L'insalata russa, aspetta che adesso la sveglio io!

Spesso scherzo, dispenso battute, faccio diventare divertente ciò che non lo è affatto e ritaglio spaccati di vita normalissimi, trasformandoli in eventi sensazionali, racconti tragicomici, storie spiritose. Mi concentro sulla foto, sul set perfettamente studiato in ogni suo particolare, sulla qualità del cibo che sto trasformando e poi, appena tutto finisce mi volto e mi abbandono sulla sedia. Attorno a me, in una cucina ormai buia, pigne di piatti dalle forme diverse, cucchiai di legno, barattoli aperti sparsi qua e la, il mio maglione che mi salva dal freddo quando esco alla chetichella per fotografare, ritagli di verdure coloratissime sul grande tagliere di legno. Poco più in là, appunti scarabocchiati di grammi e dosi, qualche indicazione di tempi di cottura, un canovaccio stropicciato e la macchina fotografica. Ma quello che appare di più, nel profondo del mio animo è una sensazione piena, tonda e tangibile. Non sono sciocca, i miei occhi ci vedono bene, so di essere una persona molto, molto fortunata. Ho la possibilità di mangiare ogni giorno, ho la grandissima e non scontata opportunità di godermi ogni tipo di cibo, o quasi. Eppure non ci penso mai, vado, compero, cucino e mangio. Sembra così naturale, così normale. Ho la fortuna di lavorare per poter realizzare, di pesare il tempo e dargli il giusto valore, di ascoltare il vento della parsimonia, di aprire bene gli occhi, di non sprecare mai. Non dormo sugli allori, non rimango inoperosa e ferma, e mi ritrovo perfino a parlare alle mie verdure, oggi, le coccolo con la crema, le guardo dritte dritte in faccia, e sussurro loro i miei pensieri: state diventando un’insalata, ma se appena appena vi sento russare, statene certe, vi sveglio io!

La difficoltà di risalire all’origine di questo piatto risiede nelle tante ricette, anche molto diverse tra loro, con le quali esso viene preparato nei vari paesi. Secondo molte fonti, sarebbe stata creata intorno alla seconda metà dell’Ottocento da Lucien Oliver, cuoco russo di origine belga, nelle cucine dell’elegante e prestigioso ristorante Hermitage ed era il piatto simbolo del locale. Secondo un’altra ipotesi, questa insalata si chiama russa perché, durante l’invasione francese in Russia, un politico francese, Lucien Olivier (e dunque omonimo del cuoco dell’ipotesi precedente), l’aveva introdotta nel paese, dove ancora continua infatti a chiamarsi Insalata Olivier. In Piemonte esisteva nell’800 una insalata rusa (cioè rossa) che prevedeva l’uso di barbabietole. Secondo alcune fonti, il piatto sarebbe stato proposto da un cuoco di corte dei Savoia, in occasione della visita dello zar in Italia, alla fine dell’Ottocento. Il piatto sarebbe stato preparato con prodotti comunemente coltivati in Russia come le carote e soprattutto le patate; la ricetta non prevedeva l’uso della maionese ma della panna, che voleva rappresentare la neve, tipica del clima russo. Lo zar avrebbe poi portato con sé la ricetta e il piatto sarebbe divenuto rapidamente molto noto

L’insalata russa ha numerose varianti, a seconda delle tradizioni regionali e anche di quelle familiari; in esse si aggiungono alla ricetta di base (carote, piselli, patate e maionese) altri ingredienti, anche in misura consistente: l’uovo sodo a dadini, tocchi di pollo, dadi di prosciutto cotto, tonno sottolio, capperi e acciughe, sottaceti. Questi ingredienti, nelle diverse varianti, sono aggiunti alla ricetta di base singolarmente o anche insieme.

Ingredienti per 8 persone:
200 gr di carote pelate
500 gr di patate pelate
300 gr di piselli
200 gr di olio di semi
2 tuorli
aceto di mele
senape
limone
sale

Tagliate per il lungo le patate a fette spesse 1 cm, poi a bastoncini di 1 cm e infine a cubetti. Fate la stessa cosa con le carote. Cuocere a vapore le verdure dividendole ed inserendo per primi i piselli, dopo 10 minuti unite le patate che cuoceranno 8-9 minuti e infine le carote altri 5-7 minuti. Quando tutte le verdure saranno cotte, spegnete e allargatele su un vassoio, tenendole separate. Le verdure dovranno raffreddarsi per bene. Mettere nel bicchiere del frullatore 2 tuorli, 2-3 pizzichi di sale, un bel cucchiaino di senape, un cucchiaio di aceto di mele e il succo di mezzo limone. Frullate brevemente per amalgamare gli ingredienti, quindi cominciate a unire a filo l’olio e continuate a frullare fino a esaurirlo. Dovrete ottenere una maionese soda, ma morbida. Riunite in una ciotola le verdure ormai fredde, la maionese e mescolate delicatamente. Conservate l’insalata russa in contenitore ermetico in frigorifero per 2 giorni al massimo.

5 risposte a "L'insalata russa, aspetta che adesso la sveglio io!"

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