Polpette, polpette, polpette è un miracolo se sono arrivate a casa!

Una telefonata inaspettata, una domanda con la risposta scontata.

Ciao mamma, si tutto bene e tu? Ma certo, si, ok, e me lo chiedi??? Arrivo!
Ciao cia cia cia ciaooociao cia cia ciao grazie grazie ciao

Inforco subito le scarpe, la borsa, accendo la macchina e via veloce. Pur vero che per 50 metri in linea d’aria da casa mia a quella di mamma e papà, potevo anche andarci a piedi, ma dovendo fare di corsa, avendo i minuti contati e soprattutto dovendo preservare la fragranza, la croccantezza e il calore di ciò che sto andando a recuperare, più che la mia piccola auto, ci voleva un jet supersonico. Meglio sarebbe stato il teletrasporto. La mamma è già sulla porta, in mano regge stretti due grandi sacchetti di carta e io sto quasi per svenire, sapendo il contenuto speciale che si cela al loro interno. Li acchiappo entrambi, e dopo averle lanciato un sorriso entusiasta di ringraziamento, mi volto e scappo. Nel frattempo odo la sua voce che mi rincorre: mi raccomando! Sono poche, sono piccolissime, sono per mio nipote, e poi per mio genero, e per te… a testa sono davvero pocheeee! Le ultime sillabe le perdo dietro la curva, oramai sono salita in macchina, e sono passati solo pochi istanti quando il dramma ha inizio. Deve essere che la mamma mi conosce bene per avermi ammonito prima in quel modo, penso… Un profumo pazzesco, buonissimo, esageratamente invitante fuoriesce da quei sacchetti, sembra prendere potere, si diffonde in tutta la macchina, satura in breve tempo l’abitacolo e niente, non ci riesco. Allo stop, pochi metri dopo, il primo boccone è sparito in fondo alla mia bocca… E’ più forte di me e il semaforo è pure rosso, cosa posso farci? Un altro boccone se ne va via. Riparto e manca poco a casa, la mano scivola ancora e il terzo sparisce in un istante. Insomma, mentre parcheggio l’auto in casa, vuoi non buttar giù anche il quarto? Cerco le chiavi di casa e invece di affondare la mano nella borsa, è colpa mia se finisce nel sacchetto e afferra il quinto? Con la bocca piena del sesto, cercando di nascondere in qualche modo la mia ingordigia, entro in casa e trovo, a mani conserte, due individui inferociti che attendono il loro malloppo. Sono ancora caldissime! Forza, si mangia, a tavola! Il tempo di scattare due foto di quel che è rimasto e subito capisco che la mamma, per poche, intendeva almeno cinque razioni! Per fortuna, dei miei uomini , quattro di queste sono arrivate a casa, ma la prossima volta faccio il giro lungo…..

SUGGERIMENTO:
La prerogativa di queste polpette è l’utilizzo di carne già cotta e più varietà avete a disposizione più saranno buone! Posso solo dirvi i nomi degli ingredienti ma non la loro quantità, d’altronde le ha cucinate la mamma, non io ! Scherzi a parte, se volete provare a cucinarle voi, dovrete provare tante volte fino a quando individuerete la quantità perfetta per i vostri gusti. A grandi linee per circa 400/500 gr di carne già cotta, ci vanno almeno 2 grosse patate e due o tre uova a seconda della loro grandezza. Ma è solo un ipotesi!!!

LE POLPETTE DELLA MAMMA E DEL NONNO
Come sapete e come vi ho già detto parecchie volte, il mio nonno materno, Severino, era un cuoco fantastico. Faceva tutto lui in casa, ogni cosa, e tutto aveva un sapore incredibile. Era davvero bravo! Ha tramandato alla mia mamma la sua ricetta per le polpette, che a ben guardare non ha nulla di strano nell’elenco degli ingredienti, ma ha nel suo sapore intrinsechi ricordi di spensierata fanciullezza!
Ma un piccolo trucco forse c’è: cercate di non farle proprio tonde tonde, ma dopo averle formate, schiacciatele un pò nel centro tenendole tra il pollice e l’indice, cuoceranno meglio !!

GLI INGREDIENTI
Il nonno era solito preparare le polpette solo dopo aver avanzato, dai pranzi dei giorni precedenti, della carne. Poteva essere di un lesso, oppure di un arrosto, o carne macinata , l’importante è avere carne già cotta. Di maiale, di pollo o tacchino, di vitello o di manzo. Insomma la classica ricetta da riciclo per “non buttar mai via nulla!” Da qui potete capire che le dosi vere non ci sono, si fa tutto ad occhio e si può dire che questo è il loro vero segreto: miscelare gli ingredienti visivamente sapendo quanto aggiungere di questo o quello e sapere quando invece fermarsi, è la vera essenza delle polpette e del loro particolare sapore.

