Compleanno a quattro zampe ma sono otto!

Mi piego a raccogliere l’ennesima foglia, e mi fermo un istante a pensare: la mia casa non è più quella di anni fa, i pavimenti sono sempre ricoperti di un soffice e delicato tappeto di peli neri, particelle di terra portate dal giardino, foglie e pezzetti di legno, goccioline di bava sparse qua e là. Oramai non noto più la differenza tra le piastrelle di casa e il tappeto erboso, o quasi, del giardino. Nemmeno lo stesso giardino è più quello di una volta: buchi di grandezze diverse, giochi di ogni genere sparsi in ogni dove, palle e palline più o meno sgonfie, ciotole, copertine e una grandissima cuccia di legno, che pare più una villetta da vip, con riscaldamento a pavimento, doppia tettoia con tegole rosse, grande patio con alberi rampicanti e vasi di fiori ad abbellire il viottolo. Tutto questo solo adesso, perché appena arrivato terminetor c’era una sorta di tabula rasa, deserto del Sahara, steppa russa. Sono li, piegata e sorridente, con i pensieri che corrono e in mano la foglia e la sua presenza è viva e tracotante, i suoi occhioni innamorati mi stanno fissando, imploranti d’amore, supplichevoli di coccole, sconvolti da una fame atroce, (come sempre). Un grande tartufo umidiccio si appoggia a me, mi sfiora e sbuffa in attesa paziente di un mio cenno, della mia attenzione, dei miei sorrisi tutti per lui. Oramai ho rinunciato a inutili e infruttuosi insegnamenti: il riporto per lui è rubare le ciabatte e non riportarle mai più. Il –seduto-zampa– è : “ok lo faccio ma dammi subito da mangiare altrimenti muoio“,
il –dimmi in che mano ho i biscotti?- è : “apri pure tutte e due e non farmi perdere tempo che ho fame”,
il –ti va di giocare a palla?- è “ceeeeeeertoooooo arrivo subito con la palla, il legnetto, il pupazzetto, la ciotola, la ciabatta di prima e metri di siepe divelta“.
Ma oggi è il tuo compleanno, voglio regalarti una torta tutta tua, fatta con le mie mani, fatta per ringraziarti! Quanti anni di te, di un piccolo batuffolo tutto nero dalle zampotte paffutelle, che già lasciavano presumere la grossa mole, che da lì a poco, avrebbe preso sostanza. Un grosso cane, certo, ma vero gentiluomo, magari un pò goffo, impacciato, sgraziato, ma felice, educato, silenzioso, ubbidiente, un fedele ed ineguagliabile compagno di vita! Auguri nostro dolcissimo amico a quattro zampe, e sono otto!


AUGURI ZEUS !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Nel suo habitat naturale, il cane mangerebbe solo carne dato che si tratta di un animale carnivoro. Grazie agli alimenti non del tutto digeriti ingeriti dalle sue prede, il cane assumerebbe anche nutrienti e vitamine di frutta e verdura, necessari per mantenere il suo organismo in ottime condizioni.

IL LABRADOR:
non è una razza molto antica: il suo club di razza è stato costituito nel 1916 mentre per il colore giallo si deve ringraziare il “Yellow Labrador Club” fondato solo nel 1925 e ha trovato la sua fama in Gran Bretagna alla fine del 1800 grazie a Col Peter Hawker e il Conte di Malmesbury. Le sue origini sono strettamente legate al cane di St. John, il progenitore diretto del Labrador, un cane d’acqua il cui compito principale era quello di coadiuvare i pescatori a recuperare le reti da pesca in mare e alcuni dei pesci sfuggiti dalle reti e i pesci persi nel freddo mare del nord. Proprio un Labrador di nome Malmesbury Tramp un maschio nero nato nel 1878 è il progenitore del Labrador moderno. I luoghi originari del Labrador sono le coste dell’omonima Penisola canadese, peraltro limitrofa all’Isola di Terranova.

TORTA PER CANI:
Gli animali amano i sapori dolci, ma sapete benissimo che lo zucchero è un ingrediente dannoso per la loro salute. Se, però, pensate che sia giusto premiare il vostro amico a quattro zampe con un buon dessert, soprattutto al suo compleanno fatto apposta per lui, eccovi una semplicissima ricetta per preparare una squisita torta!

