Vellutata di finocchi, il mio cibo confortevole, sola ma condivido!

Non riesco ad uscire da questo circolo vizioso, ma più che un circolo, direi direttamente un punto fermo! La testa è pesante, infilata a forza in una boccia per i pesci rossi, compresa di acqua che gorgheggia e ondeggia nelle orecchie, e di pesci rossi, appunto, che nuotano intorno alle mie pupille. In fondo sono gli unici miei interlocutori, in questo stato brado, selvatico, rozzo e poco piacevole in cui mi trovo, con la mia influenza che da anni ormai, non ricordavo più come fosse fatta. Disperatamente emetto suoni sordi, afoni e apro ritmicamente la bocca e le branchie, in un forsennato e attanagliato movimento, in cerca di quel filo trasparente di respiro che non sale. Tutto è ovattato e tormentoso e quando ingoio, tossisco. Qui parte il circolo vizioso, dal fondo del mio sterno arriva impietosa la tosse, che incalza, si divincola e sale; tossisco, mi dipano, e più voglio smettere e più tossisco, sudo, mi contorco tutta, tossisco… “devo respirare almeno un secondo!” – penso con gli occhi strabuzzanti e le labbra ormai viola – ma ciò che si presenta è sempre e solo la tosse senza fiato; mi dibatto stancamente, mi affloscio e attendo. Da ogni dove consigli e trucchi, stregonerie e magie, pillole e erbe miracolose, che sortiscono in me ancor più dubbi e incertezze quand’anche la tosse, ribellandosi, si incattivisce resistendo ad ogni cura per dispetto, compattandosi e agendo vilmente contro di me, e fiera si riproduce sempre più forte e maligna. Sfinita e provata, decido almeno di mangiare qualcosa di morbido, vellutante, che mi si attacchi alle pareti della gola e porti via la tosse ricacciandola giù da dove viene. La mia vellutata di finocchi è meravigliosa, rinfrescante, deliziosa e sapida al punto giusto. Non la condivido, è tutta per me, se qualcuno lo desidera, condivido la tosse, quella si, tutta, volentieri, all’istante!

SUGGERIMENTO:
in questa mia vellutata ho deciso di non mettere null’altro che finocchi e patate, tralasciando cipolla e brodo. La mia scelta è perchè volevo una crema “pura” che sapesse di finocchio e più semplice possibile. Il gusto extra, la sapidità vengono poi soddisfatte pienamente con le olive taggiasche e i pomodorini secchi!

VELLUTATA DETOX?
questa vellutata fornisce un equilibrato apporto di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti. Nello stesso tempo, essendo ricca di acqua, aiuta a idratare il corpo favorendo l’eliminazione delle tossine in eccesso.

IL FINOCCHIO
Le proprietà del finocchio sono quelle di essere povero di grassi, ricco di fibre, di sali minerali (in particolare potassio, calcio e fosforo), di vitamine (A, B e C). E’ un ottimo disintossicante sia epatico, perché libera le tossine accumulate, sia a livello gastrico; meravigliose le sue proprietà antigonfiore che riducono i disturbi a livello digestivo e intestinale. Per questo motivo il loro consumo appare un ottimo consiglio nelle diete alimentari, che non può fermarsi ad un utilizzo crudo.

MAI BUTTARE NULLA!
un’altra particolarità che mi fa adorare questa vellutata è quella che si usano tutte le parti del finocchio. Generalmente le parti esterne dure e le parti superiori del finocchio vengono buttate perché filose. In questo caso, invece, non si butta niente: si utilizzano anche gli “scarti” , peraltro gustosissimi e ricchi di sali minerali e preziose vitamine.

L’IDEA NATA DAGLI SCARTI DI UN’ALTRA RICETTA
Ecco che ieri sera mio marito desiderava i finocchi gratinati, cosi, seguendo la mia ricetta qui glieli ho preparati a regola d’arte, ma avevo una ciotola piena di scarti, gambi, ciuffi, parti esterne. Dopo aver controllato bene le parti più rovinate e segnate (ben poche per il vero) ho deciso di preparare la vellutata recuperando tutti gli scarti e il risultato è stato più che soddisfacente!

Ingredienti per due persone:

2 finocchi medi o gli scarti di 4 finocchi
1 patata bianca grande
4 pomodorini secchi sottolio
una decina di olive taggiasche
olio d’oliva
sale
pepe nero
acqua

in un tegame capiente far scaldare un filo d’olio extravergine. Lavare e tagliare a pezzi i finocchi senza eliminare nulla o recuperare gli scarti di 4 finocchi lavandoli accuratamente ed eliminando solo le parti rovinate. Far saltare a fuoco vivo i finocchi salando leggermente, aggiungere anche la patata tagliata a pezzi. Lasciar cuocere per 10 minuti a fuoco moderato aggiungendo poco per volta qualche mestolo di acqua calda ogni volta che i le verdure si asciugano. Abbassare la fiamma e coprire il tegame lasciando cuocere per almeno 20 minuti. Le verdure non devono essere a bagno nell’acqua perchè altrimenti il risultato sarebbe quello di verdure bollite. Devono consumarsi e cuocere lentamente. Nel frattempo prendere i pomodori secchi e le olive taggiasche e scaldarli a fiamma alta, in un tegamino senza condimento alcuno, fino a renderli quasi croccanti, ma senza bruciarli, ci vorranno un paio di minuti. Quando i finocchi e le patate sono morbidi, trasferirli nel boccale del minipimer, aggiungere un pizzico di sale e pepe, un filo di olio e frullare fino ad ottenere una consistenza vellutata e priva di grumi. Riportare sul fuoco la crema e farla leggermente addensare. Servire la vellutata in ciotole con del finocchietto selvatico o qualche ciuffetto verde del finocchio, le olive, i pomodori secchi, una grattata di pepe nero e un filo d’olio.

21 risposte a "Vellutata di finocchi, il mio cibo confortevole, sola ma condivido!"

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  1. Oh ma che bella ricetta! Proprio ieri sera ho fatto la classica minestrina aggiungendo il finocchio. In casa mia l’influenza ha fatto man bassa. Coraggio, non posso condividere la tua tosse dato che ho già dato 😜 ma soltanto un cucchiaio virtuale della tua vellutata 😉

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  2. Bravissima, quando non si sta bene è ancora più bello viziarsi con un pasto gustoso!
    La gusterò da sola pure io, visto che al mio compagno i finocchi piacciono solo crudi…
    Io del finocchio non scarto nulla, ho sempre visto farlo ma è bastato provare una volta ad utilizzarlo interamente e non ho più smesso! Basta, se proprio si è sensibili, affettare un po’ più sottilmente le parti meno tenere. Io non noto particolari differenze, sono proprio un’insensibile… hahahahaaha… 😜

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