Una tazzina di caffè fumante dopo i pasti non si rifiuta quasi mai, deve proprio essere che non siamo caffeina dipendenti per declinare l'invito. L'aroma del caffè lo si sente nell'aria, quando si passa davanti ad un bar, quando la torrefazione vicino a casa sta tostando i chicchi. Un profumo, per me, legato indissolubilmente all'infanzia,... Continua a leggere →
Lepre e polenta… la legura senza cur la sa cata a tuch i ur (dialetto comasco)
Pazienza, bisogna avere pazienza. Pazienza una parola desueta, un sentimento astratto, uno stato appioppato alla "categoria nonni" per convenzione e forse, oggi, pure loro non san più cos'è. Ad ogni angolo di strada, in ogni paese, città, nazione si ha fretta. Il mondo gira sulla velocità, devi essere lesto, scaltro. Si sgomma, sorpassa, impreca, perfino... Continua a leggere →
Orecchia d’elefante sulla cassapanca e quell’impassibile bontà!
Capii, dalla palese espressione immota, stampata sul suo viso, che le mie parole non sfioravano nemmeno per un attimo, la sua attenzione; se ne stava chiuso nel suo impenetrabile atteggiamento d'insensibilità, senza proferir parola, appoggiato stancamente su quella cassapanca, come a voler dimostrare a tutti, e a se stesso, che era giunta l'ora di lasciarsi... Continua a leggere →
Treccia integrale salata, una pace che lievita accecata
Camminando per le buie strade invernali, su marciapiedi imbrattati da una coltre di morbida e carezzevole neve, intravvedo lucine intermittenti che si alternano nei viali e nei giardini. Osservo, incuriosita come, alcune case, siano ancora addobbate per le feste, nonostante sia oramai iniziato febbraio, chiedo tra me e me, se semplicemente non ci sia stato... Continua a leggere →