FRUTTA E VERDURE CHE FANNO BENE AI CANI
Ecco quale frutta è più adatta a loro: Mirtilli, Mela, Pera, Banana, Albicocca, Pesca, Fragola, Anguria, Melone
Ecco invece le verdure adatte ai cani: Spinaci, Lattuga e verza, Sedano, Fagiolini, Piselli, Carota, Zucca

PICCOLI ACCORGIMENTI:
Innanzitutto partiamo dagli ingredienti base: la farina di frumento, il germe di grano, l’avena, il farro, la farina di riso, l’olio vegetale, la farina di mais, la margarina, le uova ed il lievito sono tutti elementi sicuri e che quindi possono essere utilizzati. Evitare invece le bevande alcoliche, il cioccolato, l’aglio, l’uva, l’uva passa, i latticini, i funghi, le cipolle, il sale e gli alimenti zuccherati.
ELEMENTI CHE POSSONO ESSERE DANNOSI PER IL VOSTRO CANE:

  • uva
  • fichi
  • avocado
  • cipolla
  • aglio
  • farine raffinate
  • zucchero
  • cioccolato
  • alcolici
  • sale

ELEMENTI CHE POSSONO ESSERE MANGIATI DAL IL VOSTRO CANE:

  • mela
  • carota
  • zucca
  • spinaci, broccoli
  • farina integrale di frumento, di riso, di farro
  • fiocchi d’avena
  • uovo
  • olio di oliva

Ingredienti per una tortina dal diametro di 14 cm :
200 gr di farina di riso o farro
1 cucchiaio d’olio
2 uova
2 mele
1 banana
1/2 bustina di lievito
un cucchiaio di miele


Tagliare a pezzetti la frutta. Sbattere le uova con il miele e l’olio. In una ciotola setacciare la farina con il lievito, poi iniziare a mescolarli, un cucchiaio per volta, con il composto di uova fino ad ottenere una crema morbida. Aggiungere la frutta. Infarinare uno stampo da 14-15 cm di diametro e versare la crema. Cuocere in forno ventilato a 180° per 30 minuti. Far raffreddare la torta e decorarla con i biscottini preferiti dal vostro cane!!

Ora mettetevi comodi e leggete queste bellissime descrizioni, vi prego, non demordete anche se lungo ma, è troppo tutto vero ed è ESATTAMENTE quello che è un labrador (preso da: ti presento il cane)


ASPETTO GENERALE: 
è un cane di robusta costituzione, raccolto e molto attivo, con cranio largo, torace ampio e profondo, posteriore largo e robusto.
Prego notare quante volte vengono ripetuti termini come “largo”, “ampio”, “robusto”. Si dovrebbe capire al volo, appena lette le prime righe dello Standard, che il Labrador è tanto cane. Tanta roba, e per di più roba robusta. Sarebbe carino tenerlo presente e non pensare solo al cane della carta igienica, che è un cucciolo di un paio di mesi e se a due mesi è già grosso così, si può intuire che da adulto non diventi esattamente un cosino tascabile. Però, oltre ad essere largo-ampio-robusto eccetera, il Labrador è un cane e questo è il suo lato più affascinante, dal punto di vista estetico.

