Biscotti craquelè al latte e i miei occhioni svenevoli

Quel senso di desolazione, di inettitudine che mi coglie alcune volte, è insopportabile. Mi appiattisco e divento pateticamente annoiata e senza motivazioni. A cosa sia dovuto questo mio stato di inerzia e insoddisfazione oggi, proprio non lo so. Il cielo è grigio fuori, forse troppo pesante per i miei occhi, ho deposto i cucchiai e le padelle al loro posto, dopo averli sapientemente puliti, con la certezza di riprenderli da li a poco, e questo andirivieni inizia a destabilizzarmi un pochino. Osservo dalla finestra e cerco di vincere questo freno all’entusiasmo che stamattina mi impedisce di gioire. Riflessi nel vetro snasato dal muso umidiccio del labrador, intravvedo due occhioni dolci e languidi, illuminati ora, da un leggero e perfido raggio di sole. Mi chiedono un sorriso e quel pizzico di follia che ben si sposa con la felicità. Sorrido e strizzo l’occhio a me stessa, mi risponde il riflesso e già so cosa posso fare per dare un giro di vite a questa giornata! L’acquolina si materializza, assumendo a tratti le sembianze di uno tsunami, la fragranza in cucina si insinua nelle fessure dei mobili e poco dopo, riempiti di mille stelline luccicanti, i miei occhioni si posano su prelibati e svenevoli biscotti, dalla vista eccitante e dal sapore inebriante.

SUGGERIMENTO:
buonissimi inzuppati nel the o nel latte o nel caffè o nella cioccolata, sono perfetti anche per la base di un goloso tiramisù tutto homemade!

CURIOSITA:
il termine craquelure, o il craquelé, indica una rete di sottili fratture o screpolature in superficie. La copertura con lo zucchero e successivamente con lo zucchero al velo, formerà quella crosticina in superficie che poi si sgretolerà e regalerà la tanto desiderata crepa.

Ingredienti per circa 30 biscotti:
300 gr di fecola di patate
2 uova grandi
1 albume
100 gr di zucchero + 3 cucchiai per la finitura
50 ml di latte
buccia grattugiata di 1 arancia
buccia grattugiata di 1 limone
1/2 bustina di vanillina
1/2 bustina di cremor tartaro
un pizzico di sale
2 cucchiai di zucchero a velo

Grattugiare finemente le bucce degli agrumi in una ciotola, aggiungere la vanillina, lo zucchero, i tuorli, il latte e il sale. Mescolate con una frusta e versate la fecola con il cremor tartaro setacciato. Montare a neve ferma gli albumi e aggiungerli all’impasto senza smontarli. Ottenere un impasto morbidissimo ma compatto. Staccare con la punta delle dita delle palline di circa 50/70 gr ciascuna (bagnatevi le dita e passatele nello zucchero semolato così da fare meno fatica). Dare una forma allungata formando i biscotti e ripassarli nello zucchero semolato da entrambi i lati prima di adagiarli in una teglia foderata di carta da forno. Spolverate infine di zucchero a velo abbondante. Riporre la teglia in frigo per circa 15 minuti, poi cuocere i biscotti a 180° nella parte media del forno per circa 20 minuti, il tempo necessario che si gonfino, formino la superficie zuccherata craquelè e si dorino leggermente in superficie. Sfornare e lasciare raffreddare.


Per ottenere un risultato di biscotti tutti uguali dovrete armarvi di pazienza e avere un pò di manualità, le prime volte non verranno mai tutti uguali, oppure potete utilizzare gli stampi di silicone per biscotti a forma ovale
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26 risposte a "Biscotti craquelè al latte e i miei occhioni svenevoli"

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    1. Ciao Anna! Si sì!! Praticamente l’impasto è identico solo che qui c’è l’aggiunta di latte e scorze grattugiate di arancia e limone quindi il gusto è leggermente diverso ma la consistenza alla fine è quella del savoiardo!! Infatti il suggerimento è quello di utilizzarli x un goloso tiramisù!!!

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      1. Infatti, quel suggerimento mi faceva essere quasi certa della similitudine totale 😁, anche se le differenze nell’impasto sono notevoli: i savoiardi che faccio io (e che un’amica esperta di pasticceria mi conferma essere la ricetta classica), hanno le proporzioni di

        75g di farina bianca 00 (di cui circa 1/4 fecola)
        3 uova
        75g zucchero
        pizzico di sale
        vaniglia

        quindi l’impasto non ha lievito e non è assolutamente prelevabile in palline, nemmeno con la mano più delicata del mondo, ibiscotti vanno formati con la tasca da pasticcere.
        Questa che proponi è una versione meno “uovosa” e più aromatica (per le scorze) che a chi non ama certi sentori piacerà di più, ottima idea! E forse è anche meno complicata: quell’impasto da mettere nella tasca se non lo indovini alla perfezione è una tragedia! 😅

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      2. Caspita che brava che sei!!! Allora i savoiardi veri… non ci riesco non mi vengono… ho perfino comperato lo stampo in silicone ma… mi sono usciti dei bastoncini piatti 😱… questi hanno una consistenza diversa quando li metti sulla carta da forno, forse il cremor tartaro non so… . Comunque … li ho rifatti cento volte prima di arrivare al risultato che vedi in foto e sinceramente i più brutti e storti non li ho fotografati 😅 in più ti dirò… provati e riprovati mille volte e mangiati nel latte tutti quelli non presentabili sai la dieta dove è finita?? 😱

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      3. Ovvio, sempre fare una selezione prima di fotografare he he he!!! 😉
        Secondo me per i savoiardi lo stampo serve solo per farli tutti uguali, se l’impasto è perfetto (o quasi, come nel mio caso) vengono, stampo o non stampo. Io se non avessi avuto qualche suggerimento dalla mia amica avrei smesso subito di provare a farli… la prima volta, prima di ricevere i suoi suggerimenti, le ho mandato una foto (certo, la selezione dei migliori he he he) ed ha commentato “per essere la prima volta sei stata brava” e se consideri che mi vuole mooolto bene devono essere stati delle belle… ciabatte! 😂

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      4. Poi io sulle foto sono pignola da matti!! Per me la foto la di deve mangiare!! Anche la minestra deve essere bella per me!! Ma quando una cosa è brutta fai come fai ma non c’è foto che tenga 🤣 perciò la tua amica mi avrebbe messo un bollone rosso! 🤣 come i macarones non c’è verso! Li lascio ai pasticceri!

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      5. Ci sono cose che è bello gustare fatte da altri… se no aspireremmo a fare le pasticcere o le cuoche!
        La tua pignoleria sulle foto porta ottimi risultati! Fai bene a tenere alla presentazione, se uno vuole ispirare la gente a cucinare deve fargli vedere risultati invitanti. Se no sarebbe come se io mettessi foto sfocate e distorte e sperare che a qualcuno venga voglia di acquistare una mia creazione!

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      6. Anna sai cosa anche il fatto di ripassarli nello zucchero e poi spolverarli di zucchero al velo è diverso… ti va di provare a farli qualche volta e dirmi se ti piacciono? Se riesci coi savoiardi (la mia è sana invidia😝) questi ti vengono per forza! Poi così mi dici cosa ne pensi!

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