Pizza al trancio, mmmmhh che buona, ma non la faccio più!!

Metodo qui, metodo là, metodo su e metodo giù, buona buonissima ma non la faccio più. Non posso essere ipocrita e dire: “vi consiglio questo o quello, è buonissima, tutti la possono fare” perché non è vero, e perché io non sono nessuno per dire queste cose. Ho un blog di cucina, questo è vero, ho iniziato perché mi si è picchiata in testa l’idea di avere un contenitore virtuale con le mie foto, le mie ricette, e tutte quelle informazioni, tutte li insieme, inglobate, catalogate. Abbellisco la mia casa con nuovi cuscini, con tovaglie dai colori delicati, sistemo, pulisco e riordino, preparo il pranzo, la merenda, la cena, racconto ciò che succede ai miei cari, i miei soli pensieri, o tutto quello che è accaduto e ogni giorno eseguo questi stessi movimenti come fossero nuovi, da scoprire, da inventare. Così è il mio blog, riordino gli articoli, lo abbellisco di foto, scrivo pensieri e aneddoti di vita vissuta, o sognata. Preparo il piatto, lo fotografo minuziosamente per far arrivare anche il profumo da dietro lo schermo, descrivo, mi informo, racconto. Non sono una cuoca, non è il mio mestiere e nemmeno voglio che lo sia, solo mi piace provare, trovo gioia nel cuocere e assemblare, cucino per far felice che mi sta vicino e questo mi basta e avanza. Non ho alcun titolo, ne lo ambisco, non sono esente da errori, e quanti ne faccio! E sono sincera, questa cosa del riuscire sempre ad ottenere esattamente il risultato che altri ottengono quasi fosse tanto semplice quanto bere un bicchiere d’acqua, non è vero, spesso e volentieri non ci riesco proprio. Perché è così, perché magari ci ho provato cento volte e non mi è mai venuto bene. E questa è la triste, mica tanto breve, storia della mia pizza al trancio, provata e riprovata, col metodo migliore, (che poi tutti dicono che il loro è il migliore), con tempi, dosi, e millilitri di sudori freddi e il risultato è si, pienamente soddisfacente, aspetto buono, gusto ottimo, ma alla fine, dopo ore, giorni e infiniti “piega e incorpora aria”, con un sonoro sbuffo posso solo dire: mmmmmhh davvero buona, buonissima, morbida, gustosa, ma non la faccio più! Una volta ci sta, per dire che l’ho fatta, ma il gioco non vale la candela, la pizza al trancio, la prossima, me la compero!

L’ARTE DI ALCUNI CIBI:
il pane, la pizza, la pasticceria…. sono pura arte, non si inventano, ne si copiano, ne si possono riprodurre. Se non siamo panettieri, pizzaioli, pasticceri che han fatto di questa arte, la loro professione, possiamo con non poco sforzo, solo creare un surrogato, un buon cibo, certamente, che si avvicini magari, nel sapore, nell’aspetto, all’originale, ma mai potremo dire: mi è uscita buona come quella della pizzeria, o un pane fragrante e delizioso come dal panettiere.. Dobbiamo essere onesti e ammettere che certe ricette, vuoi per gli ingredienti, vuoi per il forno e vuoi per le capacità, non verranno mai come gli originali!

CIBI HOME MADE INDISCUTIBILI:
ci sono cose invece che, se fatte in casa, con le proprie mani, danno una soddisfazione pazzesca, e non avranno nulla a che fare, con cibi già pronti, surgelati, precotti, assemblati. Provate a pensare al ragù, per esempio, nei vasetti, dal sapore tutto uguale, conservato e allungato! Oppure il purè, quello nelle buste, liofilizzato da far accapponare la pelle se paragonato al vostro, con patate bianche, con burro e latte in abbondanza. Provate ad immaginare di addentare una fetta di torta o un biscotto semplicissimo, farina, uova, burro e zucchero, in confronto alle merendine confezionate o ai biscotti insacchettati. E che sapore hanno le marmellate o le confetture preparate in casa, anche vicino alla migliore marca, bio, naturale, senza conservanti, senza zucchero, senza frutta?

