Anelli di pasta, mille e ancor più mille!

Italia, terra dalle mille sfaccettature, da nord a sud, da est a ovest. Terra lunga, bislunga e frastagliata, tra amore e odio, tra montagne e mare. Brividi corrono lungo tutta la dorsale, partono dalle alpi ad est fino le grandi vette a ovest e poi tornano indietro, si susseguono ricette di tradizione montanara, come se le alpi producessero ingredienti diversi, astrusi e sconosciuti, tra loro miscelati in piatti dalla sapiente memoria. Folate salmastre di vento marino, dal golfo ligure alla laguna veneta passando inesorabile e impercettibile per la pianura padana. Dall’alto osservo, con un volo pindarico, magnificenze naturali, parole dialettali, amori spassionati. Fazzoletti di terra appiccicati all’orgoglio dei nostri orti, mondi etruschi mai dimenticati, vigneti immensi perfettamente allineati, fiumi gravidi di rinomata bellezza. Poi più giù, LA città eterna, che nel suo cuore pulsante racchiude ricette forti, succose, generose. E scendo, scivolo, tra appennini a picco sull’acqua chiara, tra sponde lussureggianti di storia e arte, sfioro l’ossatura dei monti lucani, sprofondando nel mare, dal blu abissale, dal ricco raccolto. Isole come perle, all’ombra dei colossi, chiuse nel loro mondo, in balia delle onde. Mille ricette della porta accanto, mille piatti in tanti chilometri, contesi e rubati da paese in paese, seppur vicini, ma differenti e con grande forza reclamati, trattenuti nei muri della memoria, negli scritti tramandati. Voglio dar voce, a poco a poco, ad ogni piatto cucinato, ma ci vorranno anni, forse cento, anzi mille e ancor più mille!

SUGGERIMENTO:
Gli anelli alla Pecorara, questo il nome del piatto, sono una ricetta tipica della cucina abruzzese, un piatto della tradizione contadina e pastorale a base di ricotta e ortaggi. La pasta difficilmente si trova fresca, io ho avuto la fortuna di scovarla fresca, appunto, in un supermercato. Si può però provare a realizzarla in casa. Non è difficile. Prometto che la prossima volta la realizzerò con le mie mani… e allora il piatto sarà ancor più buono! Intanto questo è finito in meno di un secondo!

CURIOSITA’
la ricotta di pecora non è un formaggio, ma un latticino prodotto dal siero di latte scartato durante la lavorazione di un prodotto caseario come, ad esempio, la mozzarella. La consistenza è soffice, morbida, ma non elastica. L’aroma è tipico del latte di pecora e il sapore dolce e salato della ricotta. Le pecore, soprattutto nelle zone originarie sono allevate ancora come vuole la vecchia tradizione pastorizia, ovvero al pascolo tra prati e verdi colline

STORIA:
Di origini antichissime, la ricotta risale addirittura ai tempi degli Egizi e dei Sumeri, per poi essere usata molto anche nell’epoca greca e romana fino al Medioevo, quando sembra temporaneamente scomparire. Si dà a San Francesco il merito di averla reintrodotta, secondo i miti cristiani, alla fine del XII secolo, insegnandone la produzione ai pastori.
Una storia antichissima anche in letteratura, che la vede citata addirittura nell’Odissea, dove veniva lavorata e stagionata nella grotta del Ciclope. Una vera e propria leccornia persino se prodotta da un gigante spaventoso come Polifemo, così buona da tentare Ulisse e i suoi compagni a deviare il proprio cammino per assaggiarla. (Notizie prese dal web)


Ingredienti per 4 persone
500 gr di pasta anelli
400 g di ricotta di pecora
1 cipolla
2 zucchine
1 peperone
1 melanzana grande
500 g di passata rustica di pomodoro
Pecorino abruzzese
Olio extravergine di oliva
poco olio per friggere

Tritare mezza cipolla finemente, soffriggere con poco olio evo in una casseruola dai bordi alti e aggiungere la passata. Aggiungere anche il sale, cuocere per una decina di minuti mescolando. Friggere separatamente in olio ben caldo le zucchine, il peperone e la melanzana; scolarli e tamponarli con carta assorbente. Appassire in padella con poco olio l’altra metà della cipolla in falde sottili per qualche minuto. Aggiungere le verdure fritte, salate, e le foglie di basilico, mescolare e tienere fuori dal fuoco. Riempire una pentola d’acqua leggermente salata, portarla a ebollizione e cuocervi la pasta. Aggiungere le verdure alla passata di pomodoro, lascia cuocere a fuoco basso, per circa dieci minuti, giusto il tempo di far ammorbidire le verdure e insaporire il sugo. Scolare la pasta al dente poi versarla in padella insieme alle verdure per farla saltare a fuoco. Spolverizzare di pecorino, mescolare e amalgamare tutto per bene. Servire con la ricotta sbriciolata.

