Tartare di carne salada, e il montagnoso omone!

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Recandomi per diletto in quel di Trento, mi imbatto un giorno, di diversi anni fa, in un mercatino locale, con baffuto e rubicondo contadino, che con voce tuonante annuncia ai passanti, quasi impauriti dalla sua statuaria mole, la prova gustativa di una specialità trentina. Avvicinandomi con circospezione, come capita quando sei curiosa fino alle ossa, ma non vuoi farti abbindolare a comprare, con fare indifferente, butto un occhio sul tagliare sventolato dall’omone in grembiule. Ritorno però velocemente sui miei passi perché penso sia più consono che si avvicini mio marito, anziché io docile e ingenua donzella. Ma lui è sparito, mimetizzato dietro un grosso albero, con almeno altri cinque mariti che fan segno alle mogli di farsi forza e provare ciò che stanno offrendo a gran voce. Con smorfia e nuvoletta a fumetto in fronte: “figuriamoci se non andava a finire cosi”, mi giro e insieme alle altre sventurate, mi appropinquo al bancone. Che bontà divina questa carne salada, che specialità tradizionale! Soddisfatta, mi appresto a comprare lesta le fette ben disposte in un ordinato pacchetto e le porto a casa creando un’invitante tartare, davvero singolare e per nulla scontata! Scopro, dopo tanto tempo, che la suddetta specialità era ben nota ad una cara amica che ora, entusiasta mi commissiona, ad ogni viaggio trentino, un lauto rifornimento. E così grazie alla mia ritrovata e solida forza d’animo, svuoto il negozio affrontando spavalda il montagnoso venditore!
(dedicato a Lella e alla sua golosissima carne salada!)

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UN PO’ DI STORIA:

La sua storia è antichissima, perché conservare la carne di bovino con il sale nasce dalle norme per il transito delle merci varate dal Principe Vescovo Bernardo Clesio.  “Qualunque forestiero condurrà Bestie da Carne da qualunque luogo e condizione si siino eccettuando li Porci non grassi e se vorrà passare fuori dal distretto di Trento, sii obbligatolo o ammazzare la quinta parte di dette Bestie, quali volesse condor vive, e venderle al macello di Trento“.
E’ una carne molto magra, sia perché vengono scelti in partenza i pezzi più magri per produrla, sia perché il grasso viene accuratamente tolto affinché non infici sul prodotto finale, inoltre il suo sapore è ottimo ed è facilmente digeribile.

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Tempo di preparazione: 10 minuti
Tempo di riposo: 1/2 ora

Ingredienti per 3 persone:

200 gr di carne salada
50 gr di Trentingrana semi stagionato
10 gr di capperi
10 gr di olive taggiasche
1 cetriolo
1 gambo di sedano
olio evo
qualche pomodorino cigliegino
qualche foglia di rucola

Tagliare al coltello la carne salada in pezzetti piccoli, tagliare a pezzetti piccoli anche il cetriolo e il gambo di sedano. Riunire in una ciotola tutti gli ingredienti: carne, cetriolo, sedano, olive, capperi. Pepare e mescolare bene. In un coppapasta formare la torretta con la tartare e servire con un filo d’olio evo, una dadolata di pomodorini, rucola e scaglie di Trentingrana

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2 risposte a "Tartare di carne salada, e il montagnoso omone!"

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  1. ciao Alessia, sono tornata dal mare e devo dirti che i tuoi piatti hanno incuriosito e ingolosito le nuove amiche , vicine di ombrellone, che mi hanno promesso di seguirti e copiare i tuoi piatti .Le ultime proposte sono ottime .( non solo al mare.)Buona continuazione. rosatea.

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