Il sigaro di Maccio, ricetta segreta, delizia svelata.

E' sempre, indelebile direi, nei nostri pensieri, la "merenda" che facevamo da bambini. La mamma ci correva dietro sventolando in mano un "qualcosa" che, alla vista, spaventati, correvamo via più veloci di lei convinti fosse la ciabatta e la punizione per qualche marachella, finche non la sentivamo, a dieci chilometri di distanza, urlarci: fermati!! E'... Continue Reading →

La pastiera napoletana, come tradizione vuole!

A pochi giorni dalla Pasqua vorrei riproporre questo tipico dolce. Ve lo riscrivo uguale uguale perché sono certa che vi piacerà molto, visto che la ricetta è assolutamente tradizionale, senza ombra di dubbio! Ho seguito passo passo i consigli della mia amica Rosaria, napoletana DOC (Di Origine Controllata) .... Anzi di più, DOCG perché è... Continue Reading →

Frisciœ liguri, (frisceu frittelle), questi sconosciuti…cibo della mia infanzia!

Sembra una giornata normale, una di quelle che scivolano via senza troppi scompigli, una domenica primaverile, nonostante la stagione non sia affatto quella. Pare tutto così assopito e silenzioso, ma maledettamente bello, familiare, sereno. Nulla mi rende tanto tranquilla quanto la pace della mattina; amo avere tutto questo tempo per perdermi ad osservare dalla finestra... Continue Reading →

Vaniglia, purè e i vecchi appunti del tempo che fu!

Oggi piove a dirotto e questo piatto ci sta a meraviglia! Vi ripropongo la storia e la ricetta molto volentieri!!

PIATTORANOCCHIO

vaniglia5.jpgSono qui in silenziosa attesa, la televisione non mi regala nulla se non scontati chiacchiericci, che questa sera proprio non voglio ascoltare, mi giro e mi rigiro cercando di ingannare il tempo, con la voglia di riposare e di godermi una serata in deliziosa pace, ma col pensiero vigile e costante di chi attende qualcuno, fuori, nel buio, che è di là da venire. La sera è lunga e immensamente scura, spettrali ombre e sinistri rumori si annidano nella mia mente e mentre cerco di scacciar funesti pensieri, mi rifugio in ricordi e ritagli di vita. In mano tengo, con delicata presa, un pezzetto di carta dal color giallastro, i bordi lisi e strappati, frusto, logoro, consunto ma con gli appunti ben chiari impressi, di quantità, dosi e vecchi detti. Linee e tratti decisi, dall’inchiostro nero, resistito, negli anni, all’umidità della vita. Una ricetta mai detta, mai scoperta, un sapiente…

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Anelli di pasta, mille e ancor più mille!

Ed eccomi qui, stasera senza idee che accendo il pc e inserisco le parole chiave… “pasta” … “tradizione”… “melanzane”… giusto per finire quelle che ho comperato per fare la parmigiana. Nella ricerca salta fuori una foto che mi piace e un sito interessante con una ricetta che mi stuzzica proprio. “O caspita, aspetta un attimo, ma è Piattoranocchio, caspita, sono io… ma è la mia foto, uh che buona l’avevo pubblicata io. Fammi un pò vedere gli ingredienti, la ricetta et voilà la pasta è fumante sul tavolo“. Che soddisfazione seguire alla lettera la propria ricetta che invece di averla scritta su di un vecchio diario di ricette, è sul web, insieme a tutte le altre! Ma che felicità!

PIATTORANOCCHIO

Italia, terra dalle mille sfaccettature, da nord a sud, da est a ovest. Terra lunga, bislunga e frastagliata, tra amore e odio, tra montagne e mare. Brividi corrono lungo tutta la dorsale, partono dalle alpi ad est fino le grandi vette a ovest e poi tornano indietro, si susseguono ricette di tradizione montanara, come se le alpi producessero ingredienti diversi, astrusi e sconosciuti, tra loro miscelati in piatti dalla sapiente memoria. Folate salmastre di vento marino, dal golfo ligure alla laguna veneta passando inesorabile e impercettibile per la pianura padana. Dall’alto osservo, con un volo pindarico, magnificenze naturali, parole dialettali, amori spassionati. Fazzoletti di terra appiccicati all’orgoglio dei nostri orti, mondi etruschi mai dimenticati, vigneti immensi perfettamente allineati, fiumi gravidi di rinomata bellezza. Poi più giù, LA città eterna, che nel suo cuore pulsante racchiude ricette forti, succose, generose. E scendo, scivolo, tra appennini a picco sull’acqua chiara, tra sponde…

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