (Di Origine Controllata) .... Anzi di più, DOCG perché è... Continue Reading →

Frisciœ liguri, (frisceu frittelle), questi sconosciuti…cibo della mia infanzia!

Sembra una giornata normale, una di quelle che scivolano via senza troppi scompigli, una domenica primaverile, nonostante la stagione non sia affatto quella. Pare tutto così assopito e silenzioso, ma maledettamente bello, familiare, sereno. Nulla mi rende tanto tranquilla quanto la pace della mattina; amo avere tutto questo tempo per perdermi ad osservare dalla finestra... Continue Reading →

Vaniglia, purè e i vecchi appunti del tempo che fu!

Oggi piove a dirotto e questo piatto ci sta a meraviglia! Vi ripropongo la storia e la ricetta molto volentieri!!

PIATTORANOCCHIO

vaniglia5.jpgSono qui in silenziosa attesa, la televisione non mi regala nulla se non scontati chiacchiericci, che questa sera proprio non voglio ascoltare, mi giro e mi rigiro cercando di ingannare il tempo, con la voglia di riposare e di godermi una serata in deliziosa pace, ma col pensiero vigile e costante di chi attende qualcuno, fuori, nel buio, che è di là da venire. La sera è lunga e immensamente scura, spettrali ombre e sinistri rumori si annidano nella mia mente e mentre cerco di scacciar funesti pensieri, mi rifugio in ricordi e ritagli di vita. In mano tengo, con delicata presa, un pezzetto di carta dal color giallastro, i bordi lisi e strappati, frusto, logoro, consunto ma con gli appunti ben chiari impressi, di quantità, dosi e vecchi detti. Linee e tratti decisi, dall’inchiostro nero, resistito, negli anni, all’umidità della vita. Una ricetta mai detta, mai scoperta, un sapiente…

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