Pasta alla Norma, la tradizione che non dorma

E stasera cosa cucino? Siamo quasi a fine mese e dovendo fare i conti con i conti, che non quadrano mai, nessuna spesa, tanto meno quella alimentare, è contemplata, almeno fino all’inizio del prossimo mese, fra qualche giorno. Perciò mi devo sforzare con la fantasia… Accartocciata su me stessa, in un guscio umano protettivo, penso e scribacchio qualcosa su di un foglio bianco, attendendo che qualche idea salti fuori dal misero elenco di ingredienti in mio possesso. La penna dall’inchiostro blu, è ferma, immobile sulla sua punta ad abbozzare una lettera. I pensieri sono tanti, vorrei corressero meno veloci solo per poterne catturare una parte e trascriverla, ho voglia di un bel piatto di pasta, di quel gusto acceso, tradizionale. Che bella deve essere stata la fantasia delle massaie di un tempo, con pochi cibi a disposizione, con parecchie bocche da sfamare, non con grandi preoccupazioni per giungere a fine giornata, e soprattutto difficoltà assai più gravi di oggi. E da quell’arrangiarsi obbligato e da quel vivere povero e sano, sono nati piatti dai fantastici connubi, ricette tradizionali che hanno fatto la storia e rafforzato ancor di più il legame dell’uomo alla terra e alla natura, quale sopravvivenza reciproca. E io sto qui, in attesa di un’idea finché, chinata a strappar erbacce dall’orto per tenerlo in vita, scorgo ortaggi timidi e nascosti che si son fatti spazio e sono già tanto cresciuti, diventando un regalo per me, per la mia cena, per questa pasta alla Norma cucinata come un tempo, perché la fantasia di una volta, ancora e ancora, mai dorma!

LA PASTA ALLA NORMA:
Una pietanza che racchiude i sapori e profumi della terra siciliana. Un piatto gustoso, vegetariano, preparato con ingredienti semplici e genuini.

STORIA:
Siamo nel 1920. Catania, Via Etnea, casa Musco-Pandolfini. Il grande attore catanese Angelo Musco vive presso la sorella Anna, sposata con Giuseppe Pandolfini. La coppia ha due figli, Turi e Janu. Janu è sposato con la signora Saridda D’Urso. All’interno dell’appartamento troviamo riuniti a tavola, c’è anche il  giornalisti Nino Martoglio, e Saridda porta a tavola della pasta con salsa di pomodoro, melanzane fritte, basilico e ricotta salata grattugiata. Ed è proprio quel giorno che Martoglio, poeta e buongustaio, si complimenta con la cuoca esclamando: «Signora Saridda, chista è ‘na vera Norma!» Grazie a questa frase Nino Martoglio viene accreditato del merito di aver battezzato con l’appellativo “alla Norma” la popolare pasta catanese. Probabilmente non fece altro che ripetere un’espressione già coniata in precedenza dal popolo, ma la storia e i personaggi che la compongono sono così affascinanti che la battuta non poteva non passare ai posteri.

TUTTA UN ALTRA STORIA:
La pasta alla Norma catanese: 1831
Secondo altre fonti, si tramanda la storia che la pasta alla Norma catanese sia stata presentata per la prima volta la sera del debutto mondiale dell’opera in due atti “Norma” di Bellini, il 26 dicembre del 1831 al Teatro alla Scala di Milano.  La poesia e l’intreccio di note perfette che si fondono in un connubio di sapori.

SUGGERIMENTO:
le mie melanzane dell’orto sono una varietà lunga e stretta, e senza troppa acqua in eccesso cosi le ho fritte subito dopo averle tagliate. Se trovate melanzane più grosse, dopo averle tagliate, cospargetele di sale e lasciatele trasudare su di un canovaccio, poi tamponatele molto bene prima di tuffarle nell’olio bollente, e fate attenzione agli schizzi!

Ingredienti:
320 gr di pasta (penne rigate, maccheroni, sedani rigati)
400 gr melanzane
700 gr di pomodori freschi tondi da sugo (oppure 500 gr di passata di pomodoro)
150 gr di ricotta salata da grattugiare
2 – 3 cucchiai di olio extravergine
2 spicchi di aglio
basilico fresco
sale
olio per friggere

Lavare, pulire e tagliare le melanzane lunghe in rondelle, poi friggerle in abbondante olio di semi di arachidi fino a vederle dorate e croccanti. Scolarle su di un foglio di carta assorbente. Se userete i pomodori freschi, incideteli, sbollentateli in acqua 10 minuti, passateli al passaverdure o minipimer e ricavate la polpa. Se invece optate per la passata, sciogliere una noce di burro, soffriggere l’aglio in camicia per qualche secondo e il basilico fresco in una casseruola e poi aggiungere e scaldare la salsa.
Cuocere la pasta al dente, scolare e versare direttamente nel sugo di pomodoro, mantecare bene. Distribuire metà delle melanzane nella pasta, girare molto bene poi riempire i piatti e condire con il resto delle melanzane fritte e una generosa grattugiata di ricotta salata.

BELLE LE MELANZANE DEL MIO ORTO!

2 risposte a "Pasta alla Norma, la tradizione che non dorma"

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