Profiteroles ma secondo voi chi non se ne approfiterol??

Breve storia felice:
la pasta oplà nel forno, il bignè ciuf ciuf si gonfia, il cioccolato glu glu avvolge, la piramide tuc tuc si compone, uno hop in bocca, il piatto slurp è già vuoto.
Fine.

CURIOSITA:
per preparare la pasta choux sono necessari pochi passaggi e pochi ingredienti. Siccome la pasta non prevede zucchero, rimane perfetta sia per salati che per dolci. Ricordatevi perciò di zuccherare la panna che andrete ad utilizzare o salare la crema nelle ricette salate!

STORIA DELLA PASTA CHOUX:
Questo impasto di acqua, farina, uova e burro lavorati a caldo pare sia stato creato nella Firenze del XVI secolo dal cuoco Penterelli, allora al servizio di Caterina de’ Medici, e migliorato dal suo successore Popelini. Da qui la pasta choux prese la via della Francia. Fu verso l’inizio del XIX sec. che la ricetta prese il nome di pasta choux, perfezionata con la farciture di crema pasticcera o crema chantilly da Jean Avice e Marie-Antoine Carême, presentata a “montagnetta” guarnita di caramello (croquembouche) o ricoperta di cioccolata (profiterols).dove venne perfezionata fino a dar vita ai famosi bignè

STORIA:
In origine i profiteroles non erano dolci bensì era una pietanza realizzata con prodotti salati. Secondo alcuni testi, infatti questo tipo di piatto non era altro che un tipo di pane secco al quale veniva dato una forma sferica, il cui ripieno era ricco di carne e tartufo. Queste praline, una volta realizzate venivano immerse in un brodo e mangiate calde. nel Rinascimento Caterina de Medici, andando in sposa a Enrico II di Francia, e diventando in seguito regina, portò con se dalla sua terra d’origine, la Toscana tutte le sue ricette di gastronomia; uno dei suoi chef, un certo Popelini, creò nel 1540 la pasta per choux (per bignè), che divenne molto famosa in Francia e con essa anche i profiteroles come li conosciamo noi; la fama di questo dolce si diffuse però dopo il XVII secolo, periodo in cui si sviluppò la vera arte pasticcera.


Il termine profiteroles deriva dal diminutivo della parola francese profit, (cioè profitto, guadagno), ed è costituito da una preparazione composta da una serie di piccoli bignè che formano un unico dolce al cioccolato.
In Inghilterra il profiteroles è un dolce molto popolare, che viene preparato con ripieno di crema, panna o gelato, ricoperto di cioccolata calda; in Francia è un dolce fondamentale per il banchetto nuziale, dove viene presentato come una croquembouche, cioè una piramide di bignè ripieni e caramellati

Ingredienti per circa 30 bignè :
75 gr di burro
150 ml di acqua
100 gr di farina autolievitante
3 uova

250 ml di panna fresca da montare
50 gr di zucchero al velo
crema pasticcera (se preferite riempirli cosi)

200 gr di cioccolato fondente
100 gr di acqua
30 gr di panna fresca liquida
30 gr di zucchero

In un pentolino versare l’acqua, il burro e portare a bollore. Appena si vedono salire a galla le prime bollicine con il burro completamente sciolto, aggiungere la farina in un sol colpo, abbassare la fiamma e girare immediatamente con un cucchiaio di legno. Entro pochi secondi si formerà un impasto denso, morbido e compatto. Togliere l’impasto dal fuoco e versarlo in una ciotola fredda, aspettare qualche minuto che si raffreddi poi aggiungere il primo uovo: è importantissimo che le uova vengano aggiunte una alla volta senza che si “vedano” tra loro. In pratica bisogna amalgamare bene il primo uovo con il cucchiaio e solo quando il primo è ben assorbito aggiungete il secondo. La consistenza finale della pasta choux è densa come una crema pasticcera piuttosto soda, lucida e compatta, da poter entrare nella sac à pochè.

Con la bocchetta liscia a foro grosso formare tanti piccoli ciuffi appena distanziati tra loro sulla carta da forno. Preriscanldare il forno a 200° e infornare i bignè nella parte media, lasciar cuocere a 200° senza mai aprire il forno per circa 20 minuti. I bignè si gonfieranno molto, quando li vedrete belli gonfi, abbassare a 180 ° e proseguire la cottura per 5 minuti ancora.

Sfornateli e fateli raffreddare. Ci vorrà poco tempo. Nel frattempo preparare la glassa al cioccolato: in un pentolino a bordi alti, scaldare acqua, zucchero e panna. Portare a bollore, o almeno fino a sciogliere bene lo zucchero, allontanare il pentolino dal fuoco e aggiungere il cioccolato fondente tritato finemente. Girare con una frusta a mano fino ad ottenere una glassa lucida, liscia e priva di grumi. Lasciare da parte e farla raffreddare quasi del tutto, dovrà essere appena appena tiepida. Montare la panna fresca a neve incorporando lo zucchero al velo.

Se invece volete riempirli con la crema pasticcera, leggete la mia ricetta qui.

Riempire la sac a poche con la panna o la crema e con una bocchetta lunga fare un piccolo buchino nel bignè e riempirlo.

Con l’aiuto di due forchette far roteare il bignè ripieno nella glassa e poi scolandolo bene appoggiarlo direttamente sul piatto da portata. Formare una base rotonda, mano a mano sovrapporre gli altri bignè fino a terminarli, andrete a comporre una sorta di piramide.

Aggiungere qualche ciuffo di panna per decorazione e mettere in un posto fresco e asciutto per almeno 1 ora. La glassa di cioccolato si solidificherà.
I profiteroles nel frigo si conservano per 3 – 4 giorni

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16 risposte a "Profiteroles ma secondo voi chi non se ne approfiterol??"

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