LE POLPETTE
in ogni famiglia di ogni dove troverete sempre la tradizionale e personale ricetta delle polpette! Ogni famiglia ha il suo ingrediente segreto o preferito, ogni nonna, nonno, bisnonno o bisnonna, tramanda la sua e non ci sarà mai quella migliore o quella più vera. Tutte sono in egual modo ECCEZIONALI ! Quando si affondano i denti in una polpetta, subito si sprigionano ricordi di vita passata, ricordi di bambini, ricordi di nonni, ricordi felici e spensierati che aprono il cuore, che danno una sferzata di serenità che non può essere paragonata a nulla al mondo

Ingredienti:
carne già cotta avanzata da arrosti o lesso
(più è varia meglio è)
2 grosse patate (o almeno, in peso poco inferiore alla carne, circa un terzo meno)
2 o 3 uova (iniziate con due poi si vede se si amalgama bene oppure no)
1 cipolla
abbondante pan grattato fine
prezzemolo e aglio
pecorino o parmigiano
olio di semi per friggere


In una pirofila scaldare dell’acqua leggermente salata e portarla a bollore. Lavare pelare e tagliare a dadini le patate tuffandole per 10 minuti nell’acqua. Scolare e schiacciare le patate con una forchetta in una ciotola. In una padella scaldare un filo di olio, tagliare finemente una cipolla e rosolare la carne che avete avanzato, tagliata a pezzetti, per pochi minuti. Non deve cuocere ma solo scaldarsi essendo già cotta. Con una mezzaluna tritare tutta la carne con del prezzemolo e se vi piace, uno spicchio d’aglio. Mettere tutto il trito insieme alle patate. Rompere all’interno della ciotola due uova e sempre con una forchetta cercare di amalgamare molto bene tutti gli ingredienti. Se notate che non si miscelano bene tra loro aggiungere anche l’altro uovo. Regolarsi “a occhio” e provare l’impasto per capire se manca del sale. Usando carne già cotta, potrebbe già essere saporito. A questo punto si può aggiungere del parmigiano o del pecorino, sempre se piace, altrimenti si può tranquillamente farne a meno. Con un cucchiaio prelevare delle piccole quantità di composto, e formare delle palline nel palmo della mano. Preparare un vassoio e un piatto con del pane grattato (anche questo lo preparava sempre in casa il nonno con il pane secco tritandolo finissimo) e farle rotolare al suo interno, poi posizionare le polpette ben impannate sul vassoio. Friggere le polpette poche per volta in abbondante olio di semi e servirle caldissime.

LO SAPEVATE CHE:
il giorno dopo, anche fredde, queste polpette sono squisite!?! E’ vero !!!



5 risposte a "Polpette, polpette, polpette è un miracolo se sono arrivate a casa!"

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  1. Alla fine di leggerti, non c’è altro che invidia che io abbia tua madre così vicina e che tu possa avere accesso alla sua ricetta. Il polpette è uno dei miei piatti preferiti della cucina italiana. In Venezuela avevo amici italiani che li preparavano al meglio. Qui in Cile sono orfano di quel tipo di buoni amici. Le ricette della cucina tradizionale sono le più squisite che ci possano essere e il loro sapore è difficile da abbinare. La verità è che mi è piaciuta la tua esperienza e, come dici tu, proverò fino a ottenere qualcosa di simile. Una serata felice Alessia.

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  2. Il tuo racconto stimola il ” FAI DA TE IN CUCINA ” così che , in tempo di covid che dobbiamo stare in casa più spesso, mettiamo a prova la nostra fantasia nel mescolare vari ingredienti e dar loro gusti diversi a nostro piacimento . Questa ricetta , se pur si può chiamare della cucina povera, è molto stimolante . Se ne conosci altre proponile ,saranno bene accette e copiate sicuramente .Buona giornata e buon lavoro.

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    1. Ciao Rosatea!! Ma grazie! Ero certa che tu avresti apprezzato molto ! E sono sicura che anche tu spesso proponi sulla tua tavola queste ricette che tu definisci della cucina povera ma che a mio parere sono ricchissime di fantasia, amore, gusto e bontà!!! Ciao a presto! Grazie del commento!

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