Trota, burro e salvia e si salvi chi può (1 parte)

Ci sono giorni che trascorrono senza troppi scossoni, altri insipidi e privi di significato, altri ancora deliziosamente sereni. Alcuni scivolano via senza bisogno di arrovellarsi per trovare risposte, che arrivano da sole in una sorta di illuminazione improvvisa. Infine capitano giorni dove, coincidenze sfortunate, alchimie negative e gesti inconsapevoli si intersecano e si mescolano come in una catena senza fine, procurando ingenui incidenti di percorso che mi fanno credere di essermi alzata col piede sbagliato. Che poi questa cosa del piede non la capisco, dormendo sempre dalla stessa parte dell’alcova matrimoniale sono costretta, quando mi alzo, a poggiare sempre e solo per primo il piede destro, altrimenti rischio di aggrovigliarmi su me stessa, visto anche le ridottissime capacità motorie della mattina. Il sinistro mi farebbe fare una torsione a dir poco rocambolesca, che già mi capita di cadere da sdraiata, figuriamoci così. Ragion per cui, mi chiedo quale sarebbe il mio piede sbagliato? “Ovviamente il sinistro“, mi dico illuminata da tanta intelligenza… Ad ogni modo, oggi è una di quelle giornate con piccole cose concatenate una all’altra, che sono arrivata a sera, disperata e con l’incubo di non toccare più nulla per non fare disastri. Ma ora veniamo, nello specifico, ad elencare le mie piccole disavventure odierne: inizio con l’invertire i soliti gesti mattutini, (oltre al piede sinistro che mi fa capitombolare a terra), mettendomi prima la crema sul viso e dopo le lenti a contatto, con il risultato che gli occhi iniziano a bruciare con fuoco e fiamme da li alle successive quattro ore. Poi, intanto che aspetto assonnata il bollore del latte, decido di riempire la zuccheriera, oramai vuota, ma non rendendomi conto della forza ciclopica che si è impossessata tutta d’un tratto di me, strappo maldestramente la carta del pacchetto di zucchero, distribuendone un generoso quintale sul pavimento… …… (continua)
Intanto, per ora, prepariamo il piattino di questa sera che, per evitare terribili disastri, è di una semplicità pazzesca! Felice di portare in tavola questa meravigliosa trota, ricevo complimenti e mugolii di piacere mentre le bocche piene mi sorridono soddisfatte, dimenticando tutte le disavventure e cancellandole con un battito di forchetta!
E ora, andiamo… e si salvi chi può!

SUGGERIMENTO:
Questo tipo di pesce è eccellente e molto gustoso e ci sono diversi modi per portarlo a tavola: alla griglia, in padella o al forno, il suo gusto si abbina a una leggera doratura superficiale che rende la pietanza veramente golosa. Per chi vuole una versione più salubre, la trota salmonata è ottima anche al vapore o al cartoccio

ROMANTICISMO:
fin da bambina ho sempre pensato che la trota salmonata fosse così, per via dell’incrocio amoroso con un grosso e possente salmone, che trasportato da tanto amore, risaliva i fiumi controcorrente, per raggiungere nel lago di montagna la sinuosa e bella trota e, finalmente innamorati, si sposassero avendo tante belle trotine salmonate!
Invece il salmone non c’entra un bel niente…. che delusione.
Sotto vi spiegherò come mi è crollato il mio castello da fiaba mentre facevo ricerche in internet…

LA TROTA SALMONATA
Erroneamente, si può ritenere la cosiddetta trota salmonata una specie a sé. Questa particolare colorazione delle carni, tendente all’arancione e simile appunto a quella del salmone, dipende semplicemente dall’alimentazione seguita dalle trote. In natura gli esemplari possono assumere questa tinta nutrendosi di crostacei contenenti astaxantina, il principale carotenoide responsabile della salmonatura. Nell’allevamento, questa peculiarità è ricercata e riprodotta inserendo nei mangimi delle trote iridee farine di gambero o altri ingredienti specifici del tutto naturali.

LA TROTA:
Sebbene parlando di pesce si preferisce sempre quello di mare, ci sono alcune buone ragioni per rivalutare la trota, pesce d’acqua dolce, considerata erroneamente un pesce di serie B. Sul piano nutrizionale le carni della trota, pur essendo mediamente ricche di grassi, presentano un ottimo contenuto di Omega 3 e sono povero di colestorelo. Apportano il 20% di proteine e sono presenti minerali come lo zinco, il ferro, il fosfolo e lo iodio. Nel complesso, le qualità nutrizionali e la digeribilità di questo pesce lo rendono adatto a tutte le fasce di consumatori, comprese quelle più sensibili come i bambini, gli anziani e le donne incinte.

ATTENZIONE:
nonostante i filetti di trota salmonata sono venduti già puliti, spesso e volentieri, lungo tutto il filetto, si nascondono una fila vicina di lunghe spine. Per essere certi, potete tastare coi polpastrelli tutto il filetto e dove sentirete la prima spina, spingete con forza lasciando quasi libere tutte le “teste” delle spine in fila, poi con una pinzetta alimentare, toglietele una ad una.

Ingredienti per una persona:
1 filetto di trota salmonata
una noce di burro
una decina di piccole foglie di salvia
sale

Per accompagnare:
polenta fritta

Pulire accuratamente il filetto di trota salmonata che presenta sempre (non ho ancora trovato un filetto senza!) alcune spine lungo un lato. Con una pinzetta rimuovetele tutte. Lavare e asciugare molto bene il filetto di trota. In una ampia padella fate sciogliere a fuoco lento la noce di burro con qualche foglia di salvia e quando inizia a spumeggiare adagiatevi la trota salmonata dalla parte della polpa. Cuocere per circa 5-6 minuti poi aiutandovi con una paletta rivoltate la trota e alzate un pochino la fiamma. Appena vedrete la pelle croccante, ci vorranno altri 5 minuti, la trota è pronta. Servitela caldissima su di un piatto decorando con foglioline di salvia fresca e qualche cucchiaio di burro fuso.
Per accompagnare è simpatica l’idea della polenta fritta: esistono in commercio panetti già pronti di polenta gialla di mais. Affettateli e ricavare delle strisce che farete semplicemente friggere in olio di semi.

15 risposte a "Trota, burro e salvia e si salvi chi può (1 parte)"

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  1. La introducción a tu cocina es una especie de receta infantable para empezar la lectura. Las idas y venidas para levantarte, llenan ese espacio que uno quisiera tener (con el pie derecho o izquierdo) para hacer más llevadera la vida. Es como penetrar en tu intimidad cotidiana antes de verte luchando con tus utensilios de cocina. Me encanta como nos envuelves con tus frases que a veces son similares a versos salidos de un corazón lleno del romance culinario. No he tenido oportunidad de probar la trucha pero, por lo visto, sería un menú genial. Un gran abrazo Allesia. Eres todo un encanto de escritora una chef brillante. Tus fotos, formidables como siempre, hacen el resto.

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