La Pastiera napoletana, Rosi tu si doc comm e a pastier !

Dire Pastiera è dire Napoli. Dolce tipico, dal sapore inconfondibile, inimitabile, con ingredienti freschi come la buonissima ricotta, il grano cotto nel latte, i canditi, la cannella. Ma potevo farla io senza interpellare Rosi, che Napoli le scorre nel sangue? Impossibile e così, ecco qui la pastiera, quella “sua”, quella senza trucchi, senza mezzi termini.

GRAZIE ROSARIA, sei sempre la mia certezza in cucina!

La pastiera napoletana è un dolce che si conserva a lungo. Basta considerare che la tradizione vuole che venga preparata il giovedì santo, per essere consumata solo dal giorno di Pasqua in poi. In questo modo i sapori si armonizzeranno meglio e il dolce sarà molto più ricco e gustoso.

STORIA:
Secondo la leggenda fu creata dalla sirena Partenope, al tempo delle celebrazioni pagane. Fonti più attendibili richiamano l’uso di celebrare la dea Cerere con le uova, integrate poi nella tradizione cristiana come simbologia della rinascita. La pastiera risale ad ogni modo, al Cinquecento soprattutto nella zona di San Gregorio Armeno grazie alla manualità in cucina di varie religiose.

La ricetta della pastiera napoletana è originaria della Campania, ma è ormai abbastanza comune trovarla in tutta Italia, nei pranzi e nelle colazioni pasquali affiancata alla tradizionale colomba o al casatiello, torta salata rustica sempre di origine partenopea.

Ci sono versioni che prevedono l’uso di un liquore e non della cannella. Il liquore è lo Strega, a base di erbe prodotto dal 1860 dalla Strega Alberti di Benevento.

Ingredienti:
500 g di ricotta freschissima
500 g di grano cotto
400 g di zucchero
6 uova intere fresche a temperatura ambiente
1 scorza di limone
1 bustina di vanillina
50 g di canditi
1 fialetta millefiori o fior d’arancio
1 cucchiaino di cannella
200 ml circa di latte
un pezzetto di burro o strutto
pasta frolla per le strisce

Nella versione di Rosaria, la pasta frolla non serve per il guscio come in una classica crostata, ma solo per incrociare le strisce sopra e decorarla. Quindi preparatene pochissima oppure usate quella pronta. Se volete potete mettere solo il disco sotto, sottile, come base. Cuocere il grano con un pezzetto di burro, in alcune versioni è sostituito dallo strutto, il latte e un cucchiaino di zucchero per circa 15 minuti. Quando è ancora caldo frullarne 3/4 ma lasciare il resto intero. Il grano si deve sentire. Farlo raffreddare completamente.

Nel frattempo mettere a scolare la ricotta fresca poi passarla al setaccio e incorporare lo zucchero molto bene. Per la pastiera napoletana potrete decidere di utilizzare la ricotta di mucca, di pecora o mista. In un’altra ciotola unire le uova, un pizzico di sale, e montarle moltissimo fino ad ottenere una crema spumosissima. Si possono anche utilizzare 3 uova intere e 3 tuorli.

Unire la ricotta, al grano e per ultime le uova, mescolare accuratamente, aggiungere gli aromi e i canditi.

La pastiera viene cotta nella teglia di alluminio, in assenza si possono usare le usa e getta. Versarci la crema, (se decidete di mettere il disco di pasta sotto ritagliate la frolla della misura esatta) livellare bene e incrociare delle belle strisce di pasta frolla. Infornare a 160/170 gradi per 60 minuti in forno ventilato. Si possono aggiungere 5 minuti di grill per dorare la parte sopra della pastiera se risultasse troppo “bianca”. Farla raffreddare su di una gratella poi cospargerla di zucchero al velo.

3 risposte a "La Pastiera napoletana, Rosi tu si doc comm e a pastier !"

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