LA PIZZA AL TRANCIO:
ci ho provato, una volta, anzi dopo due fallimenti, la terza sono riuscita a mangiarla. Ci ho provato perchè sono testarda, ci ho provato perchè dopo aver letto duecentomila ricette, e con gli ingredienti perfetti, finalmente ci sono riuscita anche io! Eccola la mia pizza al trancio, dal sapore buonissimo, soffice e fragrante, divorata tra mugolii di piacere, ma… la prossima volta basta, tutto questo sbattimento, questa attesa, quest’angoscia del forno, caldo, alto, basso, in mezzo. Buona, buonissima davvero, ma la pizzeria quella vera, al trancio, sotto casa, mi costa meno! Ovviamente scherzo, mi piace fare in casa ogni cosa, ma anche io ho le mie preferenze, come tutti e la pizza al trancio… ho deciso, non la faccio più.

LA FRASE PASSATA ALLA STORIA.
in tutte le famiglie ci sono quelle frasi che sono passate alla storia. Quelle cose dette durante qualche occasione che sono diventate poi i tormentoni di famiglia, quelle che vengono ripetute quando si presenta l’occasione adatta, quelle che non passano mai di moda.
Mio nipote Davide, un bimbo educato, dolce, tranquillo, pacato. Un bimbo di 5 anni allora (ora ne ha 35!!!!) che per non far capire alla cuoca del momento che quel cibo proprio non gli andava giù, lo trangugiava comunque, ma impreziosito da continui mugolii: mmmhh che buoono, buonissimo… mmmmhh ma che buono, buono, buono davvero…. ma non farmelo mai più!”


INGREDIENTI per 2 teglie 40×36
1kg. di farina w 350 (per me Garofalo)
700 gr di acqua
40 gr.di olio evo
20 gr.di sale
12 gr. di lievito di birra fresco
500 gr.di passata di pomodori (per me Mutti)
500 gr.di mozzarella asciutta per pizza
origano secco

In una ciotola capiente mescolare il lievito alla farina, aggiungere l’acqua e solo dopo che l’impasto si sarà ben amalgamato, aggiungere il sale e l’olio fino ad ottenere un impasto abbastanza liquido e grezzo.
Preparare una ciotola, oliarla bene e riporre l’impasto, facendolo riposare per almeno un’ ora coperto da un canovaccio a temperatura ambiente.
Terminato il primo riposo, su di un piano da lavoro ben infarinato, riporre la pasta e premere leggermente per darle una forma quasi rettangolare, prendere il lato basso e ripiegarlo a metà su se stesso, poi fare la stessa cosa con il lembo in alto chiuderlo su se stesso. Ruotare di 90 gradi. Spianare leggermente e procedere ancora con le pieghe: lato alto e chiusura su se stesso, lato basso chiusura e poi rotazione di 90 gradi. Continuare così ancora per 3 volte, lasciando riposare 15/ 20 minuti tra una fase di pieghe e l’altra. L’impasto così avrà incorporato più aria e sarà più asciutto.
Preparare una ciotola grande, oliarla bene e riporvi la palla d’impasto ungendo anche la superficie della stessa. Coprire con della pellicola  e riporre in frigo per 24 o 36 ore. Trascorso il tempo, togliere l’impasto dal frigorifero e lasciarlo a temperatura ambiente scoperto per almeno mezz’ora. Capovolgere la pasta sul piano da lavoro infarinato con della farina di semola. Cercare di toccare l’impasto il meno possibile e soprattutto non tirarlo o strapparlo. Dividere l’impasto in due a seconda della grandezza delle teglie. Fare l’ultima piega come le precedenti e lasciare riposare ancora per 1 ora e mezza, o fino a quando il suo volume non sarà raddoppiato. Dare all’impasto la forma della teglia, con la sola pressione dei polpastrelli.

