Gulasch casalingo fagocitato dalle nius

La scatola nera di fronte a me, mi fissa come se dovessi dirle qualcosa. Non so bene cosa, perché l’unico mio pensiero, in questo momento, è l’irrefrenabile voglia di lucidarla dalla polvere. Non esiste panno di nessun genere, né caratteristiche, né dimensioni che possa vincere, seppur per qualche istante, il pulviscolo che si forma fulmineamente su di essa. L’accendo, quasi in modo automatico, neanche volessi davvero ascoltare cosa ha da dire. Negli ultimi tempi bisogna avere un grande coraggio e una spiccata forza d’animo, per resistere alle nius quotidiane. Difatti, appena il volume prende il possesso, rompendo il silenzio idilliaco che c’e nella stanza, voci fastidiose di battibecchi furiosi, scompigliano la mia mente, e le uniche parole che percepisco hanno il sentore delle solite lamentele sociali e delle feroci accuse politiche. Dopo poco, la voce stridula si sposta e assume un tono drammatico, di notizie che mai vorrei ascoltare, di incidenti indescrivibili, con immagini di lamiere accartocciate fumanti o di mitra in fila che urlano e sputano pallottole. Sussulto angosciata e fortemente indecisa se continuare a subire queste molestie, che subito l’annuncio di nius allarmanti, di disastri naturali, tsunami, catastrofi, terremoti e alluvioni mi divorano spaventosamente e mi picchiano in testa l’allerta che il mondo sta finendo e saremo prestamente fagocitati dal buco nero che si sta allargando e l’universo presto imploderà su se stesso. Spaurita e sgomenta, mi appresto a schiacciare il tasto off e un colpo di spugna tutto torna sereno, almeno tra le mie mura, chiudendomi a riccio e sperando che là fuori davvero non sia sempre così. Per ora, l’unica cosa ad essere veramente fagocitata dal mio stomaco, sarà la mia cena, un succulento gulasch casalingo che cuoce da ore emanando un profumo caldo e accogliente.

SUGGERIMENTO:
alcune ricette prevedono l’aggiunta di patate. A me non piace metterle, mi sembrerebbe di preparare un classico spezzatino italiano. Le patate lesse, oppure il classico purè lo servo a parte.
Servite il gulasch, se potete, in pirofile di terracotta singole, o in quelle ciotole di una volta con le teste di leone decorati. Sono così simpatiche, e danno un tocco particolare se messe in tavola tutte insieme, una per ogni commensale di modo che ognuno si serva personalmente prendendone una. Oltre a mantenere calda la pietanza, ognuna di queste ciotole potrà essere da voi riempita preventivamente con la quantità equa di carne e sugo.

CURIOSITÀ
Il gulasch è un piatto tipico ungherese ed è uno spezzatino di manzo o di vitello particolarmente saporito, che si può preparare in diversi modi. Secondo la ricetta originale, il gulasch era un piatto povero che sfamava i mandriani quando spostavano i manzi pregiati dalla Puszta. Il termine ungherese Gulyás deriva da gulyás, il cui significato è mandriano, e da gulya, cioè mandria. Poco alla volta, i mandriani cominciarono a diffonderlo in tutta Europa al punto che la ricetta arrivò fino in Germania, il famoso Gulasch alla tedesca, in Polonia, il gulasz, e in Austria con la variante austriaca del Rindsgulasch.

IL PIMENTON e LA PAPRIKA UNGHERESE:
Il pimenton insaporisce e colora di rosso il chorizo, la tipica salsiccia fresca o secca e aromatica. Profuma la paella e rientra in tantissime ricette tipiche. Come il callos a la madrileña, la zuppa di trippa che, oltre al già citato chorizo, sprigiona l’inconfondibile fragranza di questa spezia. Il cui segreto è l’affumicatura. Il pimenton è, infatti, un prodotto analogo alla paprica ungherese, ricavato da una particolare varietà di peperoni essiccati e macinati in polvere.
In ungherese la parola paprika, significa peperone e indica anche l’ortaggio, non solo la spezia che comunemente viene usata nella preparazione dei cibi. Si ottiene dal peperone che viene seccato e liberato dalla parte interna bianca e dopo macinato. La paprika fu introdotta in Europa dagli ungheresi che lo importarono dalla Turchia.
Molti pensano che la paprika sia sempre molto piccante, però gli ungheresi producono anche quel tipo dolce – ‘édes’ o ‘csemege’ – che assapora solo il goulasch o lo spezzatino, ma non lo fa diventare forte.

Ingredienti per 3/4 persone:
500 gr di polpa di manzo scelta
2 piccole cipolle
1 gambo di sedano
2 piccoli peperoncini dolci
2 carote
olio extravergine oliva
5 gr di semi di cumino o carvi
sale
pepe
20 gr di paprika dolce in polvere
5 gr di pimenton
1 lt di brodo di carne (anche meno)
1 pomodoro
100 ml di passata di pomodoro


Tritare le carote, il sedano e tagliare le cipolle a cubetti piccoli. Preparare un soffritto con queste verdure scaldando, in una capiente padella dai bordi alti dell’olio extravergine di oliva. Quando le cipolle saranno dorate, aggiungere lo spezzatino di manzo tagliato a cubetti di circa 2-3 centimetri e farlo rosolare. Quando sarà ben cotta, cospargerla di paprika e semi di cumino, aggiungere il pomodoro tagliato a cubetti e mescolare per bene. Tritare anche i peperoncini molto finemente e aggiungerli insieme alla passata di pomodoro e 3/4 del brodo caldo. Cuocere a fuoco lento, coperto, per circa 1 ora. Controllare se la carne e il sugo si sono ridotti troppo, se cosi fosse abbassare ancora di più la fiamma e aggiungere un mestolo di brodo ulteriore. Continuare la cottura per circa un’altra ora, aggiustare di sale e di pimenton per la nota affumicata se vi piace e con una forchetta controllare che lo spezzatino sia diventato morbidissimo. Potete lasciarlo cuocere a fuoco lento ancora per altri 60 minuti. In tutto sarebbe meglio cuocesse 3 ore, se di più, meglio.

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21 risposte a "Gulasch casalingo fagocitato dalle nius"

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  1. La Tv nos causa más desasosiego que los problemas del día a día.. Lo bueno que siempre tienes el antídoto para resolver las situaciones que alteran tu capacidad para regalarnos las mejores recetas de tu inspiración inacabable. El gulasch siempre me llamó la atención pero solo lo probado unas tres veces. El paso a paso ayuda mucho por lo bien explicado que lo das. Solo queda esperar que a uno le quede muy cercano a tu preparación. Ya leí más de Como y tienes una suerte barbara de disfrutar de los paisajes alpinos.. Las fotos de tus recetas, son tuyas? Saludos.

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