Salamichetta e il nano brontolo nella pancia!

Ricordi sfuocati, a volte confusi nella nebbia dei nostri anni. Ricordi di momenti spiacevoli, che sembrano non esserci appartenuti, altri invece allegri e spensierati, che ci fanno sorridere al sol pensiero, neanche stessimo rivivendo all’istante la divertente scena. Il sole è caldo e alto nel cielo estivo, la montagna regala tutti i suoi profumi e i suoi inconfondibili e impareggiabili panorami. Passeggiamo felici e consapevoli di essere buone guide, conoscitori profondi di ogni passo, ogni albero e ogni sasso di questo meraviglioso mondo che adoriamo e rispettiamo. Mamma e papà camminano a passo lento e silenzioso, estasiati e affascinati, osservando senza parola proferire, la natura rigogliosa che li circonda, ignari dell’ingrato destino che li attende. Il tempo ci avvolge e ci trascina, verso la nostra meta, verso una sosta meritata dopo tanto arrampicare, ma già è tardi, la fame si impossessa delle nostre anime e nulla nello zaino, tranne maglie sudate e borracce oramai vuote, può darci immediato sollievo. Strana e inconcepibile sorpresa ci attende quando, nel pianoro verdeggiante, circondato da alti pini imponenti, un cartello in tedesco chiede scusa, prostrandosi ai nostri scarponcini con un agghiacciante GESCHLOSSEN (chiuso). Ma nulla ferma noi temerari, che incalziamo speranzosi verso la prossima tappa. Il profumo nell’aria evoca una baita vicina, un ristoro di cui abbiamo gran bisogno. la nostra mente brama un fumante piatto di spatzle, uno strudel, un tozzo di pane insomma qualsiasi cosa commestibile. Vediamo polli arrosto che ci sfrecciano davanti volando via e intravvediamo cosciotti di maiale che danzano nel porcile. Ma la tappa numero due purtroppo è già chiusa, troppo tardi per la cucina. Proseguiamo nostro malgrado, rotolando stancamente verso valle in cerca di salvezza, attraversiamo prati proibiti, tra mucche che ci scrutano minacciose. Ci avventuriamo in scorciatoie improvvisate, tra i fili spinati, oltrepassando boschi e prati, e giunta oramai la sera, distrutti, entriamo finalmente nell’unico negozio ancora aperto di paese. Papà inizia ad avere le visioni mistiche, strani rumori provengono dal suo stomaco, noi annichiliti senza fiato per parlare e lui, preso da disperazione e imbarazzato per il rumore assordante esordisce: ho il nano brontolo nella pancia, mi fa subito un panino col salame, o potrebbe morire!

Dedicato al mio papà Nello !!

SUGGERIMENTO:
per una merenda, per una cena, ma certo, perchè no! Pane e salame, il salame con la michetta, nessuno riesce a resistergli!
Il salame deve essere di qualità, non troppo molle e nemmeno troppo stagionato e duro. Il mio consiglio è sempre quello di rifornirsi ad occhi chiusi al Salumificio Gini

CURIOSITA:
cercando qua e là nel web mi imbatto in un vero e proprio studio sugli abbinamenti di pane e salumi in genere. Divertita e incuriosita scopro che per non commettere errori bisogna basarsi sulla “parentela geografica”. La provenienza comune è garanzia di connubio perfetto, di seguito alcuni esempi:
bresaola e pane di segale
salame di cinghiale e pane sciocco toscano
salame felino e pan focaccia
coppa e rosetta
mortadella e michetta
speck e pane nero integrale

Ingredienti per panini tipo rosetta fatti in casa:
400 gr di farina “0” per pane e pizza
175 gr di acqua
4 gr di lievito di birra

Impastare a mano o con l’impastatrice fino ad ottenere un impasto sbriciolato e granuloso. Lasciar lievitare per 16/20 ore
riprendere l’impasto e aggiungere:

40 gr di farina “0”
55 gr di acqua
4 gr di malto
8 gr di sale

Impastare nuovamente e ottenere una palla morbida ed elastica. Coprire con un panno e lasciar lievitare 10 minuti.
Stendere la pasta e ripiegare verso il centro i bordi esterni, stendere nuovamente con il mattarello e ripiegare i bordi verso il centro. Coprire con un canovaccio e lasciar lievitare 15 minuti.
Ripetere l’ultima operazione e lasciar lievitare 15 minuti.
Stendere la pasta, lavorarla con le mani 5 minuti e formare una palla, bagnarla di olio extravergine e coprirla con pellicola trasparente. lasciar lievitare 30 minuti.
Tagliare il panetto in 8 parti, formare i panini che devono avere la grandezza di una pallina da tennis, coprirli con la pellicola e lasciar lievitare 30 minuti.
Con un tagliamela, schiacciare i panini e dare la forma della rosetta, girarli sottosopra, spolverare il piano di lavoro di farina, ricoprire i panini con pellicola e lasciarli lievitare 60 minuti.
Recuperare i panini, girarli sottosopra e metterli su carta da forno distanziati tra loro. Mettere nel forno una bacinella d’acqua se non disponete di un forno con il vapore, impostatelo al massimo della potenza 250/270° e cuocete i panini per 15/20 minuti, spruzzandoli ogni 5 minuti con uno spruzzino riempito d’acqua. Le vostre rosette o michette sono pronte quando le vedrete gonfie e colorite.

Con il tagliamela la forma perfetta!
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5 risposte a "Salamichetta e il nano brontolo nella pancia!"

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      1. Guarda, per fortuna la carne la mangio ormai poche volte l’anno (per motivi etici e di dieta, anche se a parte ciò mi piace tanto, soprattutto gli affettati! 😅) quindi il problema non si pone, ma altrimenti in effetti sarebbe un dramma! 🙂

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      2. Ma ti dico la verità, io le ricette le leggo perché mi piace e mi rilassa, anche se in real life non cucino mai praticamente 😅 Però mi piace immaginare “cosa e come si potrebbe cucinare” se si avesse più energia vitale 😅 Poi tu con il tuo storytelling potresti raccontare qualunque cosa! 🙂

        Piace a 1 persona

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