Elicoidali cremosi… di una in tre, cosa me ne faccio?

Venerdì, giornata strampalata, di quelle che mi sento già il fine settimana sotto braccio, ma quando guardo entusiasta l’orologio, sono solo le otto di mattina, e devo lavorare ancora tutto il giorno! Per di più, è quasi la fine del mese, e da ottima massaia, sto raschiando il fondo del barile, pardon della dispensa, per racimolare tutto ciò che rimane, misteriosamente, infilato in qualche scaffale o cassetto del freezer. Eppure lo avevo comperato per cucinare qualcosa, per quale arcano motivo è ancora lì? In questi giorni poi, ansia e frustrazione mi assalgono all’unisono, devo dimostrare a tutti che, se dipano la matassa, sono davvero in gamba, ma soprattutto devo sostenere la mia ferrea posizione di detentrice unica della carta di credito per la spesa, nessuno deve osare sforare dal massimo mensile che mi sono consentita. Ma il groviglio è, purtroppo, di ben poco conto: una zucchina che ha raggiunto un livello di mummificazione tale da poter essere messa nel suo sarcofago all’istante, uno pezzetto di formaggio, pieno di buchi che, cannibalizzandosi, si è auto-mangiato e una foglia sola di insalata, dal colore irriconoscibile, che vaga persa nel frigo senza sapere perché è lì e chi ce l’ha messa! Ma aprendo il freezer, con un opprimente nodo alla gola, ecco materializzarsi un pacchetto contenente… una sogliola! Il nodo si fa stretto: una in tre, cosa me ne faccio? Mi appello alla suprema corte, alla mia capacità di riflessione e la mia elevata fantasia, promettendo ai miei uomini che, da una sola sogliola ne uscirà una badiale scorpacciata!

SUGGERIMENTO:
è vero che per noi italiani è davvero facile inventarsi un piatto, basta avere sempre a disposizione della pasta! Siamo capaci di creare sughi con le quattro cose che abbiamo a disposizione e siamo capaci di servire un piatto sostanzioso a una serie infinita di persone, solo con degli spaghetti. Provate a pensare come è semplice aglio, olio e peperoncino? Oppure pomodoro e briciole di pane croccante? Due maccheroni con zucchine e panna?

CURIOSITÀ:
E’ certo che a portare in Sicilia l’usanza di cucinare pasta secca sono stati gli Arabi. Una delle prime testimonianze scritte risale infatti a una sorta di “guida turistica” arabo-siciliana del 1154 e una versione della pasta potrebbe essere stata mangiata dai Greci già nel 1 secolo d. C.
Già tra il 1200 e il 1300 a Genova si produceva pasta secca in grandi quantità, mentre a Napoli il passaggio della pasta ad alimento popolare avvenne solo alla fine del 1500, quando cominciò a essere venduta nei chioschi lungo le strade, e mangiata con le mani, liscia o condita con il formaggio. Oggi secondo alcune stime esisterebbero ben 350 forme e tipi di pasta.

Ma sapreste riconoscere la migliore pasta dall’etichetta? Ecco alcune dritte.
Sono almeno 3 i parametri da tenere in considerazione per una pasta di qualità. Il primo è la quantità di proteine: non tutti gli italiani lo sanno che per legge ci devono essere un minimo di 11,5 g di proteine per 100 gr di prodotto nella pasta a grano duro. Quando sull’etichetta si trova un valore di proteine alto, tipo 14,5 gr vuol dire che è un’ottima semola. Il secondo elemento è la trafilatura: quella migliore è realizzata con trafile in bronzo. Poi c’è la temperatura del ciclo di essiccazione, che però non è riportata in etichetta ma è una caratteristica importante, perché da essa dipendono le caratteristiche fisiche e quelle nutrizionali della pasta. Molto dice poi l’acqua di cottura: più è limpida (calcare a parte), meno amido e proteine ha perso la pasta durante il processo di cottura.

Ingredienti per 3 persone:
350 gr di elicoidali RUMMO proteine 14,5 g x 100 gr
2 sogliole medie o 1 grande (meglio se filetti già puliti)
20 pomodorini ciliegia
2 cucchiai pieni di panna da cucina vegetale
1 pizzico di curry
1 pizzico di aneto in foglie secche
pane raffermo
olio extra vergine d’oliva
sale

Ho considerato le quantità per un piatto unico.
Portare ad ebollizione dell’acqua leggermente salata, tuffarvi la pasta poco prima del bollore e portare la cottura al dente. Nel frattempo, in una ampia padella scaldare l’olio, tagliare in 4 i pomodorini lavati e asciugati, e farli saltare a fuoco vivace. Tagliare la polpa della sogliola in pezzi grossolani e metterli nella padella coi pomodorini facendola dorare. Abbassare la fiamma e aggiungere i cucchiai di panna allungati con pochissima acqua di cottura e un pizzico di curry, amalgamare velocemente il tutto e spegnere il fuoco. Tagliare a pezzettini irregolari il pane raffermo, miscelarlo con curry, aneto, sale e olio extra vergine, accendere il forno e gratinarlo leggermente. Quando la pasta sarà al dente, scolarla e metterla nella padella col sugo, accendere a fiamma vivace, mantecarla. Servirla nei piatti con una spruzzata di pane saporito croccante e altro aneto o curry a piacere!


7 risposte a "Elicoidali cremosi… di una in tre, cosa me ne faccio?"

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    1. Grazie cara buona giornata anche a te! Anche io evito nel modo più assoluto di sprecare cibo, purtroppo a volte mi arrabbio quando compero la verdura e già il giorno dopo trovo la muffa… è chiaramente verdura tenuta in cella e poi spacciata x fresca… quando mi succede mi spiace talmente tanto….

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      1. Sai rimango altrettanto basita anche quando al contrario compero per esempio una mela talmente bella liscia grossa che mi spiace quasi mangiarla x non rovinarla, la “dimentico” e dopo quindici giorni è sempre bella liscia grossa 😱 … sinceramente mi dispiace anche in questo caso! 😳🤔

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