Raviolo al tuorlo fondente… e un pezzo di luna in tasca!

Questa mia vecchia ricetta è assolutamente da ri-condividere ora!!! E sapete perché? Ho appena finito di prepararli, e adesso vado a gustarmeli! Buon appetito cari amici di Piattoranocchio!

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Devo ammettere che, a volte, la sfida di preparare qualcosa di veramente speciale, mi prende talmente tanto che fremo dalla voglia di mettermi ai fornelli, e al solo pensiero degli abbinamenti che mi frullano nella testa, sento le farfalle nello stomaco come la prima cotta adolescenziale! Se poi mi rendo conto che sono riuscita a cucinare un piattino dal nome altisonante che a leggerlo ci vuole il vocabolario Treccani, vado in brodo di giuggiole! Mettiamoci anche la soddisfazione finale, di quando servi in tavola, e tutti credono che ti sei alzata all’alba e hai lavorato come in una miniera, in condizioni pietose, per ore e ore, senza acqua, né luce, né aria. Quei piatti che tutti mangiano centellinando ogni boccone come se avessero bisogno di restituirti il tempo immemorabile che ci hai messo a farli… e tu sei li, ad annuire, con viso contrito, ma con un’emozione dentro, simile ad…

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Lasagne al pesto e la testa nel mortaio!

Buona domenica cari amici di Piattoranocchio. Oggi ho pensato di riproporre un mio vecchio post, con delle profumatissime lasagne di farina di ceci al pesto. Ottime davvero per trascorrere in compagnia una domenica speciale!

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Abbacinata e accecata come se avessi incrociato un raggio di sole riflesso in uno specchio, apro il pacco e rimango senza parola alcuna di fronte alla novità tanto attesa che sognavo da tempo. La mia gioia è incontenibile, le mie dita tremano sotto l’involucro ben stretto e faccio fatica a disimballare il mio dono. Inizio anche a farneticare e dispensare frasi senza senso, tanto che i miei uomini, preoccupati decidono di mettersi alla ricerca immediata di uno sciamano che possa purificarmi. Ho l’impulso incoercibile di provare questo mio nuovo aggeggio e leggo seria e concentrata le istruzioni. Solo tre passaggi, mi pare molto semplice. Recipiente alla mano, calcolo, doso e aziono la macchina della pasta. Nulla… la farina si appiccica tutta, dall’estrusore non esce nulla e il panico si impossessa di me! “Non funziona! Ecco lo sapevo!“. Spengo, pulisco, ri-assemblo tutto con motto di rabbia recondita, sbattendo…

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