TEMPERAMENTO E CARATTERE: 
intelligente, attento e accondiscendente, desideroso di piacere. Di indole compiacente, mai aggressivo o timido.
Uh che bello! Un cane fatto a cane, con un carattere “fatto a carattere di cane”! Il classico cane dolce, fedele, obbediente di cui si legge nei libri.
Dopodiché lo prendi e scopri che effettivamente è maiuscolo. Ma MOLTO maiuscolo. In tutto quello che fa. D’altronde una cosa bisogna dirla, sullo spot della carta igienica: ci aveva messo correttamente in guardia. Perché un cucciolo normale, di fronte alla carta igienica, al massimo ne srotola un metrozzo, ci fa due buchi coi denti e la cosa finisce lì. Lui ci tappezza tutta la casa (oltre a se stesso). Lo stesso vale un po’ per tutto il resto, un cucciolo normale, quando rientri, ti fa le feste scodinzolando. Proprio male che vada, ti mette due zampe addosso. Lui fa la danza della felicità come se fossero vent’anni che non ti vede, rotea la coda a elica spazzando via tutto quel che si trova nel raggio di duecento metri e poi, invece di saltarti addosso come i cani normali, ti prende per un dito (se è proprio cucciolissimo) o per una mano, o per un braccio (se è più grandicello) e ti porta in giro per gli stessi duecento metri, facendoti un male della madonna (ma senza averne la minima idea). L’effetto conseguente è quello di “cucciolo che porta a spasso il padrone”. Circa sei-sette mesi dopo si vedrà invece l’effetto “cane adulto che porta a spasso il padrone”, con un guinzaglio al posto dell’accessorio per cuccioli: col che si fa sempre una figura di merda, ma si è un filino meno comici di quando si viene portati a spasso attaccati a un  pollo di gomma. Anche sull’intelligente, a dire il vero, qualche piccola remora ce l’avrei. Perché se intendiamo “docile”, “accondiscendente”, “facile da addestrare” eccetera… allora sì, ci siamo: a meno che l’umano non sia proprio impedito, un Labrador riesce a educarlo/addestrarlo anche un bambino. Se però per “intelligenza” intendiamo “capacità di ragionare sulle situazioni e di risolvere problemi”…, qui non è che propriamente si brilli.
Perché l’atteggiamento mentale del Labrador medio, di fronte a un problema, non è: “lo risolvo”, bensì: “me lo mangio”.
Porta chiusa? La mangio (e ci riesce). Rete che mi impedisce di uscire dal giardino? Me la mangio. Mi è finita la crocchetta sotto il cuscino del divano? Me lo mangio (il cuscino, il divano e POI, se l’ho trovata, anche la crocchetta). Nello stomaco di un Labrador si può trovare in media la stessa varietà/quantità di materiali ed oggetti che si possono rinvenire nella pancia di uno squalo bianco (esclusi gli umani, perché quelli lui non li mangia:  li riporta).

ATTITUDINI: 
retriever dotato di eccellente olfatto, bocca morbida, molto amante dell’acqua. Adattabile e affezionato compagno.
E qui lo Standard ti buttà lì di passaggio la storia dell’acqua, per poi intortarti con l’adattabile e affezionato compagno per intenerirti e farti dimenticare quello che hai letto subito prima. Invece molto amante dell’acqua, andrebbe scritto in maiuscolo, grassetto e pure  in rosso, tipo segnale di allarme. Perché il Labrador, come vede un qualsiasi specchio d’acqua, ci si fionda dentro (e se tu sei attaccato al guinzaglio, ci fionda dentro pure te). Che si tratti di chiare fresche e dolci acque, oppure di pozzanghera puzzolente e stagnante, lui CI VA. Punto. E ne esce fuori colante fango, tipo Blob, dopodichè, siccome è felice come una pasqua di aver trovato l’acqua (il Labrador NON distingue tra i due concetti di “acqua” e “fango”), prima si scrolla (con effetto tsunami, copertura un chilometro circa) e poi ti salta addosso per condividere con te questa gioia, perché lui  è un cane buono e desideroso di piacere. ho scritto “specchio d’acqua”, ma ovviamente non c’è bisogno che sia uno “specchio”. Vanno benissimo anche fontane, fontanelle,  vasche, innaffiatoi automatici e così via.

AGILITY DOG?
In Italia (e non solo) ci sono anche Labrador da agility: ora, a me non sembra sinceramente che “labrador” e “agility” possano stare nella stessa frase. Se credete che il vostro labrador ce la possa fare, ci si può anche pensare, fermo restando che bisognerà stare molto attenti alla preparazione atletica e a tutto quanto potrà impedire ad un cane così pesante di scatafasciarsi legamenti e dintorni (facendo anche attenzione alla classica reazione del Labrador la prima volta che vede un tunnel o una palizzata. E cioè: “Bello, cos’è? Boh, io intanto me lo mangio, poi vediamo”).

TESTA: cranio largo, di marmo di Carrara, capace di fratturare nasi e zigomi senza neppure accorgersene.
Il Labrador è un cane buono e dolce solo perché, in realtà, non ha alcun bisogno di mordere: gli basta saltare addosso allegramente a un umano per mandarlo all’ospedale. Se non ci riesce così, ci riuscirà trainando l’umano al guinzaglio, o col pollo di gomma e mandandolo a sbattere contro alberi e pali (a volte ci sbatte anche lui – vedi voce “intelligenza” – ma avendo il capoccione di marmo di Carrara non sente nulla) o facendolo direttamente scatafasciare al suolo. A questo punto si potrebbe pensare che il Labrador sia un finto buono, un cane perfido e ipocrita che cerca di distruggere gli umani fingendo di amarli. Non è così. Lui li ama davvero e non vorrebbe mai fare loro del male, per nessun motivo al mondo: solo che non ha la minima idea di quanto sia grosso, pesante e invadente (vedi sempre voce “intelligenza”).

