Calamarata di sole e mare, scacciando e schiacciando…

Il risveglio cupo e tedioso di questa mattina, è accompagnato da un rumore uggioso, umido, di fitta e intensa pioggerella autunnale. La notte è ancora qui con me, addormentata nelle mie lenzuola, stropicciate da continui rigiri. Tenace la volontà di mantenere ancora aperta la finestra, per far entrare quell’aria fresca che scivola tra i capelli, sul viso si appoggia e delicatamente mi invita a tornare al mondo, a respirare a pieni polmoni la vita, così com’è, insieme a tutti i suoi difetti. Un profumo intenso di terra bagnata, muschio e funghi, si inerpica su per i muri, la natura trasuda, si trasforma, mi invita a imitarla, ad assorbire quanto di positivo può dare. Un rantolante ansito, esce lieve dalla mia bocca e, facendo leva su ogni residuo di forza e volontà, mi alzo dal letto con non poca fatica. Di fatto, appaio come il mio vecchio pc, che all’input di accendersi, rimugina e macchina, per minuti infiniti, gira incessante su se stesso, come se andasse a cercare nel vuoto più assoluto, quel briciolo di vita e quella scintilla per partire. Poi d’un tratto, appena accesa, mi piombano addosso, dall’alto della testa fino giù nei piedi, la consapevolezza, i doveri, gli impegni ed ogni gravoso pensiero, e mi sento inondata di una caterva di cose da fare, da scoraggiare anche l’ottimista più incallito vivente in questo mondo. Conscia che la giornata volgerà certamente al sole e ad un cielo blu, penso alla cena che dovrò preparare fra 12 ore esatte, per essere certa di non dimenticare nulla e non dover rinunciare, per un qualsiasi contrattempo, ad una pasta tanto stuzzicante, quanto infinitamente buona, che sto pregustando già da diversi giorni. Una pasta dall’animo partenopeo, schietta, deliziosa, vera. Una pasta che parla di sole, di mare e d’estate, che suona come una canzone allegra che attraverso la bocca penetra fin giù nel cuore a riscaldarlo, a farmi sentire serena; un piatto che mi aiuta a non dimenticare l’estate anche se fuori piove e che mi appaga, schiaccia l’insofferenza e scaccia la fame.    

DEDICATO al mio amico Cosimo e ai suoi preziosissimi consigli !

CURIOSITÀ’:
la calamarata è un tipo di pasta a grossi anelli, tipica della regione campana. La calamarata nel napoletano è conosciuta anche come mezzi paccheri e la forma li accomuna molto. Da fonti partenopee doc posso dirvi che parlare di calamarata è un pò come parlare di spaghetti alle vongole, ne esistono di diverse versioni, chi la prepara in bianco, cioè senza pomodoro, chi mette la passata, chi i pomodorini, chi aggiunge solo frutti di mare come vongole e cozze, chi la prepara con i calamari.

SUGGERIMENTO:
preferite, per questo piatto, dei calamari interi freschi comprati dal pescivendolo e non gli anelli che trovate già pronti surgelati. Il motivo è semplice: il calamaro fresco è facilissimo da pulire e affettare in anelli e necessita di una cottura velocissima (1 minuto appena!) rimanendo cotto e morbidissimo. Gli anelli surgelati sono spesso molto duri e legnosi e perdono moltissimo di gusto.

Ingredienti per 3 persone:
400 gr di pasta fresca calamarata
2 calamari di circa 300 gr l’uno
12 cozze fresche
12 pomodorini pizzuttello
1 cucchiaio di passata spessa di pomodoro
1/2 spicchio d’aglio
olio extra vergine d’oliva
1/4 di bicchiere di vino bianco secco
prezzemolo fresco
sale

Pulire i calamari eliminando le interiora e la pelle. Affettarli ad anelli a circa 2 cm.

Soffriggere in una padella lo spicchio d’aglio sbucciato e leggermente schiacciato con l’olio, aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a metà o in tre a seconda della grandezza, e una manciata di prezzemolo tritato. Coprire con un coperchio e lasciare cuocere per circa 2 minuti abbassando leggermente la fiamma. Aggiungere ora gli anelli di calamari, cuocere a fuoco vivace per 1 minuto, poi sfumare con il vino. Ricoprire e cuocere a fiamma bassa per 10 minuti. In una padella capiente portare dell’acqua leggermente salata a bollore e cuocere la pasta calamarata. Scolare al dente e porla nella padella del sugo dei calamari. Aggiungere un’altra manciata di prezzemolo e il cucchiaio di passata di pomodoro, salare leggermente. A parte aprire le cozze in un tegame con un filo d’acqua e a fuoco bassissimo, una volta aperte, scolarle un pochino dal loro liquido, ma non tutto, e aggiungerle sgusciate al sugo e alla pasta. Mescolare delicatamente la pasta al sugo che risulterà cremoso e si amalgamerà con tutti gli ingredienti. Servire caldissimo


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25 risposte a "Calamarata di sole e mare, scacciando e schiacciando…"

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  1. Buon giorno, Alessia, ti ringrazio calorosamente della dedica che mi hai fatto, e mi devo complimentare con te per la tua preparazione che all’occhio si presenta in modo veramente deliziosa, sei bravissima e non posso fare a meno di credere che te lo abbiano esternato anche tutti quelli che hanno avuto la fortuna di poterlo mangiare questo delizioso piatto che hai preparato. a questo punto non posso esimermi dall’applaudirti. ciao a presto.

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  2. Devo necessariamente farti una critica nella pubblica piazza. Più che bene quando mi inviti, però, puntualmente busso alla porta(che buon profumo viene col leggero venticello del balcone aperto), ci salutiamo, porto un vassio da due chili tra sfogliatelle e piccola pasticceria, mi siedo a tavola e … suspence … mi dici che non è rimasto niente. Eh, vabbuò, era tutto buono, ma nu pucurillo a me potevate pure metterlo nel fornetto. La prossima volta vengo almeno due ore prima e così vi frego. Ah, mi avete anche detto che i dolci erano deliziosi e che la prossima volta ne devo portare tre chili.

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    1. 😂😂 fantastico! Quindi la critica sarebbe che era tutto così bbbbuono da non rimanere nulla nel piatto?! Nemmeno per fare la scarpetta?!? Ma questo agli amici non si fa! Non si fa! Hai ragione perciò tranquillo per te mi sarei rimessa ai fornelli subitissimo credimi sulla parola!!! Ti aspetto!! Un grande abbraccio!

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