Panfocaccia, il tempo che avanza e le cose buone.

L’incapacità di starmene con le mani tra le mani mi destabilizza. E’ una giornata incredibilmente bella fuori, almeno da quello che posso vedere dalla mia grande finestra affacciata sul giardino. Il cielo è di un blu abbagliante e il sole, perfino caldo, splende e illumina, riscalda in un grande abbraccio tutta la muraglia di vegetazione di fronte a me, immota nel chiarore di questo strano giorno di febbraio: i tronchi nudi dell’enorme quercia, i rami dell’albicocco già carichi di gemme, la siepe con le sue foglie di un brillante sempreverde, il tutto in un tumultuoso silenzio, come un’invasione di vita senza suono, fragile ma prepotente, gonfia di prosperità. Osservo tutto ciò con lo sguardo un po sghimbescio, gli occhi sussurranti e imploranti di guarigione, senza un sol battito di palpebra, e le afflosciate e deboli gambe a penzoloni, stancamente fagocitate dalla seggiola, trascinata a forza fin li, per osservare il quadro immenso del mondo fuori, che scivola silente davanti a me. Quante volte, mi son detta, che volevo starmene con le mani in mano, senza far nulla, nel dolce ronzio della monotonia, invece di rincorrere impegni e mancanza di tempo, senza aver mai un solo istante per me. Eppure ora, costretta mio malgrado a non poter fare alcunché mi passi per la testa, attanagliata dalla debolezza e dalla mancanza cronica di forze, mi abbandono al silenzio e alla noia, guardandomi le mani immobili, asciutte, nodose, irriconoscibili. Non posso, non riesco a star ferma, mi atrofizzo sempre più sulla seggiola, le mie ossa si rimpiccioliscono e fanno male, un dolore sordo che sale da dentro, un mostro strisciante, che non vuol mostrarsi, continua, malignamente, a rigirarsi dentro. Ma ben poco posso fare, impastare pochi secondi, muovere velocemente le dita, ungere le mani e creare. Poi riassettarmi e sopportare, attendere e controllare il giro di lancette, il panetto che lievita, la morbidezza delle ore, il calare del sole e il sopraggiungere della sera. E anche per oggi qualcosa ho fatto, un pan focaccia strepitoso, così buono da mangiarlo tutto semplicemente così, oppure riempirlo e imbottirlo di cose buone, di tempo che avanza, di giorni calmi, di mani calde.

SUGGERIMENTO:
questo fragrante panfocaccia è una via di mezzo tra la vera focaccia ligure, bassa e più secca (vedi la mia ricetta qui) e quella romana, alta e croccante. E’ come un pane croccante oliato e salato e per via di questo suo strano incrocio si presta benissimo ad essere tagliato a metà e farcito a piacere.

FARCITURE SFIZIOSE:
prosciutto crudo di Parma e un velo di panna acida
salame e zucchine grigliate
prosciutto cotto e maionese con insalata verde fresca
mortadella e melanzane grigliate
prosciutto spagnolo tagliato al coltello e porcini sottolio
prosciutto di Praga, gorgonzola, mascarpone e noci

e come suggerito dal mio amico Chef V. : pomodorini secchi, friggitelli e patate arrosto WOW !

Ingredienti:
200g di semola rimacinata
200g di farina di tipo 1
300 ml di acqua
1 cucchiaio di olio evo
15 g di sale
1 cucchiaino di malto oppure zucchero bianco
1 bustina di lievito per pane e pizza
Sale
ottimo olio extra vergine

In una ciotola versare l’acqua, il cucchiaio d’olio e il lievito insieme al malto e iniziare a mescolate con un cucchiaio di legno, aggiungere le farine miscelate insieme al sale gradualmente continuando a mescolare. Ottenuto il panetto, ungete una ciotola, appoggiatelo all’interno, coprite con pellicola e lasciare lievitare almeno 2 ore.

Quando sarà raddoppiato di volume, riprendere l’impasto, ungere una teglia e spianarlo senza stirarlo troppo. Ricoprire con la pellicola e lasciar lievitare un’altra ora.

A questo punto premere i polpastrelli facendo qualche buco qua e la, poi irrorare con olio evo e sale grosso. Accendere il forno statico a 240° mettendo una pirofila con dell’acqua nella parte bassa del forno. Infornare il pan focaccia e cuocere per 10 minuti. Poi abbassare il forno a 200°, togliere il pentolino e cuocere per 30 minuti fino a vedere la parte superiore ben dorata. Sfornarlo e aspettare a tagliarlo freddo.

15 risposte a "Panfocaccia, il tempo che avanza e le cose buone."

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  1. Complimenti ha un colore e uno spessore di tutto rispetto👌 Sarà sicuramente superlativa… una dozzina di chili ripiena con pomodori secchi me la prepari? E altrettanti con friggitelli e patate arrosto?😜👊 Sempre 🔝 Alessia! Superlativa ripeto 👍

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      1. 😱 pensa che non volevo pubblicarlo perché odio queste foto…. sono stramaledettamente precisina e pignola e ste foto fatte al buio con questa luce finta del lampadario …. gggrrhh che rabbia ma d’altronde…, non è avanzato nulla da fotografare il giorno dopo ! 😂😅

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  2. Entre chefs podrán quedarse toda una noche discurriendo sobre lo mejor de la receta. Sin lugar a dudas que la foto nos dice que está fenomenal el pan relleno. Yo me quedó con tus sentimientos encontrados. Con ese inquieto afán de estar creando en tus fogones que estar creando un nuevo cielo y otra naturaleza de mil colores. Y al final, logras las dos cosas. Saludos.

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