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32 risposte a "Anelli di pasta, mille e ancor più mille!"

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  1. Innanzitutto, nutri lo spirito con una passeggiata attraverso quella bellissima geografia italiana che si vede godersela con passione. Uno sogna il paesaggio perché nei tuoi versi fai brillare con chiarezza armoniosa ogni punto delle regioni come se andasse a vivere lì. La ricetta, il meglio e la presentazione, un’opera d’arte da guardare e non mangiare.

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    1. Carissima Luisella, ti ringrazio! Sono in cucina a preparare il menù di Pasqua! Tra pentole, carta e penna e macchina fotografica! Ricambio di cuore gli auguri di una serena Pasqua ! Sei in Italia o in Finlandia? Come la festeggi? Un abbraccio Ale

      Piace a 2 people

  2. L’ha ripubblicato su PIATTORANOCCHIOe ha commentato:

    Ed eccomi qui, stasera senza idee che accendo il pc e inserisco le parole chiave… pasta … tradizione… melanzane… giusto per finire quelle che ho comperato per fare la parmigiana. Nella ricerca ecco che salta fuori una foto che mi piace e un sito interessante con una ricetta che mi interessa proprio. O caspita, aspetta un attimo, ma è Piattoranocchio, caspita, sono io… ma è la mia foto, uh che buona l’avevo pubblicata io. Fammi un pò vedere gli ingredienti, la ricetta et voilà la pasta è fumante sul tavolo. Sono stata brava, ho eseguito alla lettera la ricetta e la soddisfazione è davvero tanta! Ma che felicità!

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  3. Buona sera Alessia ho notato che hai fatto il giro d’Italia nella tua prosa, ma da Roma hai preso l’autostrada per il Sud, e poi sei andata direttamente in Lucania senza fermarti un attimino a Napoli tanto da farmi un salutino. Ti ho atteso invano. a parte le chiacchiere serali la ricotta è molto buona. se riesci a trovarla prova quella di cestino, adesso è contenuta in dei cestini di plastica forati ma una volta veniva messa in dei cestini fatti con foglie e cortecce di piante si chiamava ricotta di fruscella molto buona e cremosa se hai visto il post su Luciano de Crescenzo quando è morto c’è una foto di un venditore ambulante che si chiamava Fortunato, credo che ormai non dovrebbe essere più tra noi anche se non bisogna mai mettere limiti alla provvidenza, ma lui era già vecchio quando io ero un bambino, e questo Fortunato vendeva i panini con la ricotta che ti ho menzionato. ciao e buona serata.

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    1. Ciao Cosimo!! Oohh perdonami!! Hai ragione sai rileggendo ho dimenticato di menzionare così tanti bei posti che non hai idea… scusa davvero ma sappi che rimedierò!!! Il mio grande rammarico è che potrei parlare della bella Napoli e far innamorare tutti ma io veramente non ci sono mai stata, così come non sono mai stata in Lucania, Sicilia… che peccato sai quanto vorrei ! Tantissimi anni fa sono stata a Peschici, il punto più a sud visitato e credimi quanto mi manca vedere tutte quelle terre meravigliose. Tu Cosimo sei stato qui da me o dalle mie parti qualche volta?

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      1. Alessia io ho sposato una torinese, e da giovanotto per il tipo di lavoro che facevo per anni mi giravo tutta l’Italia ogni settimana da Savona ad Augusta in Sicilia da Trieste a Taranto e tutto questo ogni settimana. adesso vorrai sapere che lavoro facevo? ti acconto: facevo il fornitore navale, cioè rifornivo le navi di tutto quello che avevano bisogno. ritornando alla tue parti, come vedi mi piace molto parlare con te quindi divento prolisso, sono stato a Isola Bella sul lago quella di Borromeo, non so se sia dalla tue parti fammi sapere.

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      1. quando ti deciderai a girare un po’ per l’Italia che è così bella tutta e infatti ci viene invidiata da tutto il mondo, e farai anche una capatina dalle parti di Napoli ti farò assaggiare questa ricotta, la mozzarella di bufala che ti ho già promesso, il fiordilatte di Agerola, e anche gli occhi di lupo con fagioli e cozze, come dolce pastiera, caprese e babà, e poi ci sono ancora tante

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      2. certo anche la pizza fritta, il calzone al forno, e le varie tipologie di pizze, quella ai frutti di mare, quella con le alici, quella con salsiccia e friarielli e così via e poi c’è la zuppa di cozze che fatta bene è un’altra bontà. ma d’altronde se vuoi vedere Napoli e dintorni tipo Sorrento, Positano, Amalfi, Minori, Maiori, Ravello, Vietri con le sue ceramiche, Caserta con la reggia chè è uguale a Versailles solo che quella di Caserta è più grande di Versailles, Pompei, Ercolano, e chi ne ha più ne mette ti devi fermare minimo un mese e correre altrimenti vedi poco.

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