Cena aperitivo, il faro Voltiano e il latte alle ginocchia

A volte si cercano mete lontane, si sognano fine settimana distanti dalla frenesia quotidiana, si trascorrono in auto ore e ore per raggiungere luoghi indeterminati, purché possano consentire una piacevole scampagnata fuori porta. Normalmente ci si ritrova poi tutti in fila a cercare un parcheggio, ad accaparrarsi un ritaglio di prato dove potersi sedere, o di spiaggia per potersi sdraiare. Poi ci sono io, che abito a pochissimi chilometri da un luogo magico, che fa parte della mia vita da sempre, nel quale passo di corsa con le borse della spesa, mentre guardo distrattamente i bellissimi monumenti, e dove i miei occhi, pur conoscendone le bellezze infinite, non sono ancora capaci di riconoscerlo come un luogo fantastico, nel quale tantissimi turisti accorrono a frotte. Bellezze inenarrabili, delicata eleganza, panorami mozzafiato che paiono quadri di valore inestimabile, scorci pennellati da famosi pittori e storia che trasuda da ogni angolo, sasso, strada. Oggi, complice una giornata speciale, mi ritrovo turista nel mio paese, mi sento elettrizzata scattando mille foto emozionate e mi meraviglio del cielo, del sole, del latte alle ginocchia che mi sale fin sullo stomaco e mi blocca, tremante, davanti a tanta bellezza. Salgo, col fiato sospeso, col respiro bloccato a mezza gola e il cuore che impazza, ma salgo perché fin lassù non c’ero mai stata e, in fondo è un modo per vincere le mie manie, le mie paure affiorate con l’età. E una volta in alto, il respiro si incastra nella pelle, gli occhi si riempiono di un panorama infinito, valli profonde, verde vivo, acqua intensa del lago. Tornata a casa, nemmeno la fame mi assale, sono sazia di magia, di pensieri addomesticati, di incanto a perdita d’occhio. L’unica cosa che riesco a mettere sul tavolo, sono piccole focaccine, travestite da panini, impastate alla bell’e meglio con gli occhi velati di felicità.

IL FARO VOLTIANO:
Il faro voltiano è stato eretto nel 1927 così come il Tempio Voltiano,  in occasione del centenario della morte di Volta e per celebrare il recente avvento di una moderna rete per l’illuminazione e per la diffusione della corrente elettrica nella città di Como. Il progettista del faro è l’ingegner Gabriele Giussani. La torre, con base ottagonale,  ha un’altezza di 29 metri e all’interno dispone di una  scala a chiocciola di 143 gradini che porta sino alla sommità. Ogni notte il faro proietta una luce tricolore in cui si alternano bianco, rosso e verde, visibili sino a 40 km di distanza; dalla cima è possibile ammirare la zona di Como, del primo bacino del Lago di Como e spaziare fino a vedere il panorama dove si abbracciano zone che vanno dall’arco Alpino, al Piemonte, alla Liguria, e l’occhio si estende sino a Milano dove, in giornate particolarmente limpide, si vede il Pirellone. Nella notte, la luce del faro voltiano è visibile sino a cinquanta chilometri di distanza. Dall’area di montagna sopra Brunate, soprannominata anche Balcone sulle Alpi, partono numerosi sentieri per escursioni piacevoli ed indimenticabili, attraverso il bosco che, seguendo il facile crinale che costeggia il lago, offre viste e scorci unici dall’alto, sconfinando con gli occhi nella vicina Svizzera. Proprio la vicinanza con la Svizzera ha generato un aneddoto, senza basi provate, di un curiosissimo “caso diplomatico” che sarebbe stato oggetto di disputa tra le avvocature dello stato italiano e quello svizzero a causa di un lamentato “sconfinamento” del fascio luminoso proiettato dal faro nel territorio elvetico. In attesa della definizione di questo contenzioso si dice che il faro fu tenuto spento per un lungo periodo di tempo. Qualunque sia la verità, oggi il fascio luminoso bianco, rosso e verde è pienamente operante.

SUGGERIMENTO:
quando non avete tempo, una cena si può anche imbastire mettendo su di un tagliere ciò che normalmente abbiamo in casa: del formaggio o degli affettati, delle verdure croccanti in pinzimonio. Il tagliere messo in mezzo al tavolo, diventa un bel modo di condividere con i commensali un momento di felicità, dal quale ognuno può attingere ciò che preferisce.
Se riuscite, panini fatti da voi, o queste finte tigelle fatte velocemente daranno un tocco che piacerà molto ai vostri ospiti, soprattutto se preparate imbottite di diversi ingredienti.

LO SAPEVATE CHE:
queste mie finte focaccine, non rispecchiano perfettamente ciò che volevo cucinare, ossia le tigelle, ma ero molto di corsa e il risultato è comunque venuto sfizioso e delizioso. Per le tigelle vere bisognerebbe possedere la tigelliera, una sorta di fornelletto elettrico, bisogna poi usare lo strutto e farle lievitare almeno 2 ore.

Ingredienti:
500 g di farina
20 g di lievito di birra
30 g di olio
120 ml di acqua
120 ml di latte
10 g di sale fino
1 cucchiaio di sale grosso

Impastare a mano la farina con i 20 g di lievito di birra, sciolti in pochissima acqua tiepida, il sale fino, il latte e l’acqua. Ottenere un impasto omogeneo, metterlo all’interno di una ciotola da coprire con un panno. Intanto preparare il tagliere con affettato a piacere: prosciutto cotto, crudo, coppa, salame di diverso tipo, formaggi misti stagionati e freschi, verdura croccante come carote, sedano, cetrioli, pomodori, olive, chips di verdure. Riprendere l’impasto e stendere il panetto sul piano di lavoro ad uno spessore di circa mezzo centimetro. Con uno stampino tipo coppapasta , io ho usato un bicchiere, ricavare delle forme circolari di circa 8 cm. Spennellare di acqua e olio la superficie, riscaldare un’ampia padella, disporre le forme e cuocerle circa 5-6 minuti per lato. Oppure in forno a 180° per 10/15 minuti o fino a quando saranno leggermente dorate.

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20 risposte a "Cena aperitivo, il faro Voltiano e il latte alle ginocchia"

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  1. hai condensato in un solo brano tante idee e proposte che condivido.
    Prima fra tutte il guardare intorno a sè con occhi diversi in modo da fare dei luoghi vicini e apparentemente noti la “meta” di una gita.
    Poi il fascino del faro, sia per la sua struttura interna, quella scala a chiocciola che bella, sia per la luce che proietta intorno e questo faro in particolare trasforma in mare un pezzo di pianura padana!
    e poi lo stuzzicante pasto frugale che proponi e illustri.
    tutto bello!
    ml

    Piace a 1 persona

    1. Grazie!!! Eilà che bello sentirti ! Sinceramente avrei voluto scrivere molto di più, soprattutto descrivere il panorama incantevole che c’era da lassù, il verde incredibile intorno a Como, che ci lamentiamo sempre sia così poco invece era a perdita d’occhio, colline completamente ricoperte di rigoglioso bosco…. insomma farò un altro post perchè così è troppo poco! Grazie ancora per il commento!

      Piace a 1 persona

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