Perle di cotechino a quaranta gradi all’ombra!

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Il cielo terso dei giorni scorsi aveva intrappolato sulla pelle la voglia e la speranza che la primavera fosse finalmente arrivata, considerando soprattutto il fatto, che mancano pochi giorni a celebrare il solstizio d’estate! Presto mi sono dovuta ricredere e velocemente ho ritrovato ben riposti nell’armadio, lavati e profumati, i miei golfini e maglioncini. Esplorando con il naso all’insù quello stesso cielo, diventato ora plumbeo e carico di pioggia, li ho indossati nuovamente con malinconia e insoddisfazione. Per di più, oggi, con mio grande stupore, come se ne fossi completamente all’oscuro, in un angolo del frigorifero, rivedo un cotechino ben sigillato (una golosità senza eguali comprato al Salumificio Gini ) che senza ombra di dubbio non scade il prossimo Natale e che pressantemente, mi sollecita a cucinarlo. Devo essere sincera, il pensiero del clima mite e primaverile, e praticamente oramai estivo, non attira nella mia mente nessuna ricetta plausibile e anche se mi sforzo ottengo solo la visione di un caldo, opprimente e cocente cotechino con lenticchie e purè. Normalmente apprezzatissimo in inverno e gustato con delicata ingordigia da quanto è buono, in questi giorni, nonostante la breve fresca pausa meteorologica, diviene repentinamente davvero fuori luogo. Ma non mi perdo d’animo e siccome la voglia di mangiare questa specialità è tanta, decido di cercare idee su libri, giornali e internet finché mi esce in un’idea davvero molto particolare, una strana versione “primaverile”. Eccola qui, contenta di darvi un suggerimento per poter assaporare il cotechino anche con 40° all’ombra!

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Ingredienti per 3 persone:

300 g cotechino fresco
100 g farina di grano saraceno
100 g di farina 00
80 g lenticchie secche ammollate
1 bicchierino di grappa
1 bicchierino di birra
1 bicchierino d’acqua frizzante
1 pizzico di lievito in polvere per ricette salate
3 tomini
olio di semi di arachide
sale e pepe

Mettete a bagno le lenticchie la sera prima poi lessatele senza aggiungere nessun aroma, solo sale e pepe. Amalgamate le farine e il lievito con un pizzico di sale e pepe, aggiungete la birra e la grappa e iniziate a mescolare, aggiungete ora l’acqua poco per volta in modo da diluire la pastella, che non dovrà essere né troppo liquida né troppo dura, ma fluida e liscia; sigillate la ciotola con la pellicola e fate lievitare, a temperatura ambiente. Portate a calore un pentola antiaderente e ammorbidite i tomini, sulla parte della crosta, per 1-2’, finché non saranno parzialmente sciolti all’interno. Fate bollire il cotechino e quando sarà pronto affettatelo in fette spesse un paio di centimetri, poi tagliate ogni fetta in cubetti regolari. Scaldate abbondante olio di semi di arachide in una casseruola dai bordi alti. Tuffate i cubi di cotechino nella pastella, poi aiutandovi con un cucchiaio prelevateli con un po’ di pastella e friggeteli via via immergendoli nell’olio bollente per 2’. Scolateli e passatali nella carta assorbente. Servite le perle di cotechino su del songino o del cicorino fresco, con qualche lenticchia e il tomino caldo!

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2 risposte a "Perle di cotechino a quaranta gradi all’ombra!"

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  1. cara alessia,leggendo il tuo racconto mi hai fatto venire il dubbio che il mormorio che sento quando scendo in taverna possono essere i 2 cotechini che aspettano ,da natale, di essere cucinati e si chiedono se aspettare ancora o avviarsi verso la spazzatura ,con il tuo suggerimento domani li tranquillizzerò e tra qualche giorno saranno la delizia del palato di tutta la famiglia,grazie e buona serata .rosatea

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