Cosce d’anatra, un sonno tremendo e la polenta in bocca

Ho un sonno tremendo. Il mio orologio biologico, che determina l’alternanza dei periodi di sopore e di veglia con un intervallo piuttosto regolare, ha le pile scariche. Purtroppo non trovo il modo di sostituirle e perciò, ho sonno. La tragicità della cosa ha il suo apice quando mi rendo conto che, l’unico enorme desiderio che ho, è quello di andarmene tranquillamente in letargo fino al disgelo. Ho addosso una siffatta sonnolenza che oramai ho la certezza: il mio corpo richiede almeno dieci ore di sonno al giorno e poi qualche ora anche di notte. Non concepisco, e spesso mi domando come possa, la notte, portarmi consiglio… io non la sento affatto parlare, dormo come un sasso inanimato, acciambellata come una contorsionista, per non disperdere calore, in modalità risparmio energetico totale. Perfino la sveglia non ce la fa più a destarmi, deve in qualche modo animarsi e venire a schiaffeggiarmi per ottenere il suo scopo. Quando riesco a districarmi, sciogliendo i nodi formatisi tra le gambe e le braccia, esattamente come la catenina che ripongo la notte sul comodino e la mattina la ritrovo aggrovigliata e annodata inspiegabilmente, mi guardo allo specchio e quel che vedo sono due borse sotto gli occhi, di quelle giganti, piene fine all’orlo di un sonno terribile e una smorfia di disappunto per quelle donne che, svegliandosi con un sorriso centocinquanta denti bianchi, si stirano sensuali nel letto, già truccate, rossetto, mascara, fondotinta e perfino i capelli acconciati con le onde del mare. Io ho il cuscino memori con la mia faccia in 3d, spalmato dei trucchi che non ho fatto in tempo a togliere ieri sera, i capelli elettrici spiaccicati dalla fronte fin giù sul mento e le labbra impastate con la polenta in bocca che come ci sia arrivata li non so. Ho così tanto sonno, che questa sera non riesco nemmeno a cucinare; apro una meravigliosa scatola di latta, che contiene una cena preziosa e spudoratamente soddisfatta, mangio in un batter d’occhio cosicché possa coricarmi prestamente, addormentandomi all’istante.

SUGGERIMENTO:
i periodi di sonno letargico capitano davvero a tutti, cosa c’è di meglio di un cibo “semi pronto” che basta riscaldare per averlo nel piatto fumante dopo pochi minuti? L’unica vera accortezza sta nel scegliere prodotti di alta qualità, certi della loro provenienza e perché no, magari fatti proprio da noi, riposti e conservati ed estratti sapientemente nei momenti di crisi di sonno!

LE COSCE D’ANATRA
Confit de canard, piatto tipico della cucina francese, dal nome altisonante in realtà è molto semplice da preparare e veramente gustoso. Peccato sia cosi poco conosciuto. Ho potuto apprezzare queste carni nei miei viaggi in Alsazia, carni dal sapore deciso e tenero, che ne fanno un piatto decisamente particolare, ottimo alleato in cucina e pronto in pochissimi minuti.

CURIOSITA
Gli amanti dell’anatra sapranno che l’anatra confit è la massima espressione della cucina a base di volatile. Di origine guascone, il confit è un tipo di cottura molto antico. Prima dell’avvento della refrigerazione, non esisteva nessuna tecniche per preservare il cibo per lunghi periodi di tempo. In Guascogna la varietà di anatra più amata è detta Moulard e la tradizione di conservarla confit si tramanda ormai da generazioni. Prima della conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare, i Romani presero nota di come conservare le anatre ai tempi degli Egizi. Gli Egizi infatti allevavano anatre e oche, davano loro da mangiare tre volte al giorno e la loro dieta era a base di cereali e fichi fritti. 

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Ingredienti per 3 persone:
3 cosce d’anatra già cotte conservate nel loro grasso
foglie di alloro
timo

In una padella antiaderente riporre le cosce d’anatra, dalla parte della pelle, liberate sommariamente dal loro grasso di conservazione. Alzare la fiamma e colorire la pelle rendendola croccante. Il grasso rimasto farà da condimento, non serve aggiungere altro nella padella, se non qualche foglia di alloro e del timo

14 risposte a "Cosce d’anatra, un sonno tremendo e la polenta in bocca"

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      1. Eh sì… mi alzo tardi, ancora assonnata, durante il giorno faccio cose vedo gente ma in modalità zombie, alle 17.00 devo essere inderogabilmente a casa perché mi spengo di botto, e da lì alla mattina dopo mangio, scrivo e leggo sempre con mezzo cervello e un corpo fatto di ghisa.

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  1. Ciao Alessia, sei sempre molto divertente ma devo proprio dire che ,nel tuo racconto mi ci vedo in pieno .Con questo tempo ,poi, non si capisce bene quando è notte o giorno . Al mattino quando mi alzo ,con un occhio aperto e l’altro chiuso perchè non ha ancora finito di dormire, a stento arrivo in cucina vincendo la tentazione di tornare al calduccio del letto .Scherzi a parte il piatto che proponi deve essere davvero squisito . Saluti e buona serata.

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