Spätzle, un classico, una certezza, ecco, che fame

Oggi proprio non posso farcela, nel dormiveglia della mattina una copiosa pioggia picchietta insistentemente sulla tapparella. Fastidioso rumore di umidità e noioso sentore di freddo mi squilibrano, mi rendono difficile anche il risveglio. Tutti i giorni sono oramai costantemente simili, si susseguono incessantemente fradici e le ore, umettate, si arrugginiscono ad ogni giro di lancetta. Da un mese a questa parte, tristemente il sole si nasconde e la signora primavera, bloccata nel traffico da qualche parte, al di là del mondo, continua a messaggiare insistentemente che sta per arrivare, ma causa di forza maggiore, è in ritardo e pensa di mandare, a questo punto direttamente l’estate. In casa l’atmosfera è mesta e assonnata, il divano sembra essere il protagonista indiscusso e si bea della sua comodità, la televisione cerca di riscattare il suo essere una scatola vuota, snocciolando notizie e soprattutto film in bianco e nero, che rievocano nostalgicamente il passato. Per non cadere in uno stato di profonda depressione, ansietà e confusione van goghiana, cerco subito conforto nella cucina, preparando, con ritrovata allegria, dei gustosissimi Käsespätzle, che vengono in mio soccorso con la loro intramontabile certezza di bontà, la loro classicità e ……caspita che fame!

Oggi parliamo degli Spätzle, gnocchetti dalla forma allungata, ricurva e irregolare provenienti dalla Germania.
Nel dialetto svevo, il termine spätzle significa “passerotti” per via della loro inconfondibile forma piccola e arzigogolata ma anche perché nella cucina tedesca sono tradizionalmente serviti come contorno di piatti a base di cacciagione da piuma, al posto del classico pane.
Piatto semplice, ma sostanzioso, questi gnocchetti hanno sicuramente le umili origini della classe contadina da cui derivano.
Gli spätzle nascono come specialità della cucina sveva durante il periodo medievale, per poi diffondersi dalla Germania all’Austria, al Trentino Alto Adige, fino all’Ungheria, alla Svizzera e alla Francia, specialmente in Alsazia, regione che per molti secoli rimase sotto la dominazione tedesca.

SUGGERIMENTO:
gli Spätzle al formaggio sono un pò come i pizzoccheri, una volta che si impara a farseli in casa, il condimento varia a seconda dei gusti. In Austria si usano il Pinzgauer, geräucherter Schoten, reifer Bergkäse. Noi in italia possiamo usare il latteria dolce, la fontina, il gruviera, il branzi, il fontal. Sbizzarritevi con quelli che più vi piacciono!

Oltre al taglio, in Germania ne esistono molte varietà a seconda delle diverse aggiunte nell’impasto, dando vita a un ampio “panorama di sapori”:

1. Käsespätzle: con formaggio e poi gratinati al forno con Emmental e guarniti con filetti di cipolla fritti.
2. LinsenSpätzle und Saitenwürstle: bianchi e serviti con wurstel e lenticchie stufate.
3. Krautspätzle: aromatizzati con erbe quali maggiorana, erba cipollina, timo, finocchio selvatico e cotti in un soffritto di burro e cipolle.
4. Leberspätzle: con il fegato.
5. Kirschspätzle e Apfelspätzle: nelle versioni dolci, serviti con ciliegie o mele, zucchero e cannella

Ingredienti per 2 persone:
375 gr di farina anche integrale
3 uova
250 ml di acqua
50 gr di burro
Cipolle secche fritte (si trovano nei supermercati in buste)
sale
Erba cipollina

Mescolare la farina, le uova, l’acqua e un po’ di sale fino ad ottenere un impasto, morbido e semi liquido, ma non troppo. Sistemate, sopra una pentola con acqua leggermente salata in ebollizione, lo spatzlehobel e cominciare a far scendere i gnocchetti nell’acqua. Appena tornano a galla saranno pronti. Scolare e condire con formaggio morbido come il branzi, il latteria dolce, o a chi piace, il groviera grattugiato, formando degli strati in una pentola che possa andare in forno. Passare sotto il grill per 5 minuti. Per finire versarvi sopra il burro, nel quale avrete fatto rosolare le cipolle. Tagliuzzare erba cipollina fresca.

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30 risposte a "Spätzle, un classico, una certezza, ecco, che fame"

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      1. Mi faccio desiderare ma poi mi faccio sentire, non scappo! Hahahaha, è solo che sono una lumaca e riesco a seguire i blog amici a spizzichi… comunque sono una lumaca anche a pubblicare, se ci fai caso, sono una “blogger” atipica, pubblico poco! 😂

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