Pasta di legumi, ai posteri l’ardua sentenza!

Due giorni mi ci sono voluti per elaborare i tasselli frastagliati della mia ricetta inventata e metterli nell’ordine esatto. Inspiegabili idee che formicolavano nella mente e saltavano fuori nei momenti meno opportuni, come la mia risposta: no lo spinacino no!…  alla domanda, alla cassa del negozio: vuole un sacchetto?  Qualcosa di geniAle sentivo salire da dentro, ma non riuscivo a distinguere perfettamente, pareva più un’accozzaglia di ingredienti senza senso alcuno. Apro gli occhi, stamattina, prima del suono della sveglia, oramai in perfetta sintonia con la tortorella dal collare, che tuba sul ramo proprio fuori la mia stanza; mi sento un benzina pronto a scattare, mentre i miei uomini diesel, ancora sono nel mondo dei sogni. La giornata è uggiosa e il tempo a disposizione pochissimo, ma quegli ingredienti presi, apparentemente a caso, ieri sera, al negozio, hanno un non so che eccitante e di fantasioso. Mentre assaporo tranquilla la colazione, immagino il risultato finale: i colori dovranno essere perfetti, gli abbinamenti impeccabili, ma il sapore come sarà? L’acqua borbotta, il set fotografico è pronto, il labrador assonnato crede che qualcosa sia andato storto, stanotte, nel fuso orario, perché mi vede armeggiare in cucina, in un orario alquanto bislacco. Pochi istanti mancano all’assaggio, scatto le foto e inizio a spiluccare: uno sfavillio di colori e sapori, sono entusiasta, ma non sono certa piacerà a tutti…Io, non ho dubbi, l’adoro! Ma ardua sarà la sentenza, la decisione… ai posteri!

CURIOSITÀ:
Il cavolfiore violetto è una varietà antica riportata alla ribalta negli ultimi anni, anche grazie al colore sgargiante. Se la sua tinta viola acceso genera stupore e curiosità, il suo sapore unico meraviglia anche le papille gustative più esigenti, tanto che il cavolfiore violetto ha acquisito fama e notorietà tra gli chef del Bel Paese, sempre più propensi a trovare ingredienti gustosi ed eccentrici.

CURIOSITÀ’:
Una radice che mi ha piacevolmente sorpreso è la scorza amara, che pare uscita da un libro d’epoca, pare sia appartenuta ad un tempo antico e legata solo a ricordi sbiaditi. Anche il cibo a volte passa di moda, ed è il caso delle radici amare o radici di Soncino, una varietà di cicoria, ricca di storia, perno di tradizioni culinarie locali decennali, ma dal sapore amarognolo, seppur unico. Un prodotto che nell’immediato dopoguerra raggiungeva i 100.000 quintali di produzione, scesi ora a circa 20.000 e che non trova, nei consumatori di oggi, lo stesso interesse. Eppure io l’ho trovata eccezionale e credo proprio che presto la ripresenterò nel mio blog! Un’altra sfida è aperta!

Ingredienti:
250 gr di sedanini alle lenticchie rosse
1 radice di scorza amara
50 gr di fagiolini freschi spuntati
1 piccolo cavolfiore viola
germogli di alfa alfa (erba medica)
1 cucchiaio di panna vegetale
1 cucchiaio di succo di limone
1 filo di olio di noce

Lessare i sedanini in acqua leggermente salata, tagliare la scorza amara, pelandola e ricavandone dei dadini che metterete in un pentolino con acqua acidulata con il limone. Far bollire la scorza amara per 15 minuti. Immergere gli ultimi 5 minuti anche i fagiolini freschi. Scaldare un filo di olio di noce in un tegamino, sbriciolare il cavolfiore viola e farlo “friggere” nell’olio caldissimo, quando inizierà a colorire, scolare e asciugare le verdure. Tagliare i fagiolini a tocchetti e tuffarli insieme alla scorza amara per pochi minuti nell’olio con il cavolfiore. Scolare i sedanini e metterli nel tegamino, mantecare e versare nei piatti. Cospargere con germogli di alfalfa e aggiungere un tocco di panna vegetale fredda.

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3 risposte a "Pasta di legumi, ai posteri l’ardua sentenza!"

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