Crostata semplice e dorata, e la lucertola che c’è in me!

Il sole. La stella madre del sistema solare, l’astro più importante, senza la sua luce e il suo calore, la vita, per come la conosciamo, sarebbe impossibile. Il sole che attiva, che cambia, che detta legge. Apro gli occhi e scruto subito dalla finestra, se intravedo un raggio di sole, il sorriso mi si accende sulle labbra. Spalanco le finestre anche in pieno inverno, cerco di far entrare nella casa, dove la notte nera è ancora intrappolata, la luce e l’aria fresca. Niente tende, nessun riparo che possa frapporsi tra me e il sole, ho bisogno della sua forza, di sentire la pelle calda. Come una lucertola mi apposto nel punto più assolato, mi spiaccico sul muro esposto a sud, mi spiattello sul sasso caldo e sto ferma, immobile assorbendo il calore, avvertendo il suo penetrare nelle mie ossa, sprigionando gioia e incontenibile felicità, sentendomi più sana, più bella. Sto li, anche se inizia a far caldo, se comincio a sudare, se “caspita se scotta oggi” e non mi muovo, perché mi piace, perché nella vita passata di certo ero una lucertola. Ma ora, nella vita presente, non ho il sangue freddo io, ho un caldo pazzesco al sole, ma “metti che domani piove o è nuvolo!” E soffro, ma sono felice. Mi sciolgo, ma quanta gioia. Ogni tanto stacco, entro un salto in casa, il burro a temperatura ambiente si è liquefatto, impasto, arrotolo e lascio riposare, tornando a spiaccicarmi sul muro. Ristacco, mi precipito dentro all’ombra, velocemente inforno e mentre la mia crostata dora nel forno, io doro sulle beole del giardino. Mi sento una lucertola che prepara una crostata alla marmellata, di quelle dorate, lucenti, deliziose… che idilliaca visione.

SUGGERIMENTO:
una crostata semplicissima, di quelle che profumano di mamma, di casa, di buono. Se la marmellata poi è fatta in casa, sarà semplicemente una crostata perfetta. Per ottenerla deliziosa, ricordatevi la mia unica e sola regola del 3 – 2 – 1 ….Vi spiegherò dopo se già non la conoscete.
Un altro mio trucco è quello di fare una precottura in bianco della base, eviterete così che la marmellata troppo bagnata non faccia cuocere la base della crostata che vi potrebbe rimanere molle e non cotta.

LA STORIA DELLA CROSTATA:
Girando un pò nel web non è affatto facile capire dove e quando è nata la prima crostata. La sua storia non è facilmente collocabile nel tempo, pare però che addirittura si possa ricondurre all’epoca precristiana diventando il dolce più antico della tradizione della pasticcera italiana. Molti attribuiscono l’invenzione della crostata, ad una suora del convento di San Gregorio Armeno. Si dice che le strisce di pasta frolla sulla superficie del dolce ricordino le grate con cui le suore di clausura assistevano alle funzioni religiose.

CURIOSITÀ DIVERTENTI:
Si narra che la crostata riuscì a far sorridere la regina Maria Teresa d’Austria, moglie di Ferdinando II, la quale veniva chiamata “la regina che non sorride mai. Questo dolce ha ottenuto anche una giornata nazionale dedicata: il 9 settembre, giorno in cui si celebra la bontà, friabilità e l’allegria della crostata

LA MIA INFALLIBILE REGOLA:
non ricordo dove l’ho letto, non ricordo nemmeno se l’ho letto ma io la pasta frolla la faccio così, quando voglio quella meravigliosa consistenza friabile e croccante, soda ma morbidissima. Quella pasta che non si secca e si spacca da tanto è dura, ma è croccante e morbida allo stesso tempo.
Peso gli ingredienti al grammo preciso e non sbaglio mai il risultato strepitoso tanto che ricevo sempre complimenti e i soliti: ma come fai a ottenere una pasta cosi? Vi tengo sulle spine ancora per un pò…

Eccola la pasta deliziosa, ne sentite il profumo e la consistenza?
E’ semplice: 300 di farina, 200 di burro e 100 di zucchero… 3,2,1
LA FARINA: per una buona friabilità della pasta frolla è fondamentale che la farina non sviluppi il glutine. E’ quindi importante usare una farina debole, che ha poco glutine, 140-220 w. Spesso utilizzo farine specifiche per la pasta frolla che si trovano nei supermercati di ogni genere.
IL BURRO: utilizzare un burro di buona, anzi ottima qualità. Più burro si utilizza in proporzione alla farina e più l’impasto sarà friabile. Non mi stancherò mai di dirlo, il burro è fondamentale, unico e insostituibile!
ZUCCHERO: si può utilizzare sia lo zucchero semolato che lo zucchero a velo, le dosi non cambiano. Se si vuole una pasta frolla dall’aspetto più fine, per esempio per dei biscotti da tè, e meglio usare lo zucchero a velo.

