Costine d’agnello panate e i polpastrelli bruciati.

Andare a fare la spesa, con calma e senza la classica lista di ciò che serve, ha il suo bel perché! Innanzi tutto, anche se mi scrivo gli ingredienti che mi mancano, torno a casa con almeno trecento cose in più di quelle previste e sicuramente dimenticandone altrettante di quelle annotate. E’ un classico che ho scoperto, comune a tante, perciò mi sono congratulata di essere anormale nello stesso modo. Secondariamente, avere la pacatezza e la tranquillità di girare ogni scaffale e vedere anche ciò di cui non conosco l’esistenza, è un’emozione pressoché impareggiabile. Le scoperte sono tante: sullo scaffale, a livello degli occhi, vengano posti comodamente gli ingredienti più cari e più conosciuti, mentre i meno famosi e molto più economici, sono nell’ultimo scaffale in basso, costringendomi a camminare carponi per tutto il tragitto in quadrupedia. Altresì, è appassionante sfidare la sorte, togliendo tutti i barattoli di yogurt davanti a me, stile giocoliere, per raggiungere l’ultimo in fondo, che avrà di sicuro la scadenza più lunga: è di certo più fresco! Sistematicamente, e oggigiorno direi di default, savia, recupero sempre la confezione che sta dietro, perché quella davanti l’hanno toccata tutti e infine, al bancone della carne, esagitata, scarto e ribaldo dozzine di involucri cercandone uno che faccia al caso mio, io e altre dieci donne con lo stesso obiettivo. Soffermandomi un istante, e perdendo ahimè l’attimo fuggente, mi faccio sfilare da sotto il naso la confezione migliroe, situazione che, nondimeno, mi risulta tutt’altro che sgradita, perché volgo lo sguardo poco più in là, su di un fantastico vassoio di costolette d’agnello dal colore meraviglioso. Annoverandole tra le cose di mia assoluta proprietà, le cucino con croccante crosticina, trasformandole in una prelibatezza arroventata tanto da bruciarmi tutti quanti i polpastrelli. Una ad una vengono sapientemente divorate senza nemmeno sfiorar il piatto, ne esser scalfite da forchetta alcuna!

SUGGERIMENTO:
cucinare il carrè d’agnello tutto interno è sicuramente il modo migliore per gustare delle costine succulenti. Ma anche cucinare le costolette singole è davvero molto semplice. La panatura può essere di diversi tipi: con pangrattato, olio e erbe aromatiche sminuzzate. Con pangrattato, olio e frutta secca mista tipo noci, nocciole, pinoli, mandorle. Con pangrattato, olio e pistacchi, oppure semplicemente spennellando la carne con miele e senape.

CURIOSITÀ:
Il carré, chiamato anche lombata, comprende costole e filetto. Con 2 carré interi, nell’alta cucina si formano “corone” e “guardie d’onore”: un piatto d’effetto, di origine inglese, che si chiama così perché ricorda una doppia fila di spade incrociate.
Le costolette, si ricavano dal carré, tagliando con un coltello a lama pesante fra una costola e l’altra. Devono essere un po’ spesse, non meno di 1 cm, altrimenti la carne in cottura si asciuga troppo. 
Per gustarle davvero, si mangiano con le mani impugnando l’osso, come si faceva un tempo e la crosticina croccante permette di assaporarle giocando sul contrasto tra la carne tenera e l’impanatura croccante:  un peccato soave a cui vale la pena di indulgere.

INGREDIENTI PER 3 PERSONE:
1 kg di costolette d’agnello
2 uova
60 gr di pangrattato
1 rametto di rosmarino
qualche foglia di salvia
1 rametto di timo
20 gr di semi di sesamo
1 cucchiaio di latte
sale e pepe
80 gr di burro

Battere leggermente le costolette tra due fogli di carta da forno, Scaldare una padella molto grande che possa contenerle senza sovrapporle e sciogliere il burro. In una ciotolina, rompere l’uovo, aggiungere il latte, sale e pepe e sbattere. In un’altra tritare finemente le erbe aromatiche e miscelarle con il pan grattato e i semi di sesamo. Passare le costolette prima nell’uovo poi nel pan grattato aromatizzato e trasferirle nella padella con il burro che spumeggia, dorarle per 2-3 minuti per lato. Servire subito…non arriveranno al piatto!

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