TARTUFO: largo, con narici ben sviluppate, capaci di sentire odore di cibo a chilometri di distanza.
Il Labrador è sprovvisto di fondo. Quindi, dopo aver sentito l’odore di cibo (o di qualsiasi cosa che gli sembri tale: anche qui ha qualcosa in comune con lo squalo bianco) farà tutto il possibile per ottenerla. Il che può tradursi in suppliche spudorate (v. “occhi”) se  è presente un umano, ma anche in improvvisi risvegli della famosa intelligenza. O meglio: in parte no, perché il primo tentativo sarà sempre il solito (porta del frigo chiusa? Me la mangio. E poi mangio tutto quello che c’è dentro). Se però la porta in questione fa resistenza, scatta la fase B: “Ok, imparo ad aprire la porta del frigo con le zampe o col naso (e poi mangio tutto quello che c’è dentro)”. In questi casi, il pacioccone un po’ scemone a cui ci eravamo abituati diventa un Einstein a quattro zampe. Nessuna serratura al mondo gli resiste.

BOCCAmascelle e denti forti con perfetta, regolare e completa chiusura a forbice. Bocca morbida.
“Bocca morbida” non significa che il cane abbia i denti di gommapiuma, bensì che è particolarmente delicato nel riportare gli oggetti o gli animali uccisi dal cacciatore. Li riporta senza neanche un buchino, resta il fatto che la delicatezza utilizzata per non bucare la pelle di un fagiano morto non basta a non far sentire un male della madonna alla pelle di umano viva. Questo è il motivo per cui il Labrador DEVE assolutamente essere educato/addestrato a riportare cose diverse dagli umani vivi. In questi corsi si aiutano anche gli umani a non farsi trainare dal cane, a scoprire che il Labrador “è” un cane docile ed obbediente”e a non farsi distruggere la casa perché lì il cane ha modo di correre, nuotare, lavorare, insomma sfogarsi. Quando arriva a casa è stanco, rilassato e  appagato come tutti i cani che hanno trovato un senso nella loro vita. Quindi, finalmente, dorme ma il Labrador, pure quando dorme, tenderebbe ad essere invasivo/invadente. Infatti lui ama dormire nell’ordine:
svaccato su di te; svaccato sui tuoi piedi, specialmente se è Ferragosto e tu hai già un caldo della miseria; svaccato sul tuo letto, occupandone buoni tre quarti  (quattro quarti se trattasi di letto singolo); svaccato sul divano, nel caso in cui tu non avessi intenzione di andare a letto, ma magari quella di guardare un po’ di TV.

OCCHI: di media grandezza, che esprimono intelligenza e buon carattere. Di colore marrone o nocciola.
Sulla media grandezza e sul colore, siamo d’accordo. E basta.
Perché il concetto che esprimono maggiormente non è nè l’intelligenza, né il buon carattere. E’ qualcosa come: “Abbiate pietà, sto morendo di fame” espresso in varie sfumature via via più spudorate e strappalacrime, sia dai cuccioli che dagli adulti.

TRONCO: torace di buona ampiezza, profondo con costole ben estese verso la parte posteriore del tronco e cerchiate. Rene largo, corto e solido.
Lo Standard NON dice da nessuna parte che il cane debba essere grasso come un maiale.Sì, d’accordo: uno strato di grasso ci vuole, per proteggere meglio gli organi vitali dal freddo quando il cane resta a lungo in acqua.
Però “uno strato”, non “una montagna” di grasso. Che fino a prova contraria, son due cose diverse.

