Lievito madre (seconda parte), Tino il lievitino e tutti saputelli.

E' incredibile come non si riesca a stare zitti. Ci si lamenta sempre. Dobbiamo per forza essere superiori a tutto e a tutti, saperne sempre una pagina più del libro, all'occorrenza diventiamo scienziati, ingegneri, medici, professori, opinionisti, economisti, politici, manager, cuochi, pasticceri, madri, padri, figli, nonni e perfino "santi", saccenti e boriosi, ostentando il proprio... Continua a leggere →

Il non-caffè dei golosi con le tre C

Questo ci vuole adesso! Anzi come fantastico dopo-cena, e magari doppio! Che ne dite?

Avatar di Alessia di PiattoranocchioPIATTORANOCCHIO

Una tazzina di caffè fumante dopo i pasti non si rifiuta quasi mai, deve proprio essere che non siamo caffeina dipendenti per declinare l’invito. L’aroma del caffè lo si sente nell’aria, quando si passa davanti ad un bar, quando la torrefazione vicino a casa sta tostando i chicchi. Un profumo, per me, legato indissolubilmente all’infanzia, quando i nonni mi portavano con loro a fare la spesa e facevano tappa nel loro bar preferito, che appunto era anche torrefazione. Ero piccolissima ed il caffè non lo bevevo ancora, ma quell’aroma è rimasto intriso nelle mie narici da allora. La nonna, ricordo perfettamente, mi raccomandava sempre di seguire scrupolosamente le tre C del caffè: Carico, Caldo, in Compagnia. Solo così potevo dire di bere un vero caffè! Ciò nonostante, la golosità, che mi offusca spesso la mente mi porta a storpiare, giro voltare, rimestare il vero rito del caffè in un golosissimo…

View original post 141 altre parole

Treccine alle noci pecan, la colazione col pigiamone al bar della cucina!

Questa mattina capita esattamente ciò che era successo tempo fa, le stesse sensazioni, la stessa atmosfera. In attesa del mio prossimo piatto, assaporo felice queste semplici treccine, fatte di amore, famiglia, casa e relax.

Avatar di Alessia di PiattoranocchioPIATTORANOCCHIO

trecciapecan5.jpgAccoccolata sotto il caldissimo piumino, mi sto risvegliando piano piano, conscia della giornata rilassante e calma che mi attende al di là della stanza. Appisolata nel dormiveglia, cerco di mettere a fuoco la linea sottile di luce che penetra dalla persiana, ma i miei occhi, ancora pesantemente assonnati, non mi vogliono aiutare. Mi sovviene che senza lenti a contatto sono come una talpa in una stanza completamente buia, e mi ammonisco con un buffetto sulla guancia. Un intenso, accogliente e persistenteeffluvio di caffè mi solletica le narici, e dalla cucina arriva veleggiando, lieve e tenera, un’altra delicata e allettante fragranza. Stento a riconoscerla e ardua è la movenza abile e scattante, per lo più, agisco come un bradipo stanco e affaticato, muovendomi di mezzo centimetro all’ora. Ad un tratto, il mio stomaco famelico inizia a farsi strada, preso da trepidante isterismo, e sempre…

View original post 479 altre parole

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