Involtini di lonza, ottimi anche senza contorno, oramai…

Come ogni buona, anzi ottima massaia, cerco di ottimizzare ogni cosa, dalla spesa, ai soldi, alla gestione perfetta e imprescindibile di ogni particolare di casa. Infatti, appena il vecchissimo forno a microonde ha iniziato a dare i primi segni di cedimento, ho pensato chiaramente di non buttarlo fino a che non avesse davvero tirato le cuoia e, trovato un angolo nel ripostiglio, su di uno scaffale dove ci entrava a pennello, l’ho “salvato” dalla fine certa in discarica. Purtroppo, il suo uso in questi mesi è stato piuttosto catastrofico: patatine mollicce e flaccide, dopo mezzora di giri, crocchette prosciugate e rinsecchite, dentro con panatura floscia e non cotta fuori, e continui rinvii del timer, con conseguente collera e stizza per dover mangiare quei contorni orripilanti oramai col caffè a fine cena. Ma stasera decido di partire per tempo e inforno una padellata di patatine nel microonde con timer a 12 minuti. Non comprendo e non percepisco il trascorrere del tempo, la mia mente è concentrata sulle fettine leggerissime dei miei involtini, sul ripieno croccante e colorato, e assemblo piano facendo scivolare le dita, avvolgendo e arrotolando, immaginando già gusto e consistenza ma… cos’è questo strano odore? Spalanco gli occhi in uno stato catatonico tra dubbio e certezza, mi volto lesta verso il corridoio che percorro al buio in preda ad un certo panico controllato, arrivo alla porta del ripostiglio e con mano tremante, apro. Un odore forte, acre e persistente mi sbatte contro la parete, non vedo nulla, c’è un fumo nero, spesso e densissimo che si muove viscoso avvolgendomi e d’istinto spalanco la finestra. Passo dal credere sia una semplice bruciatura, ad essere certa di aver appena causato un principio di incendio. Le patatine all’interno del microonde, che sta fumando come una ciminiera, sono praticamente carbonizzate irriconoscibili. Le guardo sconsolata facendomi strada, schiaffeggiando la coltre di fumo, le afferro e le scaravento fuori. Un terribile puzzo di brucio va ad impregnare pareti, mobili, divano, tende e tutta me stessa. Disarmata, mi chiedo quanto tempo sia effettivamente passato dopo i 12 minuti, ma almeno di una cosa sono contenta: i miei involtini, pur senza alcun contorno, oramai, sono incredibilmente ottimi!

SUGGERIMENTO;
Per evitare di usare stecchini di legno piuttosto fastidiosi, potete fare in questo modo semplice: lasciate la fetta di pancetta più lunga da un lato, così che quando arrotolerete la carne, potete far fare un giro in più alla pancetta che sigillerà gli involtini!

LA PANCETTA:
per me non esiste miglior insaccato della pancetta tesa pepata SALUMIFICIO GINI. Il suo sapore è fantastico, autentico, dolce ed esaltato dal pepe! Si può usare in tanti modi nelle ricette, per esempio, se non siete proprio dei puristi, usata al posto del guanciale e tagliata a cubetti si potrà preparare una carbonara o una amatriciana incredibile. A fette sull’uovo come fosse bacon, a bocconi come stuzzichino o aperitivo, nelle patate al forno a cubetti, o in questa ottima mia ricetta qui, oppure come condimento per una pasta veloce: fate saltare, senza condimento, la pancetta a cubetti, in una padella antiaderente. Tagliare a metà alcuni pomodorini ciliegia e tuffateli nella pancetta, cuocere la pasta (penne, farfalle, fusilli), scolarla e metterla nella padella. Spolverare di erbe miste secche e servire!

CONSIGLIO:
per rendere morbida la lonza che normalmente è piuttosto asciutta, ho messo la mela nel ripieno. Se non amate il “dolce” che la mela apporta a questa ricetta, mettete mezza sottiletta di mozzarella o una scamorza bianca. Comunque del formaggio bianco dolce. Col caldo si fonderà e renderà la carne tenerissima.

CONTORNO:
come abbinamento a questi involtini, delizioso potrebbe essere un ottimo purè, ma essendo già piuttosto “asciutta” la carne sarebbe meglio servire un contorno di verdure (piselli, spinaci, zucchine) cotti a vapore.

Ingredienti per 3 persone:

12 fette di lonza sottili
24 fette di pancetta pepata tagliata fine (per me SALUMIFICIO GINI)
due cucchiaio di pistacchi non salati
due cucchiaio di mandorle a lamelle
qualche foglia di salvia
tre mele (per me la varietà Ambrosia)
olio extra vergine d’oliva
due noce di burro di ottima qualità

Con un batticarne liscio, battete le fettine rendendole molto fini. Appoggiare sul tagliere due fette di pancetta ravvicinate, appoggiare sopra una fetta di lonza. A parte in un pentolino, scaldare senza condimento alcuno, le mandorle, i pistacchi tritati grossolanamente e mezza mela tagliata a dadini per un minuto, facendo attenzione a non bruciarli. Ricoprire con un cucchiaio di composto ogni fetta di lonza e arrotolare cercando di tenere stretto l’involtino.

In una padella che li possa contenere tutti, far sciogliere le due noci di burro e un filo di olio extravergine, mettere qualche foglia di salvia ben lavata e asciugata e far cuocere gli involtini quando il burro sarà spumoso. Girateli spesso aiutandovi con una pinza. Dapprima a fiamma alta poi quando la pancetta sarà quasi croccante, abbassare e coprire con un coperchio per almeno 5 minuti. Scoperchiare e alzare nuovamente la fiamma nell’ultimo minuto.

Poco prima di impiattare, tagliare le mele a fettine sottili lasciando la pelle. Passare le mele nell’intingolo che si è creato nella padella e servirle come contorno agli involtini.

5 risposte a "Involtini di lonza, ottimi anche senza contorno, oramai…"

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