Scaloppine alla pizzaiola, il dolore intrinseco e il sasso in testa!

La sveglia trilla, insistente, come ogni mattina, e non riesco nemmeno a digerirne il suono. Le aspettative della giornata sono le solite, e a volte, perfino, cerco di abbassarne il livello, per non rimaner male se qualcosa va storto. Idealizzare la propria giornata, essere così incredibilmente organizzata, dove ogni cosa è incastrata nel modo perfetto, dove ogni impegno ha il suo preciso tempo di esecuzione, è una distorsione disumana del mio essere. Non riesco a non farmi schemi mentali, precisi e sistematici, per poter far fronte a tutto. Non concepisco il ritardo, la non preparazione, l’inversione di tendenza, il calcolo approssimativo. Mi rendo perfettamente conto che, con l’età non più verde, ma quasi arrivata ad un rosso bruno scuro, anche la mia testa, ha grandissimi problemi ad adattarsi ai cambiamenti. Ecco che se, la sera prima, non preparo i vestiti che indosserò il giorno seguente, quella mattina impiegherò di sicuro, almeno mezz’ora per rimettermi in sesto e ri-incastrare tutta la giornata. Ed ecco che se, per uno sventurato motivo qualcosa va storto, e non riesco a farlo nei tempi e nelle modalità giuste, una deflagrazione interna, lenta e silenziosa, mi scombussola e distrugge. La nebbia inizia ad avvolgere tutta la mia calotta cranica, gli occhi hanno immediatamente un velo di lacrime nervose, il cuore, nel petto, si rivolta e va a piantarsi in mezzo allo sterno, pigiando talmente forte da farmi rimaner senza fiato. Ma la delusione più grande è quella di perdere pezzetti di speranza, è quella di metterci il doppio della fatica, per far fronte alla mia memoria, dissolta negli abissi nell’oceano artico e le forze dissipate come nubi al vento. Appena riesco a ripigliarmi da questa immagine di decadenza e mi trascino carponi fino a casa, un’altro sasso sulla testa, mi si scaraventa addosso sotto forma di cena da preparare e pur accusando un malessere generale di sconforto, intuisco che non posso certo riversare questo mio degrado corporale e mentale, sui miei uomini. Così raffazzono due bistecche, qualche pomodoro, del basilico ancora appeso nell’orto e cucino delle semplicissime scaloppine alla pizzaiola, gustose, piene di vitalità e colore, spostando a lato del tavolo, per almeno un po di tempo, il grosso macigno che ho sul costato.

SUGGERIMENTO:
potete utilizzare, per questo piatto, delle fettine di vitello se pensate rimangano più tenere, ma credetemi, seguendo i tempi che vi ho indicato, anche le fette di lonza rimarranno tenerissime e succulenti!

UNO TOCCO UN PIU’
Se vi piacciano potete aggiungere alla fine, quando le metterete a gratinare in forno, delle olive nere, se olive taggiasche della riviera ligure ancora meglio!

STORIA.
la storia racconta che queste deliziose fettine sono nate a Napoli e che, come piatto povero, servivano per riciclare gli avanzi di carne o del sugo in esubero. Il termine si rifà ovviamente alla pizza, altra prelibatezza partenopea.

Ingredienti per 4 persone:
12 fettine piccole di lonza di maiale (tagliata di lonza)
200 gr di passata di pomodoro
50 gr di burro
100 gr di provola dolce o formaggio di Orval
qualche foglia di basilico fresco
olio extra vergine
sale
pepe
farina

Rifinire le fettine di lonza dal grasso esterno e batterle delicatamente con il batticarne. Passarle nella farina e togliere quella in eccesso. In una padella antiaderente far sciogliere il burro e quando spumeggia e sarà di un per color nocciola, appoggiare le fettine senza sovrapporle. Fate questa operazione più volte se necessario. Dopo 2 minuti girarle e lasciarle ancora 1 minuto e mezzo poi toglierle immediatamente e appoggiarle in una pirofila. In un pentolino scaldare un cucchiaio di olioextravergine e far scaldare la passata di pomodoro con un pizzico di sale e pepe. Io non amo l’aglio perciò non lo metto ma se vi piace potete rosolare uno spicchio nell’olio. Distribuire un cucchiaio di passata di pomodoro su ogni fettina senza esagerare e mettere un pezzo di provola dolce o formaggio di Orval nel mezzo di ogni fettina. Spezzettare le foglie di basilico e infornare in forno caldo a 250° sotto il grill per 5 minuti o almeno fino a quando vedrete il formaggio fondersi. Servire caldissime.

8 risposte a "Scaloppine alla pizzaiola, il dolore intrinseco e il sasso in testa!"

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  1. Un control mental y emocional de tu día a día. Razones para después deleitarnos con tus recetas que llevan ese sello muy personal de arte culinario. En esta receta estoy anotado. Son mis preferidas pero no las había probado con estos ingredientes. Voy a disfrutar un fin de semana en la cocina. Saludos.

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  2. Anch’io ho bisogno di incastrare per bene tutti i pezzettini delle mie giornate, delle mie azioni, dei miei pensieri. Per questo tutto ciò che semplifica il momento di cucinare e nutrirmi è assai gradito… in queste fettine (che potrei sostituire con dei tranci di merluzzo, visto che mangio solo pesce) c’è tutta la semplicità che cerco senza togliere nulla al gusto anzi ❤

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