Marmellata di amarene e credevo fosse nano

Possedere un grande giardino è sinonimo di grande lavoro, di tanta fortuna, ma anche di “grosso portafoglio”. Siccome non ho idea di cosa significhi “portafoglio” ne tanto meno “grosso”, mi soffermo senza indugio sulle altre due parole “lavoro e fortuna”. Spezzarsi la schiena e sudare maglie su magliette nel tener tagliato il prato, con annessi sacchi e sacchi di erba da portare poi in discarica, sistemare e mantenere in ordine metri e metri di siepe, con produzione di tonnellate di foglie, controllare che i rami del grosso acero, della tuia e della settantenne quercia non invadano altrui proprietà, cimentandosi in acerbi Tarzan e Cita; decorare aiuole, vialetti, vasi e vasoni con fiorellini stagionali che costano così tanto che quando sfioriscono raccolgo persino i petali per non sprecare nulla; seminare, zappettare, tagliuzzare, strappare, concimare, travasare, seguire, attendere… Tutto questo diventa un impegno quotidiano e uno sforzo adatto a ben poche persone, non ci sono sabati e domeniche, non ci sono gite e giorni oziosi, non c’è svago all’esterno di questa cancellata. Ma qui entra in gioco la fortuna.. quella che ho e che sento mi investe in pieno. La fortuna di vivere nella natura, di avere il mio harem dal verde smagliante, il rifugio per trovare la serenità, la calma e la meditazione. La quiete dell’anima nel coltivare un orto, intrecciando e scambiando benefici, e la terapeutica raccolta dei frutti di tanta fatica. Così tra felicità e desiderio, piccole ma innumerevoli amarene quasi dimenticate, sono spuntate da quel che credevo fosse un ciliegio nano, lasciato li che pareva nemmeno crescere, ma che rigoglioso ed orgoglioso, quest’anno mi ha regalato fantastiche gemme rosso vivo, dalle quali ho realizzato la marmellata più golosa di sempre! E io che credevo fossero nane…

LE AMARENE:
Le amarene assomigliano molto alle loro parenti più strette, le ciliegie, con la differenza che il loro gusto è acidulo e leggermente amarognolo. La stessa pianta ha dimensioni più piccole rispetto al ciliegio. La pianta delle amarene ama l’esposizione al sole, resiste bene alle basse temperature ed alla siccità. Cresce spontanea nei boschi fino ad un’altitudine di 1.000 metri circa.

LO SAPEVATE CHE :
Vi sono altre due varietà di amarene prodotte dal Prunus cerasus:
le Marasche: caratterizzate da un’aspetto ed una polpa rosso scuro e con gusto più acido ed amaro. Frutti piccolini e numerosi
Le Visciole: hanno una polpa dal color rosso vivace ed un gusto un po’ più dolce

CONSIGLIO:
La marmellata di amarene dovrà velare il cucchiaio. Per verificare se è perfetta, mettere un po’ di marmellata in un piattino e provare a farla scivolare, se si “ferma” quasi subito la marmellata di amarene fatta in casa è pronta!

IDEE E GOLOSITÀ’:
Unire ribes e cannella oppure fiori di gelsomino durante la cottura della marmellata di amarena, per ottenere qualcosa di straordinario e goloso! Si può utilizzare spalmandola su pane per una merenda naturale o per arricchire torte, plumcake, biscotti e cheesecake.

SUGGERIMENTO:
non superare troppo i tempi indicativi di cottura (circa 30 minuti) perché la marmellata una volta fredda risulterà troppo soda.

PULIRE LE AMARENE:
Si tratta di frutti davvero piccoli e bisogna avere tanta pazienza per togliere il nocciolo! Si può utilizzare lo strumento apposito ma il frutto è troppo piccolino, oppure una cannuccia con la quale spingere il nocciolo e farlo fuoriuscire. Meglio se usate direttamente le dita, ma mi raccomando, raccogliete tutto il succo che si formerà, è delizioso!

1 kg di amarene e 550 gr di zucchero

Lavare le piccole amarene sotto un getto di acqua corrente, asciugarle ed eliminare il nocciolo. Metterle in una pentola con lo zucchero e mescolare. Lasciare riposare almeno tutta la notte. Il giorno dopo mettere la pentola sul fuoco e portare ad ebollizione. Far cuocere fino a quando i frutti saranno ben appassiti. A questo punto dare un paio di “colpi col minipimer”, ma non troppo se si vogliono lasciare dei frutti a pezzetti. Far sobbollire ancora per un po’ fino a quando la marmellata comincia ad inspessirsi. Sterilizzare dei vasetti per le conserve e versare la marmellata ancora bollente nei vasetti puliti. Richiuderle e farli raffreddare a testa in giù. Una volta ben freddi la marmellata si sarà inspessita e sarà pronta per essere divorata!

18 risposte a "Marmellata di amarene e credevo fosse nano"

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  1. Valeva la devozione e il tuo grande sforzo per rendere il suo giardino un Eden. Immagino il numero di ore di lavoro in modo che tutto brilli come dovrebbe essere. Le ciliegie erano pronte per andare alla deliziosa marmellata e fare uno spuntino, in qualsiasi momento della giornata.
    Ora sono pronto per preparare la tua ricetta.
    Buona giornata.
    Manuel

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  2. Un bellissimo post così come il tuo orto e il tuo instancabile faticoso lavorare, però meriti che ti regali tante soddisfazioni e serenità. Come Cita urlatrice che salta da un punto all’altro dell’orto ti vedo benissimo. Credo che anche in casa te la cavi saltando di qua e di là.

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    1. Si la grande fortuna che ho sempre detto di avere, ereditata … anche se comporta sacrificio, tempo e fatica…. altrimenti bisognerebbe essere parecchio benestanti e poter chiamare il giardiniere… ma questo è un altro discorso che è ben lontano dalle mie possibilità! Comunque non rinuncerei mai alla natura, e ai suoi frutti… non potrei mai farne a meno!

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  3. Che meraviglia Alessia, è come se ti vedessi trafficare tutto il giorno nel tuo giardino… e penso anche seguita costantemente dal tuo labrador!! So cosa vuol dire, perché ho avuto anch’io un grande giardino e un labrador sempre al seguito!! Ma oggi non sai quanto rimpiango quelle confetture di amarene!!! ♥️

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