Ungere la teglia e adagiarvi l’impasto steso. Aggiungere la passata (per me Mutti di ciliegini) condire con un po’ di origano, olio e sale, e distribuire bene sopra la pasta.
Cuocere a forno preriscaldato a 250° modalità statica, nel ripiano più basso del forno, dopo 10 minuti portare la teglia a metà altezza per darle la spinta finale e cuocere per altri 10 minuti. A quasi cottura ultimata distribuire la mozzarella e farcire a piacere. Riporre ancora in forno fino a quando la mozzarella si sarà completamente sciolta. Servire tagliando la pizza con una forbice! 

30 risposte a "Pizza al trancio, mmmmhh che buona, ma non la faccio più!!"

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  1. A dire il vero, il tuo blog non è solo magnifiche foto e deliziose ricette che con i passaggi da seguire, anche uno può preparare un delizioso piatto. Hai anche il dono di usare le parole giuste per rendere i tuoi post meravigliosi in prosa. E, a sua volta, ci conduce alle tue storie inestimabili per te e interessanti per quelle di noi che ti leggono.
    Con la pizza, se questo è un caso molto curioso che può accadere a te, e nonostante i tuoi rimpianti, lo fa meravigliosamente.
    Mi è piaciuto molto questo articolo. Il tuo riflesso è fatto in modo fantastico.
    Domani dovrò cercare la pizza in consegna, la più vicina alla ricetta.
    Buona domenica per te
    Manuel

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  2. Guarda in linea generale sono proprio d’accordo con te che a volte non vale la pena darsi tanto da fare per realizzare certe cose in casa, ed è meglio comperarle dai professionisti! Ad esempio i macaron… Li ho fatti una volta, per carità, bella soddisfazione, ma ritengo non ne valga proprio la pena!
    Per la pizza invece sono contentissima di aver imparato a farla, dopo anni di insuccessi, proprio durante la quarantena! Mio marito dice che è più buona di quella della pizzeria… Forse esagera, ma sono felice di continuare a prepararla in casa, almeno finché le temperature non mi dissuaderanno dall’accendere il forno. La preparo in modo poco professionale, sicuramente gli artisti dell’arte bianca direbbero che è un’eresia, ma il risultato è molto buono; uso la planetaria e un procedimento che mi permette di impastarla dopo pranzo e averla pronta da infornare per cena. Senza pieghe. Ti lascio il link, se ti va di dare un’occhiata: https://vitaincasa.com/2020/04/22/speciale-pizza-pizza-fatta-in-casa-con-planetaria-e-6-idee-per-la-farcitura/

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    1. Ciao! Dopo guardo volentieri! Grazie! Hai ragione il mio era ovviamente un racconto molto ilare.. tutto nasce dall’invidia 😅😅😅😂😂 uuuhh i macarons non me ne parlare!!! Sono arrivata a dirmi : Ale tanto non ti piacciono cosa ci provi a fare! 🤣🤣🤣 pur di dare a me stessa una giustificazione! Grazie ancora e buona domenica!

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  3. Ciao!
    Guarda, io ammetto di aver fatto un corso per panificazione casalinga (con una insegnante bravissima) perchè altrimenti non avrei saputo dove mettere le mani né come gestire il lievito madre (quello vivo, non quello essiccato). Beh, grazie a quel corso ho migliorato tantissimo sia la qualità della pizza al trancio che quella del pane. Ora, non ho un forno da panettiere quindi ovviamente mi devo arrangiare, non ho nemmeno la stessa manualità ma sono davvero soddisfatta dei risultati che ottengo. Ho speso un po’ di soldi per il corso, ma sono stati soldi ben spesi (tenevo tantissimo a imparare a fare un pane decente!).
    Pensa che la pizza, così come ce l’ha insegnata la chef, è più veloce e meno sbatti del pane!

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  4. Ahahahah articolo meraviglioso hai ragione…io la faccio e la rifaccio perché qua nella sperduta campagna francese di pizza al taglio non ce n’é l’ombra ma ogni volta con la piccola delusione di non ritrovare il sapore…ps Mia figlia sul tema mi dice “mi piace ma lo mangerò domani” ciao!!

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