IL BURRO: come riconoscere un burro di ottima qualità? Ci sono diversi aspetti: la razza delle mucche, l’alimentazione, l’ambiente e la lavorazione, il miglior burro è ottenuto da panna di latte fresco, mediamente con l’82% di materia grassa.Il burro buono lo si riconosce anche dal colore, preferibilmente giallo paglierino e dalla spalmabilità non troppo cedevole, ma cremoso e scioglievole.
Leggete questo interessante articolo su GAMBERO ROSSO riguardo al burro.

LO ZUCCHERO AL VELO
Le crostate sono belle anche senza zucchero al velo sopra. Se lo mettete quando la crostata è ancora tiepida, quello che cadrà sulla marmellata verrà assorbito e “sparirà” mentre quello sulla pasta rimarrà, avrete così un effetto bellissimo!

Ingredienti:
300 gr di farina per crostate
200 gr di ottimo burro
100 gr di zucchero semolato fine
1 uovo
1 tuorlo
250 gr di marmellata di albicocche (o quella che preferite)
zucchero al velo

Iniziare a montare le uova con lo zucchero fino al ottenere una crema spumosa, aggiungere i fiocchi di burro morbidissimo e impastare. Aggiungere poi la farina poca per volta. Preferisco fare tutto a mano per non scaldare troppo la pasta con le fruste e per capire sotto la pelle la giusta consistenza. Il burro non deve essere sciolto con il fuoco perchè caldo rovinerebbe l’uovo e scalderebbe troppo l’impasto. Sempre a mano finire di incorporare tutta la farina e ottenere una palla di impasto liscia e compatta. Farla riposare nel frigo per almeno 15 minuti. Stendere la pasta, lasciandone un pochino da parte per le strisce, fino a circa 5 mm di spessore e foderare una teglia rettangolare. Con questo impasto escono due crostate da 35 x 11. Bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta e mettere il guscio nel forno a 170 ° per 5 – 6 minuti. Se vedete che la pasta tende ad alzarsi usare della carta da forno con le sfere in ceramica per la cottura in bianco. Appena prende colore toglierla dal forno, livellare la marmellata, incrociare le strisce di pasta e infornare nuovamente a 180° per altri 10/15 minuti o fino a quando vedrete il colorasi delle strisce di un bel dorato.

15 risposte a "Crostata semplice e dorata, e la lucertola che c’è in me!"

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  1. Appena ho visto la crostata che hai combinato(in questo caso del tutto positivo, dalle mie parti combinato è sinonimo di disastro specie riferito ai bambini con l’argento vivo addosso, ai giovani scapestrati e ai vecchi quando la memoria vacilla) e letto le prime tre righe del tuo post ho subito pensato: Marò, ma chesta(ovvero tu) è na scrittrice. Forse saranno stati tutti quei nomi e i particolari, mi hai fatto venire in mente Elena Ferrante. Voglio precisare per i tuoi lettori che non ho ricevuto dalla suddetta Alessia nessun compenso in torte e crostate.

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    1. Ciao carissimo! I tuoi complimenti mi fanno arrossire. Sono estremamente felice sentire qualcuno che apprezza i miei scritti, è una grandissima gioia quella che mi hai dato oggi! Non conosco Elena Ferrante ma ora che me l’hai citata corro subito a vedere e leggere! Io amo molto la scrittrice Paola Mastrocola. Grazie ancora della tua gentilezza e sono davvero contenta che, anche se non puoi mai assaggiare nulla, mi segui cosi attentamente! Grazie grazie!

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  2. Buongiorno Alessia, ci hai deliziati di primo mattino con questa assoluta golosità, le crostate sono uno dei dolci che in assoluto preferiamo preparare, poichè semplici, golose ed estremamente versatili… Le foto come sempre sono spettacolari, riescono a farci percepire il profumo e il sapore, per non parlare dei tuoi scritti che ci lasciano sempre senza parole e talvolta con un simpatico sorriso stampato sulle labbra… Grazie per condividere le tue specialità… Nemo&Nancy di NemoInCucina!!!

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    1. Buongiorno ragazzi è bellissimo sentirvi! E grazie dei mille complimenti! Tempo fa ho risposto alla vostra domanda ma ho dovuto mandarvi una mail perché la vostra richiesta è stata da me trovata (ad onor del vero per caso!) nei riscontri di WordPress dove non guardo mai e da dove non riesco a rispondere… spero l’abbiate ricevuta! Ad ogni modo grazie mille per il commento e sappiate che vi seguo assiduamente anche io!

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  3. Della Ferrante ti suggerisco di leggere la quadrilogia. Però, potresti prima, sei hai il Kindle, leggere gli estratti in e book e se ti piacciono comprare il cartaceo. E poi c’è anche la trasposizione in serie della Rai(primo e secondo libro) che a me è piaciuta che forse puoi vedere su Rai paly. Buona giornata. Ah, dimenticavo: non voglio menar scandolo, mò però basta telefonarmi per ricevere i miei complimenti. Diceva il grande Totò:”Ogni limite ha una pazienza”.

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