CODA: costituisce caratteristica distintiva della razza: assai grossa alla base si assottiglia verso la punta; di media lunghezza, priva di frange, ma intensamente ricoperta di pelo corto, spesso e fitto che gli conferisce quell’aspetto rotondeggiante definito “coda di lontra”. Potrà essere portata allegramente, ma non dovrà arrotolarsi sul dorso.
La vera caratteristica distintiva della razza non è tanto la coda di lontra, quanto la coda a devastazione totale. Dove passa, spazza: però solo nei cani giovani, perché gli adulti imparano a tenerla bassa quando girano per casa, forse. Scodinzolano lo stesso (la coda del Labrador è la dimostrazione lampante che il moto perpetuo esiste), però scondinzolano basso. I cuccioloni, invece, scodinzolano a mille, abbattono tutto ciò che si trova sul cammino del loro treno posteriore, poi quando sentono CRASH sobbalzano, si voltano a guardare, vedono i cocci per terra e gli viene il fumetto con scritto: “Cos’è successo? Chi è stato? E sono pure convinti: il Labrador ha coscienza di sé solo fino a metà cane,  mentre è del tutto ignaro di ciò che combina il suo sedere, accessori compresi.

MANTELLO: corto, fitto senza ondulazioni o frange abbastanza duro al tatto, con sottopelo resistente all’acqua.
Se l’acqua non c’è, il cane puzzicchia di cane e basta.
Se l’acqua c’è, puzzicchia di cane bagnato, che è mooolto peggio.
Però, appena si asciuga, smette (e cominciate a puzzare voi, perché nel frattempo vi si sarà strusciato addosso).

COLORI:
Giallo come in “Oh, che bel labrador (a scelta) miele- fulvo-dorato-chiaroooooo”;
Nero come in: “E’ un rottweiler, vero che è un rottweiler? Me lo tenga lontano, che io ho paura dei rottweiler!”;
Chocolate Come in: “Bello, cos’é? Un incrocio di Labrador?
E comunque…casinaro o meno, sgraziato, pasticcione o no, resta il fatto che il Labrador è il più bel cane del mondo!

25 risposte a "Compleanno a quattro zampe ma sono otto!"

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      1. Ahahah, ottimo, mi pare un criterio valido 😄
        Ho avuto un cane per una decina di giorni – storia lunga, ma probabilmente la riprenderò sul blog – che avevamo chiamato Cesare Ottaviano Augusto… quindi le manie di grandezza le capisco! 🤣

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  1. Mi unuisco ai bagordi e a tutto ciò che hai scritto. Un abbraccione ‘o Guaglione e a te. E penso di meritarmi almeno due fette di torta, così festeggiando rotolandoci tutti insieme. Figurati che ho detto alla dottoressa di Lello, il “mio”cane volpino spitz, che da due anni prende le compresse per l’epilessia, e che per solidarietà le prendo anch’io. Lello ne prende un quarto la mattina e un quarto la sera, mentre io ne prendo una intera e devo dire che mi trovo molto bene. La dottoressa Angela si è messa a ridere, però non ho capito il perché. Se uno o una vuole bene al proprio cane mangia anche nella sua stessa ciotola.

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      1. Si, circa due anni gli fu diagnosticata l’epilsessia. E da allora prende un quarto di compressa due volte al dì. All’inizio il medicinale era quello che prendevano
        noi umani, dopo poi ne hanno fatto uno
        specificamente per i cani. Quando per la prima volta gli vennero le crisi a distanza di due ore fu davvero un’esperienza brutta e dolorosa. Furono due notti traumatiche sia per lui che per noi. Dopo di che, mia moglie ed io, lo portammo nell’ambulatorio di veterinaria. In seguito ha avuto problemi alimentari e mangia solo determinati croccantini e un tipo di carne perché si ammalò di pancreatite. E dulcis in fundo a ogni stormir di figlie abbaia. E’ attaccato a me e mi segue dappertutto.

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  2. Para entender mejor lo que has escrito, hay que tener una mascota en casa. Ese amor incondicional que le tenemos viene dado porque sentimos reciprocidad de ellos. Nada es comparable cuando nos reciben con esos ojos que destilan amor al por mayor y ellos se conforman con una caricia. La celebración fue por lo alto y se lo tiene bien merecido. Y por supuesto, no podía faltar la torta y si es la dueña quien la preparó, más sabrosa habrá sido. Eres increíble como sabes decir un sentimiento con palabras sencillas pero con una carga emocional que nos llega a lo profundo. Todavía voy a seguir esperando otra sorpresa de tu talento culinario. Un gran abrazo.

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