Fusilli ai pistacchi, verde giungla ma non doveva essere basilico?

Mi addentro, di buon ora, nel mio piccolo orto, che a dirla tutta, pare la miniatura della Yakushima forest. I pomodori hanno sviluppato una vegetazione lussureggiante, imponente e ombreggiante, tale che, alla base, potrei costruire una piccola capanna, quale rifugio fresco per questa estate, poco più in là, gli steli delle cipolle di tropea si ergono ritti come pini, spandendo il loro profumo a destra e a manca. Per riequilibrare le dimensioni, bassi e esili bonsai di timo e basilico si litigano lo spazio con il prezzemolo che, ovviamente, è della specie gigante e lo da proprio a vedere. Per finire il lato alla mia destra, ecco spuntare le melanzane che quest’anno, esagerando un tantino, le ho piantate di tutti i colori, così, mi son detta, una parmigiana arcobaleno perché no! Volgendo lo sguardo e solo quello perché il resto del mio corpo è ancora intrappolato tra i grappoli di pomodori, noto le more e i lamponi che si sono ripigliati anche quest’anno. Da quando li ho messi in quell’angolo di orto, capisco perché si chiamano rovi: secchi e sparuti che paiono da buttare, si trasformano poi in verdissime foglie, spine e frutti rossi e neri succulenti nel giro di pochissime settimane. Ad infierire sulla mia incapacità ormai conclamata di non riuscire a seguire la luna e le stagioni, si stagliano, poco dopo, una miriade di foglie di verza. Già proprio la verza invernale, che da me cresce a giugno, ma non sotto forma di boccia corpulente e avvolta da grasse foglie ma, in lunghi, alti e longilinei alberi di foglie di verza, che vai a capire di quale specie autoctona facciano parte. Non da meno i meravigliosi finocchi, altissimi e snelli, dei veri fotomodelli, quasi anoressici a confronto dei loro fratelli, quelli veri, belli panciuti e dal ciuffetto sbarazzino. Non ultimi, i dolcissimi cetrioli che allungano le manine riccioline aggrappandosi l’un l’altro in un girotondo fanciullesco, sfoderando il fiorellino giallo, appena il sole li bacia. Dopo aver contemplato tutta questa meraviglia, raccolgo qualche foglia di basilico per preparare stasera, una velocissima pasta al pesto. Mentre batto, impasto e pesto, appunto, mi accorgo che quelle quattro foglie non sono nemmeno abbastanza per una porzione lillipuziana di pasta e non avendo tempo ne voglia, sguscio veloce dei pistacchi. I miei fusilli alla crema di pistacchi e basilico stasera ha quel non so che di verde giungla tanto famigliare quanto rasserenante!

SUGGERIMENTO:
potete preparare questa salsa all’ultimo momento se vi capitano ospiti improvvisi a cena. È leggera, delicata, vegetariana, piace a tutti ! Se vi piace aggiungete anche qualche pomodorino confit oppure, un’idea originale, mantenendo sempre lo spirito vegetariano, è quella di omettere il parmigiano e grattugiare sopra alla fine scorza di limone non trattato per una sferzata di gusto!

I PISTACCHI:
I pistacchi, come tutta la frutta secca, sono frutti ad elevato contenuto calorico (circa 570 kcal per 100 grammi), ma sono altrettanto ricchi di proprietà nutritive. sono costituiti dal 2 % circa di acqua, 21 % circa di proteine, 45 % di grassi, 10 % di fibre e 8 % di zuccheri. I minerali presenti in maggiori quantità nei pistacchi sono calcio, ferro, fosforo, magnesio, potassio, manganese e rame. Tra le vitamine più abbondanti troviamo quelle del gruppo B (soprattutto la B1 e la B6) e le vitamine A, C, E, K e folati. I pistacchi sono inoltre ricchi di antiossidanti, che contrastano i radicali liberi responsabili del danno ossidativo e dell’invecchiamento cellulare. I più abbondanti sono il beta-carotene, la luteina e la zeaxantina.

IL PISTACCHIO DI BRONTE :
Un frutto che viene da lontano, dalla Persia e dalla Turchia, e si è radicato in Sicilia, in particolare a Bronte. È una pianta molto antica: già nota e coltivata dagli antichi ebrei, che ritenevano il suo frutto prezioso, la coltivazione del pistacchio fu poi incrementata e sperimentata dagli Arabi, che strapparono la Sicilia ai Bizantini i quali trovarono nell’isola, in particolare alle pendici dell’Etna, l’habitat naturale per uno sviluppo rigoglioso e peculiare della pianta. È così che nasce il pistacchio di Bronte, la cui notorietà è cresciuta enormemente negli anni e, di conseguenza, anche la richiesta.

Il pistacchio di Bronte deve le sue caratteristiche pregiate e uniche al suo territorio: evidente è lo straordinario connubio tra la pianta e il terreno lavico che, concimato continuamente dalle ceneri vulcaniche, dà origine a un frutto che, dal punto di vista del gusto e dell’aroma, supera come qualità la restante produzione mondiale. La caratteristica di maggior importanza del pistacchio di Bronte riguarda il contenuto di clorofilla, superiore ad altri tipi di pistacchio, ed è a questo che si deve il suo colore verde intenso. Inoltre, il sapore è nettamente più deciso, grazie alle caratteristiche del terreno, ricco di sostanze minerali anche per via delle frequenti colate laviche dell’Etna.
Fonte: https://www.italianfoodexperience.it/prodotti/pistacchio-di-bronte-sicilia/ …. leggete ci sono altre notizie interessanti!!

Yakushima è un’isola situata a sud di Kyushuu (una delle quattro isole principali del Giappone). Si tratta di un’isola tropicale dalla natura generosa dove piove più di 300 giorni l’anno e che perciò produce una vegetazione lussureggiante. L’attrazione principale sono i suoi boschi, in particolare, una zona dove si trova un albero millenario Yayoi che assicurano abbia più di 7000 anni. Ci sono molte escursioni che si possono fare, ma quella dell’albero Yayoi dura più di 14 ore. Un percorso che dura circa 8 ore, permette di visitare una foresta di cedri di circa 300 anni. Questo bosco è degno di una fiaba: è pieno di alberi dalle forme impossibili, immense radici di migliaia di metri e moltissimo muschio.

IL MIO STRANO ORTO

Ingredienti per 1 persona:
90 gr di fusilli (io Rummo)
20 foglie di basilico fresco
10 gr di pinoli
20 gr di pistacchi al naturale
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
un cucchiaio di parmigiano reggiano
un cucchiaino di panna vegetale
una noce di burro

Mentre la pasta cuoce in abbondante acqua salata far tostare leggermente i pistacchi in un padellino antiaderente, poi riunire nel frullatore i pistacchi i pinoli il basilico il parmigiano la panna e frullare prima piano poi alla massima potenza per meno di un minuto aggiungendo a filo l’olio fino ad ottenere una crema. Scolare la pasta lasciando un cucchiaio di acqua di cottura, sciogliere la noce di burro e unire la crema di pistacchi. Servire con grana a piacere

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