Crostata di marmellata di pesche, non c’è la marmellata, ma le pesche si!

Non sono normale, questo lo so, ma sto imparando a convivere con questa stranezza da anni ormai, direi più o meno da quando sono nata. Infilo il costume intero, in fondo un po di pudore mi è rimasto, anche se nel mio giardino segreto non mi vede nessuno, sono io che noto rotolini sparsi, agitarsi tutti e non mi piace la confusione. Appoggio minuziosamente il telo mare sulla sdraio, infilo gli occhiali scuri e con movimenti lenti, da vacanziera nei primi giorni, spalmo la crema solare. Gli occhi si chiudono istintivamente ed un lento inspiro sale dal profondo del mio animo: un profumo delizioso di cocco e sole mi cattura, mi fa capitolare, mi movimenta pensieri e ricordi stupendi. Come ho già detto però, non sono un’amante delle vacanze al mare. Non è che non mi piace, anzi il mare lo trovo stupendo, la sabbia, le onde, la salsedine, un delirio di bellezza ma, no le vacanze al mare no. O meglio si, andrei eccome in vacanza al mare, ma ad essere certa di non trovare nessuno. Ecco, stile naufrago su isola deserta, intendo deserta proprio. La gente, gli ombrelloni, la corsa prima che sorga l’alba a mettere asciugamani, occupando più spazio del dovuto, con i sassi raccattati qua e la, per tenerli giù e sperare cosi, all’ora desiderata, di trovare ancora un metro quadro di spazio per stendermi e non avere la sdraio a castello da condividere col vicino, ecco, queste vacanze non fanno per me. No, quelle non sono vacanze per il mio essere eremita, solitario e asociale. E disponendo solo dei quindici centralissimi giorni di agosto insieme ad altri cento milioni di vacanzieri, sfortunatamente il mare isola deserta è una chimera! La graniticità di questa scelta non verrà mai scalfita, almeno finché non troverò l’isola deserta. Ma torniamo alla mia non normalità, alla, per cosi dire, fantasiosa inafferrabilità del genere umano e la sua ineluttabile diversità. Ecco, comincio a raccontarvi la storia della mia crostata alla marmellata di pesche, senza la marmellata ma con le pesche…

(to be continued)

SUGGERIMENTO:
avevo un barattolo di marmellata alle pesche, era così che doveva essere la mia crostata, una crostata classica di marmellata. Ma un barattolo è pochissimo per una crostata! Allora aggiungiamoci le pesche sciroppate… ma poi diventa tutta una sbrodolata di sapore di pesche, ed ecco che l’idea è quella di una morbidissima crema pasticcera. Cercate sempre di non sommare gusto su gusto se identici, diventerebbe tutto molto stucchevole.

LE PESCHE SCIROPPATE:
La raccolta viene fatta a mano per preservare i frutti dalle ammaccature, quando le pesche non sono né acerbe né troppo mature; poi vengono lavate, sbucciate, spesso scottate per pochissimi minuti in acqua bollente, denocciolate, tagliate a metà e riposte nei barattoli preventivamente sterilizzati, e infine vengono completamente ricoperte da uno sciroppo di acqua e zucchero, che può essere aromatizzato con la cannella o la vaniglia.

CURIOSITA’
Fatte in casa, le pesche sciroppate saranno certamente migliori, ma comunque ci sono prodotti già pronti molto buoni perché sono semplici, a base di frutta, zucchero e/o sciroppo di glucosio-fruttosio. Una volta che i barattoli sono pronti, devono essere riposti in un luogo fresco e buio e lasciati riposare per almeno tre mesi. Dopo l’apertura, si conservano in frigo per circa 3-4 giorni.

UTILIZZO:
Si possono gustate a fine pasto, nei periodi autunnali o invernali, possono essere anche usate nelle preparazioni di dolci e dessert accompagnando gelati e yogurt, mentre lo sciroppo è un’ottima bagna da utilizzare nella realizzazione delle torte! Un famosissimo dessert è la pesca melba!

Ingredienti:
per la pasta frolla:
300 gr di farina
200 gr di burro
100 gr di zucchero
1 uovo
1 tuorlo
per la crema pasticciera:
0.50 lt di latte
3 tuorli
130 gr di zucchero semolato
50 gr di fecola di patate
1 bustina di vanillina

9 pesche sciroppate
zucchero al velo

Sbattere in una terrina l’uovo, il tuorlo e lo zucchero fino a rendere il tutto spumoso, aggiungere il burro, ammorbidito a temperatura ambiente e tagliato a pezzetti, impastare velocemente tutti gli ingredienti, aggiungere poi poco per volta la farina, fino ad ottenere una pasta omogenea. Creare una palla, avvolgerla in un foglio di pellicola e lasciarla riposare in frigorifero per un’ora. Nel frattempo preparare la crema. In una casseruola portate ad ebollizione il latte insieme alla vanillina, poi versarlo a filo sui tuorli in precedenza ben battuti in una terrina insieme allo zucchero e la fecola. Riportare il composto in una casseruola sul fuoco basso e, sempre mescolando, lasciare addensare la crema.

Con l’aiuto di una mattarello stendere la pasta frolla in una sfoglia non troppo sottile e foderare il fondo ed i bordi di una tortiera imburrata. Ritagliare la pasta in eccedenza e tenerla da parte. Bucherellare il fondo con una forchetta. Ricoprire la pasta con un foglio di carta forno e disporre sopra le sfere di ceramica per la cottura in bianco. Far cuocere in forno caldo a 180° per 20 minuti. La pasta dovrebbe apparire appena appena dorata. Togliere le sfere, versare la crema pasticcera sulla base di pasta frolla, distribuendola in maniera uniforme ed omogenea, poi mettere sopra le mezze pesche sciroppate, precedentemente scolate molto bene dal liquido di conservazione.

Con la pasta avanzata formare delle strisce alcune più larghe, alcune più strette per giocare con le proporzioni.

Rimettere nel forno la crostata a 180° per altri 10/15 minuti o fino a quando la pasta risulterà ben cotta e di un bel colore dorato. Sfornare la crostata, lasciarla raffreddare, poi cospargere di zucchero al velo.

20 risposte a "Crostata di marmellata di pesche, non c’è la marmellata, ma le pesche si!"

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  1. Ugualmente buona, la torta, almeno spero. Abbisogna della prova delle papille gustative.

    … per il mio essere eremita, solitario e asociale.(Hai mai pensato a un racconto o a un romanzo?). Secondo me qualche buona idea l’hai già coltivata. Non a caso hai l’orticello se ricordo bene.

    No, per le cose da mangiare che prepari no ti facevo per come ti descivi sopra. Però, è una cosa interessante e penso che vada ricercata nel periodo dell’infanzia, almeno così dicono gli esperti.

    Buon 25 Aprile e buona domenica.

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      1. Scommetto che si è volatizzata. Quanto tempo vuoi per il romanzo? Potresti come sprone un termine, tipo sei mesi, un anno eccetera. Credo che tu ci riesca. Anche perché è un pensiero che ti abita da parecchio.

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  2. Che meraviglia! 😍
    Io poi adoro la frutta sciroppata 😍

    Giusto ieri pensavo che fa già troppo caldo per maglietta e pantaloncini, è ora di passare al costume e all’armamentario serio: crema su tutto il corpo e non solo il viso, spruzzino con acqua e bicchierone!

    Piace a 1 persona

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