Rana pescatrice tra i coralli, e la danza della pulce

In questo grande, oserei dire immenso mondo, mi sento una pulce, invisibile e indifesa, alienata dagli eventi e trasportata da momenti ineluttabili contro i quali non posso lottare. Ma pur microscopica sia la mia esistenza in questo universo, sempre più preziosa e fragile me la ritrovo tra le dita e la governo quotidianamente coccolandola giorno per giorno, anno per anno. Saltello al ritmo incalzante del tempo, sorrido ai piaceri inafferrabili, mi sazio di profumi intensi e sensazioni vive. E mentre zampetto al suono di una danza, a volte gioiosa, a volte irrequieta, i miei pensieri corrono lasciando spesso che là fuori, il mondo, giudichi, si interroghi, e sparli pur senza ritegno. Intanto io lo so, siamo pulci, tutti quanti! Questa mattina osservo esterrefatta la natura che mi circonda, come una novità, un’immagine mai vista. Ammiro la vita con gli animali che seguono il loro istinto, ascolto in religioso silenzio i canti, i suoni, i rumori. La brezza che soffia, il ruscello che canta, le piante che respirano e mi metto a danzare, sgraziatamente come potrebbe fare solo una pulce, felice del tempo che ho, contenta del futuro che sarà. E nella mia mente, proprio oggi, idealizzo e realizzo un piatto, che ha il sapore del vento, il colore della natura e il respiro del tempo.

Piattoranocchio per questa ricetta collabora con UBENA

Rana pescatrice al vapore di the e sale rosa, brodo dashi al the verde, cipollotti al peperoncino e corallo di nero di seppia

Le spezie UBENA utilizzate in questa preparazione sono il sale rosa dell’Himalaya e il peperoncino Amazon

PER LA RANA PESCATRICE:
200 gr di tranci di rana pescatrice fresca
Acqua
foglie di the verde
cestello di bambù
sale rosa dell’Himalaya UBENA

Riempite un contenitore di acqua e lasciatevi macerare le foglie di the per circa 1 ora. Nel frattempo pulite i tranci di rana pescatrice e divideteli in bocconcini eliminando l’osso centrale. Preparate con della carta da forno, il fondo dei cestelli di bambù, posizionatevi i tranci di pesce, cospargeteli di grani grossi di sale rosa dell’Himalaya UBENA e poneteli sulla pentola con acqua e the in ebollizione. Fate cuocere finché i tranci non saranno teneri ma succosi. Ci vorranno circa minuti 10 minuti.

PER I CIPOLLOTTI:
2 cipollotti
1 bicchiere di vino bianco
olio extravergine
1 pezzettino piccolissimo di peperoncino secco amazon UBENA

Pulite e lavate i cipollotti, tagliate le foglie più dure e rovinate e le radici finali. Tagliateli per il senso della lunghezza, in due o in quattro in base alla loro grandezza. Versate un filo di olio extravergine in una padella antiaderente e fate stufare i cipollotti a fuoco basso, aggiungendo nel caso un goccio d’acqua. Quando inizieranno ad appassire, alzate la fiamma e sfumate con il vino bianco, prelevate la punta piccolissima di un peperoncino secco amazon UBENA e aggiungetelo ai cipollotti. Riabbassate la fiamma e fate cuocere finchè non li vedrete morbidi ma ancora compatti.

PER IL BRODO AL THE’ VERDE:
100 ml di dashi
1 cucchiaino di té verde matcha
un pizzico di peperoncino secco amazon UBENA

Il dashi (出汁 o だし) è un leggero e limpido brodo di pesce, indispensabile nella cucina giapponese, usato come base di minestre e come ingrediente liquido di molte preparazioni. La ricetta tipica del dashi è un brodo semplice, fatto facendo bollire l’alga kombu e grattugiando con un apposito utensile, il kezurikatsuo, un tonno secco, affumicato e fermentato, filtrando poi il tutto. Il dashi fresco al giorno d’oggi è raro anche in Giappone, visto che è sempre più diffuso l’utilizzo di quello istantaneo, granulato o liquido, come sostituto.
Ricavate quindi dal granulato 100 ml di brodo nel quale scioglierete il the verde matcha. Scaldate il tutto fino a sfiorare il bollore poi spegnete, aggiungete il peperoncino amazon intero UBENA, lasciate in infusione 3 minuti poi toglietelo e tenete in caldo. Il brodo andrà servito tiepido.

PER IL CORALLO:
80 gr di acqua
30 gr di olio di semi
10 gr di farina
2 gr di nero di seppia

In una bacinella versate l’acqua e l’olio e miscelate leggermente. Aggiungete poco per volta la farina e con una frusta evitate di formare dei grumi e mescolate accuratamente. Aggiungete ora 2 gr di nero di seppia e sempre mescolando ottenete un liquido ben compatto. Scaldate una padella antiaderente benissimo, deve essere rovente. Versate il liquido spruzzandolo con una pompetta e attendete che l’acqua evapori del tutto. Le bolle che si formeranno, scoppiando saranno i buchi del vostro corallo. Quando l’acqua sarà evaporata e vedrete il formarsi del reticolo, spegnete e con una paletta delicatamente recuperate il vostro corallo.

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37 risposte a "Rana pescatrice tra i coralli, e la danza della pulce"

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  1. stasera ci trattiamo bene, mangiamo la rana pescatrice, comunque pure il san pietro è buono. mi scusi un’impertinenza? si grazie, ma 200 gr. di rana pescatrice chi li mangia, non è pochina, siete in tre, forse è solo un’assaggino e la cena è un altra cosa. riscusami l’impertinenza, giuro non lo faccio più, mi sono preso una licenza poetica. ciao buon appetito e buona serata.

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    1. Cosimo ciao! Non scusarti! Sono ben lieta di spiegare! E’ solo un antipasto, un piccolo assaggio per iniziare. La foto magari inganna un pò, ma la scenografia era bella in un piattone cosi grande. Sai, i miei uomini mangiano parecchio, non mi permetterei mai di offrire loro solo una cosina cosi piccina!! ahahah ! Antipasto, secondo, dolce e frutta, il tutto domenica a mezzogiorno…. poi pennichella sotto il sole!

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  2. Già il titolo del post ha i sapori della fantasia e del qui e ora(il presente della pulce nella filosofia del quotidiano. Al che dico: Pulci di tutto il mondo uniamoci … ad Alessia). Nella prima parte sei una narratrice pura che spazia da un capo all’altro del corpo della vita e di te stessa. Brava.

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      1. La seconda trovo che sia più tecnica. Mi interessava e intrigava leggere ciò che pensi e scrivi mentre metti insieme le cose piccole e i mondi di cui fanno parte. Pare sempre che stai per scatenare le forze della natura e che ci sono sempre altre forze telluriche lì lì per scatenare e ampliare gli inizi dei tuoi post.

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      2. Sono i nostri richiami che si agitano in noi e i pensieri cercano come compagni di viaggio di farci entrare nelle cose della vita. A volte siamo esploratori di noi, altre volte buongustai, poi pittori, poeti e grandi viaggiatori pur restando dove siamo. Altre volte ci sentiamo umani e cerchiamo semplicemente il bene che diviene sempre più … merce.

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    1. Ciao Giovanna ! ma certo! copia copia!!! pensa puoi farla “colorata” come vuoi. La mia al nero di seppia sapeva di pesce ovviamente altrimenti la puoi fare rossa alla barbabietola (usa il succo) oppure verde con l’alga spirulina sciolta in acqua… divertiti con i colori!! Grazie mille !

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